La schermatura al tempo della Covid

A cura di Andrea Pilati

In questo ultimo anno e mezzo mi sono chiesto quale articolo potesse essere veramente efficace, quale notizia potesse dissolvere i dubbi, dare fiducia in sé stessi. L’informazione è di vitale importanza e fa la differenza tra i malati di paura e coloro che hanno deciso di vivere e creare la propria salute, fisica, mentale, animica. E salvaguardarla.

Già, ecco un’altra discriminante… Anche tra coloro che chiedono e cercano risposte, che non si accontentano della narrativa ufficiale e che hanno verificato come pregna di menzogna, si corre il rischio di ammalarsi, e non solo della Covid. Io stesso mi trovo, a volte, a sentirmi coinvolto nei discorsi che, inevitabilmente, escono a riguardo della situazione attuale; e non scendo nel dettaglio, sappiamo tutti di cosa si parla…

Ma la domanda che pongo, e che mi pongo è : “Posso fare qualcosa per cambiare le cose? Devo proprio cambiarle?

Se la risposta alla prima domanda è “sì” allora vale la pena di agire, se “no” allora posso solo collaborare, anche evitando la situazione stessa.

L’altro aspetto è quello di rimanere coinvolti, con tutti gli svantaggi del caso.

Ma se ci si vuole salvaguardare è importante apprendere il modo di non regalare le nostre energie ma, al contrario, imparare a valutare dove dirigerle o, ancora meglio, sfruttare quelle dell’avversario. Innanzitutto occorre considerare che l’avversario è colui che è contro di noi mentre, nello stesso tempo, noi non dobbiamo essere contro di lui. Ed è già una mezza vittoria…

Il fatto di dare attenzione a quella parte di noi che vuole vendetta, rivalsa, prevalenza, rispetto ad una situazione che reputiamo ingiusta, ci deve fare riflettere: con questo nostro atteggiamento otteniamo o perdiamo energia? Provo a portare un esempio: se mi crolla una pesante parete addosso quale condizione mi è più favorevole in termini energetici? Quella di contrastarne la caduta o quella di allontanarmi o girarle intorno mentre cade? Se sotto quella parete ci fossero persone che ho avvisato del pericolo, ma che non hanno voluto ascoltare, sarebbe saggio cercare di salvarle rischiando di rimanere io stesso schiacciato insieme a loro?

Detto ciò potremmo applicare lo stesso atteggiamento mentale a qualsiasi situazione nella quale l’antagonista può essere visto come la parete. Oggi più che mai abbiamo la possibilità di dirigere le nostre preziose energie verso altre direzioni, rendendole di fatto costruttive. Ponendo però massima attenzione al fatto che tanta Luce si muove, così tanta Tenebra reagisce. E, lo ripeto come spesso ho fatto, quest’ultima non è fuori, ma dentro di noi. Tutte le condizioni in cui vi sia sconforto, rabbia, volontà di divisione (e in pericolo sono, come sempre, le coppie) avvengono solo per via della reazione di quella parte oscura, interna a noi, sconosciuta ai più; un po’ per ignoranza (nel senso che non l’abbiamo conosciuta appieno), un po’ per convenienza (perché mantenerla e nutrirla, in fondo, ci fa comodo perché giustifica le nostre debolezze, dovute a poca vitalità d’animo e di conseguenza poca volontà).

Certo, il lavoro di smantellamento del potere oscuro, interno all’animo umano, non è semplice né rapido, e tantomeno indolore. Per cui occorre andare per gradi, iniziando a limare quelle parti che creano i primi attriti, le prime lotte. Tutto accade nell’istante in cui ci si identifica con ciò che succede nel nostro campo visivo. Basta la lettura di una notizia, che subito ci fa inalberare, con la conseguenza di perdere la lucidità e una visione di insieme che chiarifica meglio la situazione e ci fa intravedere la soluzione.

Per esempio…

Fonte: https://bari.repubblica.it

I più sanno benissimo quale menzogna si nasconde, e nemmeno poi tanto, dietro tale notizia. I nostri lettori sono già da tempo avvezzi alle analisi di tali dialettiche. Ma quale stato d’animo suscita tale informazione? Rabbia? Disapprovazione? Critica?

E questa immagine invece, cosa stimola?

Sarcasmo? Burla? Insulti? A chi giova? Ma, soprattutto, dov’è la nostra attenzione in questo istante? Quante volte è successo che ci venissero proposti bersagli facili incarnati in evidenti ignoranti, cafoni, insolenti, violenti, supponenti, saccenti… Inutile scrivere nomi, darei loro energia ma basta leggere le cronache.

L’avversario ci distrae apposta attraverso la potente arma della informazione e sa che noi siamo facilmente distraibili, ci controlla da secoli, conosce i nostri punti deboli. Ma non la nostra forza, e spesso nemmeno noi la conosciamo.

Quindi propongo alcuni consigli, alcuni approcci, per accrescere il nostro livello di consapevolezza e iniziare a dirigere il nostro destino piuttosto che subirlo:

Passo primo: allenarsi a non identificarsi, guardare senza giudicare, come se ciò che ci succede fosse la proiezione di un filmato su di uno schermo.

Passo secondo: acquisire la consapevolezza che possiamo cambiare filmato quando e come vogliamo.

Passo terzo: sorvegliare il nostro stato emotivo e percepire come ci condiziona.

Passo quarto: porsi nella condizione nella quale tutto arriva per attrazione e per giustizia. E per Amore, quella energia incomprensibile che comprende anche il dolore e la morte.

Passo quinto: sorvegliare i pensieri, verificare la condotta relativa, verificare gli effetti e valutare se sono costruttivi di uno stato d’animo equilibrato, di eventi favorevoli e di incontri con individui di valore.

Passo sesto: coltivare l’entusiasmo perché i primi cinque passi lo hanno certamente stimolato. Ci si renderà conto che proprio l’ìentusiasmo è la fonte energetica per la creazione dei miracoli.

Passo settimo: invece che creare problemi, trovare soluzioni. E vedere in ogni evento una opportunità per svolgere il proprio compito, ponendosi al servizio degli altri piuttosto che servirsene.

Ora non resta che mettere in pratica questi consigli e verificare se portano frutto. Buon lavoro.

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