Un efficace sistema per ammalare e uno per curare

A cura di Andrea Pilati

Caro lettore, come va? Tutto bene?

Certo, una domanda come questa, in un periodo come questo, specialmente qui in Italia, diventa una richiesta, a volte, inquietante. Oppure un atto di compassione e gentilezza; delle due l’una inquieta, l’altra rincuora. Tradotto: la prima toglie quiete, la seconda da coraggio. E non sono affermazioni banali, tutt’altro.

Chiunque abbia avuto l’opportunità di seguire l’intervista di Marcello Pamio al Dott. Francesco Oliviero comprenderà quanto sopra scritto. Per chi se la sia persa la riporto qui perché andrebbe ascoltata prima di proseguire nella lettura.

 

Ora, iniziamo con il dire che siamo in un contesto dove, ogni giorno, siamo sottoposti a prove di salute, dove per “salute” intendo quella olistica per cui non solo fisica ma soprattutto mentale e spirituale. Ecco, un individuo in piena salute sarà anche in pieno equilibrio, con se stesso e con gli altri, a lui simili.

Ma sappiamo bene che questa è la realtà della prove, quella che abbiamo scelto per ottenere maggiori benefici una volta tornati a casa. Quindi è nostro dovere ottenere il massimo da qualsiasi opportunità ci venga messa di fronte.

In questo periodo, specialmente qui in Italia, siamo sottoposti ad una prova di pazienza sovrumana, e non esagero. Dai tempi del fascismo non si vedeva una limitazione delle libertà personali così stretta con un peso psicologico decisamente greve come, da partigiani, avessimo i fascisti alle calcagna.

I numeri del contagio crescono, dicono, anzi, strillano, i giornali, che altre notizie migliori da vendere non ne hanno.

Ma cosa può aver provocato una tale crescita esponenziale di contagi e aggravamenti e morti, specialmente in particolari zone del Nord Italia?

Mi sono imbattuto in un paio di mappe che, apparentemente, non sono attinenti. Una è quella del contagio, l’altra delle zone inquinate nella Penisola. Beh, mi sono accorto che sono perfettamente sovrapponibili.

 

Strano, vero? Beh, qualcuno dirà, ma cosa c’entra? Ah, nulla. se non che le persone a più alto rischio di contrarre questa patologia sono quelle con il sistema respiratorio provato, come, per esempio, i fumatori. E, per quanto la mia persona non sia un medico, non è necessaria una laurea in medicina per comprendere quanto stress debba subire il sistema immunitario per fare fronte a tutti gli attacchi delle nano particelle tossiche presenti nell’aria tutti i giorni, tutto l’anno.

Poi c’è dell’altro…

BERGAMO E FAKE. Quanti dei morti hanno ricevuto l’anti-influenzale?

Ma non c’è solo questo fattore che ha concorso ad alzare il rischio sulla salute; ne abbiamo anche un altro:La fila di autocarri militari che attraversano il centro di Bergamo, a passo d’uomo, fari accesi  – “E’  l’esercito  che porta via le salme per  cremarle in altri crematori”, annuncia un giornalista, con  la voce rotta; asseriscono i giornali e le tv;  e nessuno si chiede:  quanti sono?  Un autocarro per ogni bergamasco morto di coronavirus?  In ciascuno ce ne sono tanti? Non bastava un  camion per tutti? E Bergamo non ha forse un cimitero  per seppellirli?

Si tratta di una lugubre finzione cinematografica di propaganda nera, ovviamente fatta apposta per  spargere il terrore. Basterebbe  riflettere  che mai, nelle stragi che hanno punteggiato la nostra storia, s’è mai adottata una simile scenografia militar- apocalittica: né per i morti del Vajont né per Ustica, e nemmeno per le stragi politiche di Bologna e di Piazza della Loggia a Brescia, che si sarebbero prestate meglio  all’esibizione stentorea delle bare.

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/bergamo-quanti-dei-morti-hanno-avuto-il-vaccino-anti-influenza/

A parte la miserabile mistificazione da teatro dell’orrore, recitata e realizzata ad arte da un macabro regista, che mostra la fila di ben undici camion dell’esercito per sessanta salme (dicono) quando un solo camion civile sarebbe stato sufficiente. Ma non avrebbe sortito il medesimo effetto; evviva l’esercito, che venga a sorvegliare le nostre strade dai facinorosi assembrati ed ammorbatori dell’aria nostra.

E per accettare una cosa del genere è sufficiente la solita, noiosa e sempre più spesso menzionata paura. Ricordate Boston?

Forze speciali per le strade di una tranquilla Boston post attentato – Attentato?

Correva l’anno 2013 e, dopo l’attentato (vero, falso, presunto?) durante la maratona di Boston, la città viene presidiata dalle forze speciali per catturare i due fratelli Tsarnaev, terribili ventenni. In quei frangenti le forze speciali avevano poteri speciali, al punto di sfondare le porte civili per entrare a perquisire nelle abitazioni “sospette”.

E ora, cosa c’entra il vaccino menzionato nel titolo dell’articolo di Maurizio Blondet con il vanitoso virus che riempie le cronache di tutti i giorni?

Resta il numero incredibilmente alto dei colpiti nella Bergamasca,e  della particolare gravità con cui si presenta qui. Ora, persino lettori non particolarmente complottisti si domandano se esso non da mettere in relazione con la  impetuosa campagna di vaccinazioni che la giunta comunale, e la Regione, hanno applicato  “a tappeto”  (parole loro)  agli anziani  di Bergamo e  Brescia  poche settimane prima dell’esplodere dell’epidemia.

Due  sono state le campagne: una  prima  per stroncare un focolaio di meningite, oggettivamente preoccupante.

Dal 24 dicembre fino a gennaio, quasi  34mila persone sono state vaccinate in poche settimane contro il Meningocco C, “con punte del 70% del target previsto”.  “Nei Comuni della provincia di Bergamo interessati dal piano straordinario – ha detto l’assessore regionale  Gallera – hanno fatto  la vaccinazione 21.331 cittadini, di cui 1680 studenti direttamente nelle scuole e 2414 lavoratori nelle loro aziende. Ben 40 medici di base del territorio hanno aderito a questa operazione senza precedenti, attraverso la chiamata proattiva dei propri assistiti. Nel bresciano invece, i vaccinati attraverso gli ambulatori speciali sono stati 9200, a cui si aggiungono 1700 persone a cura dei Medici di base e dei pediatri di libera scelta, 1000 studenti e 300 lavoratori in azienda, per un totale di 12.200 cittadini”.

Prima, da novembre 2019,  c’era stata la vaccinazione anti-influenzale, ancor più di massa.

Specialmente dedicata agli assistiti oltre i 65 anni, ma applicata largamente anche a bambini e adulti appartenenti a “categoria a rischio”  . Se l’anno precedente la ASt di Bergamo aveva   acquistato 154 mila dosi e ne aveva somministrate 141 mila, di cui “circa 129 mila a soggetti di età oltre i 65, con una copertura vaccinale oltre il 56%,  quest’anno  sono state ordinate 185 mila dosi”, disse il  dottor Giancarlo Malchiodi, Direttore UOC Medicina Preventiva nelle Comunità, Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, ATS di Bergamo.

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/bergamo-quanti-dei-morti-hanno-avuto-il-vaccino-anti-influenza/

Per chiarire meglio quanto appena citato, riporto quello che è stato comprovato, visto che non sono un medico, dopo le analisi fatte durante la vaccinazione antinfluenzale tra il personale del Dipartimento della Difesa statunitense durante la stagione influenzale 2017-2018:

L’accresciuto rischio di coronavirus e altri agenti patogeni vale il beneficio del vaccino antinfluenzale basato su questo studio, come riportato nella Tabella 5 qui sotto?

La colonna su cui concentrarsi è “OR”

Danni da incidenza vaccinazione antinfluenzale USA.jpg

Il coronavirus è 1.36, con un rischio maggiore del 36%.

Fonte: https://www.disabledveterans.org/2020/03/11/flu-vaccine-increases-coronavirus-risk/

Quindi, si evince da semplice sillogismo aristotelico, che il vaccino antinfluenzale accresce il rischio di contrarre un coronavirus del 36%!

Se poi non bastasse ecco un’altra azione di contagio di paura, che tanto serve a creare malattie. Dalla data del 9 di marzo tutta Italia viene dichiarata zona rossa. E da lì in poi la curva di contagio inizia stranamente a crescere vertiginosamente:

Curva del contagio dopo la zona rossa in tutta Italia
Curioso l’andamento del picco epidemico dopo l’annuncio della estensione a zona rossa per tutto il territorio nazionale. Poco prima era calato a più della metà… Effetto dello spargimento di paura?

Ma poi, qual’è la differenza tra questa forma virale e quella dell’anno precedente?

Virus 2020 incidenza percentuale contagiati e decessi.png
Fonte Epicentro
Influenza mortalit-stagione-2018-2019.jpeg
I morti totali nel periodo mostrato ammontano a circa 6000 decessi. La media annuale è di circa 8000 decessi.

Diversi studi pubblicati utilizzano differenti metodi statistici per la stima della mortalità per influenza e per le sue complicanze. È grazie a queste metodologie che si arriva ad attribuire mediamente 8000 decessi per influenza e le sue complicanze ogni anno in Italia.

Fonte: https://www.epicentro.iss.it/influenza/sorveglianza-mortalita-influenza

(La fonte ufficiale afferma che i dati per il rilevamento per i decessi da influenza derivano da segnalazioni che devono essere vagliate nell’arco di due anni, circa. Ci si chiede quindi come si possa arrivare alla certezza sui dati della mortalità di uno specifico virus come quello odierno se vi sono lacune anche in quelli tipicamente influenzali n.d.r. vedi qui: https://www.epicentro.iss.it/influenza/sorveglianza-mortalita-influenza)

E, infatti, la protezione civile più chiara non poteva essere. I morti in Italia li conteggiano tutti, senza distinzioni:

Bene, fino ad ora abbiamo visto come ci si può ammalare, e tralascio le onde elettromagnetiche, che sarebbero oggetto di altra discussione in quanto, essendo un argomento che ha ancora troppi pochi studi, per così dire “forti”, è difficile argomentare con evidenti prove direttamente collegate, come nei casi appena riportati.

Ma, per chi volesse approfondire, c’è abbastanza materiale: https://traterraecielo.live/?s=5G

E allora cosa ci può proteggere da malanni più o meno gravi, presenti o futuri?

Ben pochi prendono in considerazione quell’antidoto naturale che ogni essere umano possiede e che lo protegge da qualsiasi patologia; se viene chiamato “sistema immunitario” un motivo ci sarà, no?

Nello specifico, quando oggi sentiamo parlare di questo virus lombardo (il lombardovirus, neologismo inventato) ci dovremmo anche porre la domanda del perché…

…i neonati e i bambini di età inferiore ai nove anni non sembrano presentare sintomi gravi a seguito dell’infezione da COVID-19? È comprensibile il motivo per cui i pazienti più anziani possono essere più suscettibili a rischi più elevati, ma cosa risparmia i bambini piccoli? Perché anche i giovani adulti senza comorbilità soffrono di polmonite a causa di infezioni COVID-19? Dai un’occhiata al seguente diagramma che mostra il tasso di mortalità in base alle fasce di età:

Tasso di mortalità COVID-19 per età

Mortalità virus per età.jpg
{Fonte: https://www.worldometers.info/coronavirus/coronavirus-age-sex-demographics/)

Non sono stati registrati decessi per pazienti con infezione da COVID-19 di età inferiore ai nove anni. Il tasso di mortalità aumenta linearmente con l’età. Il più alto tasso di mortalità si riscontra in pazienti di età pari o superiore a 80 anni [71]. Gli esperti devono ancora rispondere alla domanda sul perché COVID-19 sta risparmiando i bambini piccoli [72].

Mentre rifletti su questo puzzle, dai un’occhiata a questo grafico, che rispecchia la tabella sopra ma in INVERSIONE:

Melatonina per età.png

[fonte: Grivas TB, Savvidou OD. Melatonin the “light of night” in human biology and adolescent idiopathic scoliosis. Scoliosis. 2007;2:6. Published 2007 Apr 4. doi:10.1186/1748-7161-2-6]

Cosa misura questo grafico? Un’antica e potente molecola che tutti conoscono: la melatonina. Cosa c’entra la melatonina con SARS-CoV-2?

Continua sul sito della fonte…

Fonte: https://www.evolutamente.it/covid-19-pneumonia-inflammasomes-the-melatonin-connection/

Certo, non solo la melatonina è sufficiente ma essa è secreta solo da un o stato d’animo; anzi, voglio azzardare: è il PRODOTTO di uno stato d’animo. Quale? Beh, per una volta lascio a te, caro lettore, l’onere di scoprire oltre… Per una risposta si può ripartire dall’inizio di questo articolo ricordando quello che il Dott. Oliviero afferma nel video; altro materiale molto probabilmente la potrai trovare anche su questo sito, ma non solo. Invece, per approfondire un po’ di più l’argomento “melatonina” consiglio di seguire le ricerche del Dott. Di Bella.

Buon viaggio

4 pensieri riguardo “Un efficace sistema per ammalare e uno per curare

  1. Mi limito a fare due semplici osservazioni, non ho nemmeno voglia di continuare la lettura fino in fondo all’articolo.

    Primo, il fatto che le due mappe dell’Italia siano sovrapponibili indica CORRELAZIONE ma non necessariamente CAUSALITÀ. In altre parole entrambe le mappe possono essere la conseguenza di una causa comune, che è facile individuare nella densità di popolazione: la pianura padana è la zona a più alta densità di popolazione, ed è quantomeno probabile che questo favorisca sia l’inquinamento maggiore che la maggiore diffusione di un virus altamente contagioso.

    Secondo, il grafico del numero cumulativo dei casi positivi rilevati giorno per giorno non ha assolutamente alcuna anomalia in prossimità del 10 marzo. Chi ha un po’ di confidenza con le curve esponenziali sa che il cervello tende a individuare arbitrariamente un punto dove la curva sembra impennarsi maggiormente, peccato che questo punto “psicologico” dipenda fortemente dal rapporto delle scale adottate sui due assi. Quanto allo scalino del 9-10-11 marzo, è notorio che il 10 marzo la Lombardia non è riuscita a fornire per tempo i dati, di conseguenza i nuovi casi positivi del 9 marzo (o almeno una parte di essi) sono confluiti nel dato del 11 marzo… ecco spiegato lo scalino.

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    1. Egregio Colemar, grazie per il suo intervento, certamente opportuno ed educato.
      Intanto mi auguro che lei sia arrivato a leggere fino in fondo…
      Riassumo i suoi tre commenti in un’unica risposta.
      Chiarisco innanzitutto che nei miei articoli intendo mettere il lettore nella condizione di porsi delle domande, introducendo altri parametri di valutazione relativi ai fatti esposti. Parametri che intendo riportare soprattutto nella sfera psicologica, che è la branca nella quale ho più esperienza. Il grafico che lei commenta ha infatti una correlazione psicologica di massa e ho voluto prenderlo ad esempio proprio per mostrare cosa succede quando un insieme di persone sono sottoposte ad un condizionamento mentale. Per approfondire la invito a vedere l’esperimento di condizionamento sociale presente nell’articolo https://traterraecielo.live/2020/03/28/lescalation-della-distruzione-per-poi-ricostruire/
      Inoltre le scale riportate nel grafico hanno andamento lineare e non logaritmico, indi per cui è evidente la correlazione reale tra i contagiati e i giorni di rilevamento. A fare impennare il grafico poi, non è stato, a mio dire, il dato in sé ma le misure restrittive condite di psicosi di massa indotta dal terrore mediatico a partire da tale data, supportata, inoltre, anche dalle forze dell’ordine, che altro non hanno fatto che da lente di ingrandimento per una situazione di paura essendo, esse stesse, sottoposte alla stessa pressione altamente stressante. Riguardo il tampone, che sarà oggetto di un articolo di prossima, imminente, uscita le anticipo che la sua affidabilità è altamente inficiata dall’enorme percentuale di falsi positivi, che va da un 50% a un 80%! Provi quindi a mettersi nei panni di chi riceve una diagnosi così e si vede privato di libertà, affetti e isolato in una asettica sala di ospedale, attorniato da personale medico in abbigliamento di certo non tranquillizzante, che lo vedono come un potenziale appestato. Stessa cosa che accade a coloro che ricevono una diagnosi infausta di cancro, con aspettativa di vita di pochi mesi… I più non ce la faranno ad andare oltre, per cause principalmente psicologiche.
      Nei cuoi commenti consideri inoltre la correlazione tra coloro che sono stati ricoverati e la fascia di età stranamente immune, e il ruolo che la melatonina ha in questo contesto.
      Bene, spero di avere risposto con esaustività alle sue perlessità e non esiti a scrivere le sue eventuali disapprovazioni alle mie affermazioni. Lo ritengo un dialogo costruttivo.

      Le auguro una buona giornata. Con cordialità
      Andrea Pilati

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  2. Per quanto riguarda il grafico “anomalo”, aggiungo che se la restrizione delle libertà del 9 marzo avesse avuto un misterioso effetto di aumento della contagiosità, questo si sarebbe manifestato circa 7 giorni dopo, poiché il grafico riporta ovviamente i positivi confermati ed è noto che a causa del periodo di incubazione la positività può essere rilevata solo da 1 a 14 giorni dopo l’evento di contagio. Per essere più precisi l’effetto sarebbe spalmato su un intervallo di almeno 13 giorni a partire dal 10 marzo, ma verosimilmente di più dato che i sintomi iniziali sono lievi e di norma le persone non ricevono il tampone finché i sintomi sono evidenti.

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    1. Grazie Colemar,
      per le sue interessanti precisazioni. Il dato in sé rispecchia un effettivo ritardo nella comunicazione dei dati – qui https://coronavirus.gimbe.org/ i dati aggiornati, da cui si evince sempre “l’anomalia” del 10 marzo ma anche un picco al 7 marzo da cui si può notare un lento ma progressivo abbassamento dei casi di contaggio in %. C’è anche un grafico dato in termini assoluti che mostra una cura dei contaggiati in crescita. Entrambi i grafici si basano sugli stessi dati ma “visivamente” hanno impatti diversi sulla psiche umana. Come giustamente ha osservato “il cervello tende a individuare arbitrariamente un punto dove la curva sembra impennarsi maggiormente”, quindi ci si chiede quanto possa incidere questa comunicativa sulla psiche di quei malcapitati che già terrorrizzati da un’incessante martellamento mediatico in tal senso hanno anche la notizia di essere positivi al coronavirus grazie a un test che è inaffidabile dal 50 all’80%?

      Per quanto riguarda la sua osservazione in merito alla correlazione tra inqunamento e aree maggiormente contaggiate è plausibile che possa essere anche una coincidenza, ma il buon senso, specie in tale frangente, dovrebbe suggerirci che lo stato di salute di chi vive in una zona altamente inquinata è generalmente peggiore rispetto ad un abitante di zone di montagna o vicine al mare, e questo virus vediamo averere i suoi effetti peggiori prorio su quelle persone che sono già cagionevoli di salute. E’ un’ipotesi di lavoro che stanno considerando sempre più medici ed è doveroso indagare su più fronti; qui https://traterraecielo.live/2020/03/24/se-ci-fosse-il-vaccino/ una chiave di lettura in tal senso.

      Grazie

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