Vorreste tornare alla normalità, vero? Invece hanno già previsto che ve la dovrete scordare

A cura di Andrea Pilati

Ma cos’è “normalità”? La possibilità di andare al bar per un caffè, in banca per un prestito, al lavoro, anche se frustrante (ma vi manca adesso, vero?)?

Quando ho modo di parlare con qualcuno il discorso finisce spesso con “…una volta finito tutto questo…”.

Non ci rendiamo ancora conto, tanto forte è stato il pugno in faccia che abbiamo ricevuto, che questo fatto, che riempie le cronache ogni giorno, è un programma iniziato tanto tempo fa e sembra giungere al suo apice in questi tempi. Ho scritto “giungere” perché, per come è il mio modo di percepire, stiamo solo viaggiando verso il suo epilogo. Epilogo che, per le persone che non si chiedono “perché”, sarà devastante a livello psicologico. Con altri occhi ho guardato mia madre negli ultimi mesi della sua vita e pareva un corpo senza anima, un incosciente bambino capriccioso, non più in grado di intendere e volere, una foglia al vento sospinta dai suoi soffi, ora sù, ora giù. Ecco, sempre nel mio modo di vedere, moltissime anime stanno ultimamente lasciando il loro corpo, spegnendosi piano, piano. Non per causa del virus ma perché bollite come la rana nella pentola.

Ora faccio una premessa; chi mi conosce sa che sono un tipo che non si lascia andare a disfattismi o a visioni pessimistiche. Il mio bicchiere è sempre mezzo pieno ma non posso esimermi da essere cronista oggettivo del tempo presente e futuro, guardando i mesi a venire e commentando gli indizi che il mondo fuori ci mostra.

Partiamo considerando il fatto che per noi italiani il menù è stato cucinato ben prima che tutto ciò accadesse. Stavamo ancora pensando a cosa fare per Pasqua, a dove andare in ferie quest’anno, che intanto a Roma ci si preparava per il piano di emergenza nazionale. Era il 31 gennaio.

Poi la batosta; Italia blindata e da lì in poi, a forza di decreti, le date sulla riapertura spostavano la speranza sempre più in là… Prima il 25 marzo, poi, il 3 aprile, poi il 13 aprile… Ora il 4 maggio. Ma c’è tempo fino a luglio, come deciso il 31 gennaio.

Apertura dopo il 3 maggio?.png
Fonte: https://www.repubblica.it

Ma il sipario aperto sulla prossima pièce teatrale mostrerà uno scenario tutt’altro che tranquillizzante; inoltre è stato inserito il pensiero negativo del “virus che uccide”, del “nemico invisibile”. del “portatore asintomatico” del “#iorestoacasa” pena sanzione. Molti erano preoccupati per l’adozione di un microchip sottocutaneo per controllare le persone, ma questi messaggi sono molto più efficaci di un chip cerebrale perché rimangono registrati nella zona più recondita del nostro cervello, nell’amigdala, sede delle paure più radicate. Essa è posta tra il cervello paleomammifero e quello rettile.

Cervello.jpg

Ed è sufficiente una parola, quella giusta, perché essa diventi il codice di attivazione che riporta la persona alla stessa condizione psico-emotiva della precedente pandemia, anche se inventata.

Spezzone tratto dal film “The Manchurian candidate” (2004) – una parola e l’attore diventa un automa

Così il primo piatto italiano arriverà dopo questo antipasto e ci dicono che verrà servito caldo, quindi verso l’estate. Alla fine della pandemia (?) il rientro alla “loro” normalità avverrà nella modalità del distanziamento sociale, come “consiglia” l’OMS attraverso il suo portavoce Walter Ricciardi.

Ricciardi distanziamento sociale.png
fonte: https://www.huffingtonpost.it/

Ma prima andrà eradicato completamente il virus, ovunque lui si annidi, anche nei nuclei famigliari.

Infatti, sempre l’OMS, nelle parole del suo funzionario, Michael Ryan, dichiara che quando la pandemia sarà controllata a livello sociale bisognerà entrare nei nuclei famigliari, perché è lì che vi sono ancora focolai. In questi casi si pensa all’allontanamento forzoso dei componenti infetti, da portare in zone sicure e in modo dignitoso.

Michael Ryan, funzionario OMS dichiara che nelle famiglie andrebbero allontanati gli individui infetti, separandoli dai parenti

Figuriamoci se Youtube non censurava anche questo… Ma noi ci siamo fatti furbi e ve lo proponiamo nuovamente, caricato su altra piattaforma. Qui sopra, a onta del fatto, lasciamo il riquadro nero di Youtube, a imperitura memoria di quanto Google sia mentecatto.

Mentre le persone senza un perché se ne stanno in casa a guardare l’andamento dei grafici “Infetti-Decessi-Guariti”, a Bruxelles il governo non sa se prendere i soldi dal MES. Perché, in fondo, vorrebbe ma sanno del rischio, dato che ormai in molti, anche se pochi, in questo Paese, si sono accorti di questo pericolo che ci metterebbe la palla al piede per anni e ci vedrebbe governati da tecnici con ufficio all’estero che, per far quadrare i loro conti, ci chiederebbero sacrifici senza fine. Ricordiamo che il signor Gualtieri è sostenuto da Soros.

Ma, a parte questa parentesi economica, della cui gravità ci renderemo conto solo quando il nostro praticello avrà l’erba secca, ecco un altro messaggio subliminale ma non troppo che riguarda gli studenti. Il ministro Azzolina (che cognome buffo, da libro fantasy…) ha dichiarato che a settembre si dovrà prevedere la didattica a distanza, nell’eventualità che vi sia un’altra ondata del “terribile sterminatore”.

Azzolina, scuola a distanza.png
“…il Governo si sta preparando a riproporre il piano della didattica a distanza anche in autunno, nel caso dovesse concretizzarsi la seconda ondata della pandemia.” – Fonte: https://catania.liveuniversity.it/2020/04/06/coronavirus-azzolina-scuola-distanza-settembre/

Poi, siccome la Azzolina in merito alla salute ha poca voce in capitolo, non essendo così ferrata in virologia, ecco cosa ci attende in autunno, dalla voce autorevole del sig. Giovanni Rezza (quello che in una conferenza stampa con la Lorenzin ha dichiarato che i vaccini sono “acqua fresca”):

Rezza - virus riparte ottobre.png
Fonte: https://www.ilgiornale.it

Quindi godiamoci le ferie, che al tempo della vendemmia sarà già pronto il vino vecchio da bere, ormai divenuto aceto. Già, perché il programma futuro prossimo prevede che vi sarà un sistema di tracciamento dei possibili infetti, con tanto di certificato.

Cito:

Secondo Ricciardi la seconda fase (convivenza col virus) proseguirà per tutto il 2020 e sarà caratterizzata dal “distanziamento fisico e lavaggio delle mani fino a che non si troverà una terapia o un vaccino. Al ristorante sì, ma larghi”.
Non solo, “ora bisogna fare test allargati e mirati e col tracciamento tecnologico individuale potremmo liberare le persone che non hanno problemi”.

Interessante è osservare le peripezie e acrobazie dell’esperto dell’OMS…
Qualche settimana fa ha minimizzato i dati dell’evoluzione dei contagi, e per questo è stato criticato dal virologo Andrea Crisanti, mentre oggi il nostro, ci sta preparando psicologicamente al tracciamento elettronico, al distanziamento sociale e alla “patente di immunità”.

fonte: https://disinformazione.it/2020/04/09/ricciardi-tracciamento-elettronico-e-patente-di-immunita/

E delle mascherine, ne vogliamo parlare? Sebbene a tutt’oggi in Piemonte non vi sia obbligo di indossarle all’aperto ne tanto meno nei supermercati, le persone senza un perché stanno precorrendo i tempi, impaurite dagli annunci televisivi che minacciano sanzioni per chi non le indossa. E quindi si attrezzano e le indossano, in preda da isteria collettiva e gregarismo da vero e proprio “effetto gregge”,  a dimostrazione che esso esiste e funziona. A questo punto non ci vorrà tanto a ché Cirio, governatore del Piemonte, passi a renderle obbligatorie anche sotto la doccia.

Beh, non c’è che dire come scenario futuro, no? Con queste premesse posso immaginare un epilogo che non sarà piacevole, per nessuno. Quindi ci si deve preparare, ora; è imperativo.

2 pensieri riguardo “Vorreste tornare alla normalità, vero? Invece hanno già previsto che ve la dovrete scordare

  1. “il nemico invisibile” non è un virus che ci vogliono far credere di diffonda attraverso L’ARIA, il contatto tra le persone, l’amore. Il nemico invisibile è la paura che attecchisce in un terreno fertile quale una mente stanca, provata e preoccupata. Una persona spaventata crede che l’ombra sul muro sia un fantasma ed è disposta ad accettare immensi ed ingiustificati sacrifici per scacciarlo. Questo è il gioco, semplice e perversamente efficace: seminare paura e l’idea che il contatto fisico, che le espressioni facciali, la vicinanza (che sono alla base dei legami intimi e personali) siano pericolosi. E ringraziamo pure. Perché siamo stati protetti. Come lo siamo stati da morbillo, colera, varicella e quant’altro.
    Chapeaux.

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