Il tempo della speciazione dopo che tutto quanto è stato ribaltato, distrutto e ricostruito

A cura di Andrea Pilati

Ultimamente si sente spesso parlare di ministri, dei loro compiti, delle loro responsabilità, di quanti essi le deleghino a organi sovragovernativi tipo il C.t.s. (il famigerato “comitato tecnico scientifico”). E poi di come questo termine sia stato femminilizzato in “ministra”, slegandolo dalla più semplice definizione etimologica.

Ministroetimologia – Fonte: https://www.treccani.it/

s. m. [dal lat. minister -stri «servitore, aiutante», der. di minor agg., minus avv. «minore, meno», secondo il modello di magister «maestro» sentito in rapporto con magis «più»]. – In genere, chi è al servizio di una persona, di un’autorità, di un’amministrazione, con funzioni esecutive di assistenza, di collaborazione o anche con mansioni più propriamente servili.

Cambiando le parole si perde il potere intrinseco di creazione di destino. Una parola detta emette vibrazioni che mettono in relazione le persone che vibrano alla sua stessa frequenza energetica: i volgari con i volgari, gli arroganti con gli arroganti, i distinti con i distinti… Ma questa è un’altra storia e andrà raccontata un’altra volta.

Detto ciò si evince come la pubblica amministrazione DEBBA essere al servizio del pubblico che amministra e dal quale prende le direttive, in quanto ne raccoglie le istanze e ne gestisce e risolve le esigenze. Normalmente dovrebbe essere così… Ora non è più così, ora i ministri obbediscono a coloro che sono sopra di loro mentre al di sotto tutto è stato fatto tracimare addosso al cittadino che viene vessato dalla pubblica amministrazione, sia che essa gestisca le finanze, sia che ne gestisca l’ordine pubblico. Fino ad arrivare alla scuola, dove il preside (ora “dirigente”) demanda ai docenti, a lui sottoposti, il mantenimento, negli istituti, delle linee guida sanitarie imposte dal ministero, che non è quello della sanità ma, paradossalmente, quello dell’istruzione. Com’è successo tutto questo capovolgimento di mansioni? Semplice: goccia, dopo goccia, dopo goccia…

Prima si inizia con il sovvertire piccoli pezzi poi, pezzo dopo pezzo, ci si trova di fronte un grande blocco ormai consolidato, e soprattutto legittimato. Da chi? Da tutti quelli che domande non se ne sono fatte mai, in silenzio/assenso, che hanno sempre pensato che dovesse essere curato solo il proprio praticello, “echissenefrega” del vicino. Poi, quando anche la loro erba ha iniziato a dare chiari segni di aridità e di morte, allora qualcuno si è allarmato. Sempre per se stessi però… E questi sono quelli che ancora attendono che tutto torni com’era prima. Altri, la maggior parte, hanno invece preferito la tesi dei loro creatori e cioè che ci si dovesse abituare al deserto e che, in fondo, ha anche un suo fascino. Per il cibo e l’acqua non ci sarebbe stato problema; sarebbe stato fornito loro dai creatori stessi.

Gli altri, invece, i “creatori di sé stessi“, hanno potuto solo guardare quello che succedeva. Ora, cosa possono fare questi ultimi? Di certo non pretendere che i loro simili (simili solo nella materiale forma corporea) cambino, perché questo può avvenire solo tramite uno shock. I creatori di se stessi possono solo lavorare per migliorare se stessi, accrescere il potenziale luminoso interno affinché risalti fuori come un faro nella notte la cui luce darà fastidio a chi sta intorno e non sia in grado di vedere oltre il proprio buio. Si riconoscono per la capacità di sorridere nonostante tutto, di trovare, ad ogni problema, almeno ventuno soluzioni…

Noè-Arca-800x445

Certo, non si parla di grandi masse, di grandi numeri, si parla di selezione… Così ha insegnato la storia nei testi sacri, così ci ha raccontato Noè, nella cui Arca sono entrati solo coloro che se lo meritavano; pochi ma selezionati, i più validi. E così dobbiamo fare se ci vogliamo meritare un posto nella nuova, prossima Arca.

I grandi numeri sono per le tenebre, tantissimi di bassa frequenza per ottenere almeno un grammo scarso di preziosa energia della quale si nutre il buio.

Per la speciazione occorre qualità, la massima possibile. L’Universo non fa sconti ne preferenze. Per la nuova umanità sono necessari individui e non più persone, che abbiano conoscenze in tutti gli ambiti. Le coscienze che hanno scelto questo tempo per crescere in consapevolezza ed avviarsi sempre più verso casa, sono chiamate a fare grandi sforzi. E se li avessimo fatti, ora la strada sarebbe spianata e senza grossi problemi. Invece, a quanto pare, eravamo studenti un po’ svogliati ma il programma di apprendimento necessitava comunque di esseri in grado di manipolare una certa informazione ed essere pronti per una nuova realtà, nei tempi previsti. E allora ecco che poi sono arrivate le crisi, una dopo l’altra e una più forte dell’altra. Così, per difenderci, siamo stati costretti a studiare, per cui ognuno di noi è ora un po’ avvocato, un po’ fisico, un po’ economista, un po’ medico… E tutto sommato non è poi così male, dai.

Ora siamo alle ultime battute, siamo prossimi alla laurea, mancano solo gli ultimi esami. Quello che viene richiesto è preparare il terreno per la prossima umanità fatta solo di Luce. Per fare ciò occorre distruggere tutto quello fino ad ora costruito, e prima lo si fa, prima tutta questa commedia tragica finisce. A questo punto non ci deve preoccupare se al referendum del 22 settembre hanno vinto i “sì”, se metteranno facoltativo il vaccino anti influenzale senza il quale, però, non potremmo lavorare, se toglieranno del tutto il contante e “non potremo ne vendere ne comprare”.

Non importa, perché la prossima realtà sarà così:

La SCUOLA sarà di eccellenza per eccellenti.

Il CIBO sarà di ottima qualità, come non l’avevamo avuto da secoli, e come sempre avrebbe dovuto essere, tanto che sarà curativo veramente.

La CULTURA sarà rivolta esclusivamente al benessere della Coscienza e alla sua evoluzione, la cultura dell’anima. In questo contesto i fanciulli saranno esseri gentili che rifiutano la volgarità e attrarranno benevolenza. In antitesi con questo:

La SCIENZA avrà la maiuscola perché sarà al servizio dell’essere umano e sarà una dei quattro pilastri per il percorso evolutivo, non disgiunta ma complementare a Religione, Arte e Filosofia.

La PAURA verrà compresa e le sarà dato il giusto peso e e giusta collocazione; certamente non più nell’animo umano. Essa ora serve per farci comprendere come ci dobbiamo muovere, quanto ci dobbiamo muovere, quando ci dobbiamo muovere e quando stare fermi e in silenzio.

Ma tutto ciò non ci verrà dato già pronto su un piatto d’argento perché siamo belli e bravi, ma saremo noi a dovere mettere in pratica, a dover creare tutto ciò, dando, quindi, il meglio di noi, senza risparmiarci, perché ci verrà data anche la forza, sia fisica che economica. Ci verranno dati gli strumenti, create le opportunità, le occasioni, i piacevoli incontri imprevisti. Ok, certo, bisogna fidarsi. Ma l’Universo chiede solo quello, niente più (e dici poco…)

Stiamo partecipando alla più importante opera teatrale dell’umanità, dove forze del Male e del Bene si confrontano sullo stesso palcoscenico. La prima sul palco, la seconda dietro le quinte. La prima boriosa, insolente e prepotente, la seconda discreta, gentile, comprensiva ma molto più efficace e incisiva. Se per la prima ogni sua azione porta a risultati effimeri tanto che deve sempre reinventare nuove strategie per dominare, la seconda si insinua tra le pieghe dei cuori e prende posto per l’eternità.

Come sempre la domanda definitiva è “Da che parte vogliamo stare?”


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