Il vestito per accedere all’Arca

A cura di Andrea Pilati

Vi racconto una storia. Facciamo finta che sia stato rinvenuto un antico manoscritto su pergamena molto preziosa, firmata in calce a lettere ormai illeggibili, e un tempo chiusa da sigillo in ceralacca, nel quale si legge il seguente testo.

…l’accesso all’Arca è permesso solo ad individui con caratteristiche particolari: un fisico in salute, un corpo vitale di alta energia, un centro emozionale equilibrato, un corpo mentale quieto e pulito, un cuore il più puro possibile e un animo pervaso da entusiasmo.
Essendo l’Arca un luogo di altissima energia e di frequenza elevata, chiunque non possegga, almeno in parte, quella energia, e non sia sintonizzato sulla stessa frequenza, subirà quello che subirebbe un qualsiasi corpo fisico che si avvicina a una fonte radioattiva: esso verrà letteralmente evaporato. 

Nel momento della riunione, gli individui, scelti e preparati, verranno da noi, e a noi attirati, come una calamita attira il metallo in un mare di arida sabbia. Questi si troveranno nel posto giusto al momento giusto, così come è sempre stato anche nella vita ordinaria vissuta in questa forma illusoria della terza dimensione chiamata Pianeta Terra.

Così come capita che il carnefice incontri la sua vittima al posto giusto e nel momento giusto, oppure come succede a una persona, passata appena dopo che un albero è caduto alle sue spalle, si trova stranamente, miracolosamente salva, o con il treno mancato, perduto, passato, lasciato alle spalle tra i mille improperi rivolti al cielo, per poi scoprire che l’occasione della propria vita è lì che aspetta in stazione, sulla banchina, a quell’ora, e non prima, e non dopo.

La selezione avverrà in modo naturale tra gli individui che si sono distinti per qualità, anelito, intensità e che soprattutto avranno fatto tutto ciò che avevano sentito di fare. Non importa se avranno portato a termine il loro obbiettivo, importa se avranno seguito i dettami del loro compito mettendo tutto il loro sforzo e migliori intenzioni per ottenere il risultato. Questo risalterà molto nella loro aura.

Per accedere all’Arca non vi sono codici, ne disposizioni, ma essa sarà implacabile con tutti quelli che si vorranno avvicinare dissimulando purezza. La legge dell’Amore annichilisce coloro che lavorano con il favore delle Tenebre. Vadano da esse qeste persone e in esse si annullino; noi raccogliamo individui brillanti, per portarli alla Luce dopo essersi distinti tra le Tenebre come lucciole nel buio, o come fari nella notte.

I brillanti si differenzieranno dagli opachi e dagli scuri per il tono della voce, per la raffinatezza di parole e gesti, per la cultura acquisita, per il peso che daranno al silenzio, per la cura del proprio mezzo di esperienza, il primo corpo, per quanto saranno stati in grado di annichilire il proprio ego in sacrificio ai propri simili, per quanto grande sarà il vuoto interno così da fare spazio alla conoscenza universale, per il numero di filamenti del proprio DNA, per quanta intensità i propri neuroni saranno in grado di comunicare tra loro e tra quelli dei propri simili, per quante facoltà latenti saranno state sviluppate: adattamento mentale, trasformazione delle impressioni, visione dei corpi sottili, premonizione, preveggenza, chiaroveggenza, telepatia, bilocazione. E perché avranno imparato a fare accadere le cose in cui credono. Questi sono i denari con i quali verrà pagato il biglietto d’ingresso all’Arca e che avranno fatto, di quegli individui, degli esseri di valore.

Il tempo della riunione sarà maturo quando sembrerà che le Tenebre avranno il sopravvento e nessuna via di uscita sembrerà esserci. Lì, nel momento della disperazione, le grida delle vostre suppliche saranno così sincere da squarciare il velo dell’illusione e permettere alla Luce di mostrarsi e chiamarvi a raccolta. Lì ci saremo noi ad accogliervi …e tutto sarà compiuto.


Pubblicato da Andrea Pilati

Ricercatore indipendente, si è specializzato in economia e gestione monetaria sulla base degli studi di Giacinto Auriti, sulle pubblicazioni di Paolo Maleddu, di Marco Saba, di Antonino Galloni… e di tutti gli altri esseri umani che a loro modo fanno sì che avvenga un rapido cambio di paradigma per una maggiore consapevolezza.

2 pensieri riguardo “Il vestito per accedere all’Arca

  1. In realtà ipotizzare, anche solo come metafora, un accesso all’arca solo alle persone che come prima caratteristica hanno “un fisico in salute” non rientra in quella dimensione umana di accoglienza e amicizia che possiamo creare insieme.
    Io qui se fossi in te ci scriverei ben altre qualità come caratteristiche…
    Tipo: I brillanti si differenzieranno dagli opachi e dagli scuri anche per la capacità di sostenere tutti, dedicare la vita alla felicità degli altri SENZA FARE DISTINZIONI e aiutarli a salire sull’arca…
    Aggiungerei che anche i malati nel corpo, e persino i malati nello spirito possono accedere, perché in ciascun essere umano è intrinsecamente dotato di infinita bontà.
    Un abbraccio grande.
    Ps se vuoi approfondire guarda http://www.scatenailtuopotere.it
    Grazie per quello che fai ❤️
    Silvia Lupano

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    1. Ciao Silvia. Su quello che hai scritto condivido, con i dovuti distinguo. Quando il testo menziona “corpo fisico in salute” non intende dire che chi, per esempio, ha la SLA non abbia opportunità di salire sull’arca. Più avanti il testo dice che i meritevoli sono coloro che hanno dato il meglio e il massimo dei loro sforzi per arrivare all’obiettivo, anche se non lo hanno raggiunto. Quindi, se uno ha una malattia fisica e sta facendo di tutto per ottenere benessere fisico, è un candidato. Concordo inoltre su quanto affermi sull’aiutare gli altri… Il tuo commento all’articolo è benvenuto perché anche questo è un modo per aiutare gli altri 😉
      Ah, dimenticavo. È un antico manoscritto che è stato trovato chissà dove, a tratti incompleto… 😊
      Un abbraccio 🙏🏻👋🏻

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