Gestione degli Asset

A cura di Giuliano C.,

Ricordate Ghostbusters? Trovo che i colossal Hollywoodiani mostrino sempre qualcosa tra le righe. Nelle fogne di New York le energie negative delle persone hanno creato una melma che influenza la psiche del genere umano. I cittadini sono dunque soggetti a possessioni, caos e manipolazione del pensiero che inevitabilmente condiziona la realtà.

Ghostbusters – disattivazione della griglia di contenimento

Faccio una premessa con questa citazione perché chi di voi ci segue già da un pò, avrà capito che mi piace citare spezzoni di film , in particolare vedi qui e qui. Infatti mi chiedo quanti di voi abbiano fatto mai veramente caso che molti film, libri e racconti di fantascienza hanno in qualche modo anticipato il futuro preconizzandone l’avvento e in taluni casi addirittura profetizzandolo?

sailor moon – cartone animato degli ani 90′

Immagino che stiate già viaggiando col pensiero a tutte quelle scene o passi di libri per poter trovare tutte le conferme o confutare tutte quelle che normalemnte chiameremmo “coincidenze” o “scherzo del destino”.

Non so voi ma penso che vi sarà spesso capitato di incontrare persone che si lamentano di qualcosa, di qualcuno. Lo facciamo tutti certo, anch’io a volte posso lamentarmi per qualcosa che “non mi va giù”, ma alcune persone lo fanno in modo ripetitivo, sistematico quasi come facessero parte di una recita dove scelgono di interpretare sempre quel personaggio finché non si convincono di esserlo per davvero (vedi sindrome dell’attore, ndr). Insomma, come i criceti nella ruota ormai prigionieri di loro stessi.

Ed in questo periodo, con il bombardamento mediatico in atto, di persone convinte che sia arrivata l’apocalisse ce ne sono, ma non così tante come uno potrebbe immaginare. Lo può confermare l’innumerevole moltitudine di messaggi audio e video che si trovano su praticamente tutte le piattaforme social, che in modi, più o meno ortodossi, esorcizzano la continua declinazione terrorizzante dei massmedia in merito a questa brutta pagina della storia umana moderna. Penso che questo sia davvero un momento storico, dove abbiamo un’imperdibile occasione di fare una profonda autocritica che non potrà far altro che invogliare sempre più persone ad aprire gli occhi, se lo vogliono. Ciò che noi altri “pazzi dissidenti” possiamo fare è “mostrare che può esserci un’altra realtà” se solo lo vogliamo.

Allo stato attuale delle cose, che questo virus sia una piaga divina od il parto di una o più menti perverse poco importa. Entrambe le parti di luce e oscurità hanno un’occasione pressoché unica per poter dare una svolta in un senso o nell’altro all’evoluzione dell’uomo. E l’ago della bilancia, siamo NOI cari amici.

Chi gestisce il potere sa benissimo come trarre vantaggio in tutte le situazioni prevedibili. Ricordiamo che “sapere è potere”. Esiste infatti uno schema, collaudato nella storia, per usare la paura in modo efficace, che si basa su pochi punti essenziali:

1 – spaventare a morte;

2 – offrire una soluzione concreta per evitare la minaccia che ti spaventa;

3 – convincere che l’azione proposta funzionerà;

4 – credere di poter eseguire l’azione indicata.

fonte

Punto 1

“servizio” de La7 sul coronavirus

se si vuole prestare veramente attenzione, non si può fare altro che constatare l’attuale campagna di terrorisomo mediatico in atto ad opera dei principali canali informativi (TV e giornali). Naturalmente comprendo che il tutto è a fin di bene. Le greggi dopotutto si comandano solo spaventandole, tuttavia a volte, vedendo certi personaggi e assistendo ai loro comportamenti, mi rammarico di dover concordare con questa visione delle cose che ahimé ritengo sia sbagliata seppur efficace! Ma chiarito ciò, vediamo un esempio di servizio per la comunità dove si “invita” caldamente le persone a stare a casa in calma e tranquillità. Sono ironico, ovviamente, perché se avete visto il video sono sicuro che avrà generato in voi uno moto di paura ed apprensione che nelle persone più sensibili non può che far aumentare la probabilità sia di ammalarsi che di ingigantire qualunque sintomatologia influenzale con il risultato di contribuire ad intasare i PS degli ospedali ed aumentare il caos. Come dicevo se fossi impressionabile mi sarei gia sentito male. Ma questo è solo un esempio perché ovunque troveremo articoli di giornale e notizie che letteralmente terrorizzano le persone con un vero e proprio tsunami di numeri, dati, percentuali, previsioni e modelli predittivi di ogni tipo che non fanno altro che mostrare ipotetici scenari che vanno dal moderatamente allarmista al decisamente catastrofista senza alcuna via di scampo. Tutte queste scene apocalittiche restano impresse nella memoria poiché il nervo ottico trasmette le informazioni al cervello  25 volte più velocemente degli altri sensi, una foto, un video possono valere più di mille parole ed è così.

Ciò trova anche conferma in un aneddoto che riporto; un amico che lavora in un parco naturale pubblico ha chiesto a due carabienieri (non è una barzelletta, ndr) il perché della loro presenza vista la scarsissima presenza di persone in quel luogo e loro hanno risposto che erano lì per verificare che non ci fossero assembramenti di persone (come da Dpcm). Al ché lui ha fatto loro notare che questo clima di paura è certamente controproducente per la salute (si sono d’accordo con voi, il mio amico è uno scassab…, ndr). La risposta è stata che “dobbiamo avere paura perché siamo in guerra con un nemico invisibile”. Cosa rispondere?! Naturalmente erano in due in una Punto d’ordinanza, senza mascherina né guanti in nitrile. Ma a prescindere da questo evento bisogna anche comprendere che i rappresentanti delle forze dell’ordine sono essi stessi coinvolti in questo continuo afflusso d’informazioni contrastanti per cui operano in un continuo rincorrere dietro a chi esce di casa per ogni stupidagine (oggi stiamo imparando quali sono le cose necessarie e quali meno) il tutto in clima di paura mista a nervosismo.

Punto 2

Il governastro pare si sia trovato all’improvviso, ed in modo del tutto inaspettato, travolto da un’epidemia senza precedenti i cui infausti pronostici altro non potevano che portare, a valle di concitate valutazioni sul da farsi, al blocco immediato del paese con tutte le conseguenze previste ed impreviste.

Il Dpcm del Ministro Conte (e s.m.i.) ha decretato il confinamento di tutti i cittadini presso le proprie abitazioni con una “compressione” dei diritti dei cittadini mai verificatasi dal dopoguerra ad oggi, stabilendo de facto tale azione come unica e necessaria soluzione, atta ad evitare che le strutture sanitarie precipitassero verso il collasso totale a causa del ridotto numero di posti letto disposonibili nelle terapie intensive (vedi qui e foto sotto).

Punto 3

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la conferenza stampa del 13 marzo, riporta al 3’ ca che “I dati sulla mortalità si vanno approfondendo con le cartelle cliniche dei deceduti: i pazienti morti con il coronavirus hanno una media di oltre 80 anni, 80,3; le donne sono solo il 25,8%. Età media dei deceduti è molto più alta degli altri positivi. Il picco di mortalità c’è tra 80-89 anni. La letalità, ossia il numero di morti tra gli ammalati, è più elevata tra gli over 80″. Ha precisato che su 1.266 morti, soltanto 2 sono deceduti senza patologie pregresse ma, precisa, “dobbiamo ancora analizzare le loro cartelle cliniche. Tutti gli altri avevano numerose patologie croniche, molti più di due o tre, in modo particolare diabete, obesità, malattie cardiovascolari. L’età media delle vittime è di oltre 80 anni, in prevalenza maschi. Soltanto 2 persone tra i morti avevano meno di 40 anni, ma avevano un tumore e altre patologie gravi”.

Purtroppo dal 13 marzo ad oggi sono giunte notizie in merito all’abbassamento dell’età media tra i contaggiati ed in 1 caso anche il decesso di un operatore del 118, nonostante il rispetto di tutte le misure di prevenzione previste. Certi accadimenti necessitano risposte certe e chiare ma dalla conferenza stampa, a parte il riportare dati e numeri, ho capito che è davvero difficile rispondere alle domande non rispondendo.

Ma le rassicurazioni che “tutto andrà bene” pare siano sufficienti a tenere lontano il virus, infatti:

Punto 4

#iorestoacasa, è un’azione semplice da comprendere e da attuare. E su questo, dalle notizie – sempre che siano pulite – devo dare atto agli italiani che, chi più chi meno, stanno rispondendo con coraggio e grande senso di solidarietà. Dopotutto siamo una nazione con un altissimo numero di volontari e associazioni di volontariato e questo la dice lunga. Sarebbe il caso di dire che nel nostro DNA abbiamo la forza di risollevarci sempre ad ogni sgambetto che la storia ci ha posto dinanzi. Tuttavia – prego di non fraintendermi, bisogna uscire solo per casi di necessità e la norma in tal caso deve essere dura perché purtroppo in giro ci sono persone che anarchicamente possono ragionevolmente rappresentare un pericolo con il loro comportamento irresponsabile! Chiaramente se ho la casa in campagna o un giardino è da psicotici non uscire a prendere una sanissima boccata d’aria alla luce del sole! – questa semplice azione del restare a casa è anche un’odiosa arma a doppio taglio perché può anche rappresentare la miccia innescante di un nuovo ed ennessimo scontro sociale orizzontale tra chi resta a casa e chi invece no, tra chi presume di essere rispettoso della legge e chi secondo lui non lo è. Infatti sono già stati riportati dei veri e propri linciaggi mediatici a chi ha postato qualche foto sui social di bei posti di mare o montagna con l’intento di affrancare gli umori già provati da questa situazione, ma con scarso successo, perché sono stati accusati di essere usciti quando non potevano. Le foto si sono poi rivelate di qualche vecchia vacanza, postate per infondere la speranza che presto si tornerà di nuovo alla normalità (non riporto la fonte di questi accadimenti per difendere la privacy dei malcapitati, ndr).

Così con questo hashtag crediamo di sconfiggere il virus anche se il vero obiettivo di questa campagna (senza scomodare teorie più o meno complottiste) è quello di perseguire l’abbassamento dei contaggiati per scongiurare l’intasamento delle strutture ospedaliere, in tal modo però si rischia di allungare i tempi di permanenza del virus tra la popolazione (vedi il grafico proposto in questo post) con tutte le conseguenze del caso che inevitabilmente peseranno sul personale sanitario. Stessa cosa dicasi per l’altro inflazionatissimo hashtag del “#andràtuttobene”. OK! ma quando? Non andrà tutto bene se non stiamo attenti ora, centrati nel momento presente, su ciò che ci sta accadendo attorno. Va bene ora! Se pensiamo ad un ipotetico futuro sperando nell’azione salvifica di qualcosa o qualcuno che ci salverà rischiamo di essere, scusate il francesismo, fottuti di nuovo. Una cosa che si può benissimo evitare, se lo vogliamo, se siamo presenti e usiamo la testa, la nostra però. Chi ci vuole tutti in riga sta già sferrando i suoi colpi giocando di anticipo su più fronti (economico e sanitario in primis).

La bozza iniziale della legge era ancora più draconiana e avrebbe permesso alla polizia di entrare nelle case private senza un mandato se si sospettava un’infezione da coronavirus!

Posso ipotizzare che ai vertici del potere queste cose le sanno e le dichiarano antiscientifiche per poi usarle a proprio vantaggio, all’insaputa del cittadino medio che irresponsabilmente ed inconsapevolemente aiuta ad aumentare gli effetti malevoli di questo virus in forza e portata (gli idraulici capiranno meglio il senso di queste ultime due parole, ndr). Chi gestisce il potere sa bene come si comporta il nostro corpo quando è sotto stress, sa bene cosa innesca uno stato di paura permanente nella psiche delle persone. Chi gestisce il potere sa bene come gestire i propri asset. Ma noi siamo persone, non siamo asset da gestire! Ed al termine di questa brutta faccenda avremo una grande occasione di riscatto sociale. Dopo essere stati letteralemente schifati dai paesi che più di tutti hanno spacciato fino a ieri l’Unione Europea come presidio di solidarietà ed accoglienza, mentre gli insospettabili stanno offrendo il loro aiuto (vedi la Cina), dobbiamo prendere coscienza che non siamo meri consumatori di beni voluttuari od emozionali, siamo molto di più.

rivelazioni di un finanziere (2014)

Chi specula sul dolore delle persone cercando di trarre profitto anche da situazioni come questa (vedi video a lato) sono destinati a perdere, presto o tardi, perché loro non hanno inventiva cosa che invece noi umani abbiamo ed in particolare noi Italiani. A molte persone non tornano i conti di questa brutta faccenda. Gli stessi medici ed infermieri che fanno appelli sia sui social che sui maggiori canali d’informazioni concordano su un fatto, se si vuole ascoltare bene, ovvero che siamo di fronte ad una situazione straordinaria a causa di un virus influenzale che per qualche “ragione sconosciuta” è più aggressivo su alcuni soggetti (a prescindere dall’età e lo stato di salute) rispetto ad altri e che le condizioni di salute peggiorano singolarmente non appena i pazienti, giunti ai PS, scoprono di essere positivi al test del coronavirus.

Ma questo può sembrare strano solo a chi persegue una visione limitata della questione ed un ateggiamento fideistico nella scienza accademica ufficiale mentre è fatto lampante per… diciamo chi è di altre scuole scuole di pensiero (non le nomino perché spero di incuriosire le menti più predisposte al risveglio delle coscienze). Ma non solo, ci sono persone che si rendono conto e sentono la cappa di paura ma che non si scoraggiano ed anzi invitano le persone meno consapevoli e più impressionabili a reagire con positività e a non farsi prendere dallo sconforto e dall’ansia:

Ambra Fedrigo
Dott. Oliviero Francesco – Psichiatra e Pneumologo

Anche Bruce Lipton, uno tra i più famosi biologi al mondo afferma senza mezzi termini che:

la paura del coronavirus è più mortale del virus stesso!

fonte

Infatti una volta i nostri genitori affrontavano queste cose con meno allarmismo e più buon senso. Sarà che forse avevano ancora vivo il ricordo della II guerra mondiale e avevano un altro metro di giudizio rispetto a noi. Ecco come i telegiornali dell’epoca presentavano l’influenza di Hong Kong nel 1968.

Quindi,

Ed il secondo passo è, riprendendo le parole della Dott.ssa Gatti, «renderci conto di qual’è il nostro potere! Non siamo solo scienziati, imprenditori, artisti,» operari, consulenti, insegnanti, infermieri, netturbini, poliziotti e chi più ne ha più ne metta. «Noi siamo anche consumatori e senza di noi il sistema non regge!»

Per sui cerchiamo di modificare le nostre vecchie e deleterie abitudini, pretendiamo onestà, etica e amor patrio dalle nostre classi politiche. Rendiamo grazie alla nostra Terra e per tutti i doni che ci offre gratis! Siamo noi che lucriamo sui doni di madre Natura.

Darinka Montico

E così come abbiamo cominciato e con un pensiero ai numerosi operatori sanitari che tutti i giorni stanno dando tutto loro stessi e in qualche caso, purtroppo, anche di più, vi lascio con un altro breve video su dei Ghostbuster più nostrani, e a chi lo vorrebbe polemizzare strumentalmente, semplicemente gli dico, mettiti nei loro panni e prova a fare quel lavoro in questo momento tutto il giorno senza sosta in condizioni che rasentano la follia, non certo a cusa di quei pochi sciagurati che vanno in giro col cane finto. Senza dimenticare loro insieme agli autotrasportatori, la filiera delle materie prime e i ditribitori (negozi di alimentari, etc…), stanno contribuendo mantenere in vita il nostro bel paese.

Perché dopo, inevitabilmente, si dovrà fare un bilancio di tutto:

Un pensiero riguardo “Gestione degli Asset

  1. I nostri ospedali, già perennemente in emergenza grazie ai numerosi tagli compiuti da ogni governo di ogni colore e di ogni estrazione, quando si trovano a fronteggiare situazioni particolari, come quella attuale, arrivano ben presto al collasso. Occorre precisare che, oltre all’aggressività della malattia, vi è stata anche la concomitanza dei soggetti colpiti, ovvero un grande numero di persone, bisognose di cure particolari, tutte assieme nello stesso momento. Questo ha stravolto il normale svolgimento del lavoro ospedaliero e, più in generale, medico-sanitario. Con buona pace dei mass-media che su questa “emergenza” si sono fiondati a pesce, enfatizzando oltremodo l’evento e spaventando una popolazione già di per se’ oppressa e schiacciata da moltissimi altri problemi. Se andiamo poi ad analizzare le cifre, forse quest’anno (e spero vivamente di aver ragione) avremo meno decessi totali rispetto agli anni precedenti, nei quali la gente è sempre morta per la “banale” influenza invernale.

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