L’acqua alta di Venezia: la leva per l’emergenza, la paura, e le costrizioni per farci impoverire; “con consapevolezza”

A cura di Andrea Pilati

Il 7 novembre 1966 Venezia viveva il suo record di acqua alta; 1 metro e 97 centimetri. O forse sortisce un maggiore giornalistico effetto scrivere 197 centimetri! …con un bel punto esclamativo alla fine della frase.

Da quando ero bambino, dalle medie in poi, a scuola si insegnava che “…a Venezia c’è l’acqua alta…” e i genitori andavano quasi a vederla con i figli, come ulteriore attrattiva turistica.

E, a proposito, giusto tre anni fa, un giornale nazionale italiano scriveva:

L’articolo qui sopra dice:

Oggi il Mose è quasi finito, le dighe contro l’acqua alta sono quasi pronte, un paio d’anni per avere queste difese. Il Mose potrà servire per salvare la città dal cambiamento del clima che farà alzare i mari; nel 1966 non era immaginabile questo fenomeno, si pensava al contrario a una glaciazione imminente.

Ma come? Una glaciazione imminente? Ma, non ce l’avevano detto?

In un periodo in cui essere scettici, porsi e porre domande risulta scomodo, se non addirittura pericoloso, risulta difficile richiedere chiarezza e verità. Vige da qualche anno ormai, il “confunde et impera”, evoluzione dell’antico divide et impera. E bisogna dire che è molto efficace, ma anche troppo evidente. Oggi i portavoce dei Governanti riportano i sintomi del loro terrore, di come tutto sfugga loro di mano, perché non potrebbe essere altrimenti. Sentire questi urlatori da palco inveire, bava alla bocca e occhi sgranati, contro il popolo inerme che non reagisce come essi vogliono ai loro dettami catastrofisti, alle loro affermazioni terroristiche esplicite fa in fondo sorridere e genera un moto di tenerezza per queste anime perse e vendute che hanno liberamente fatto una scelta, consapevole o meno, di mentire per meglio servire. E, alla fine della vita, essere appallottolate come un foglio di carta usato e gettate via… Si chiama libero arbitrio e va rispettato.

Prima pagina web di Repubblica.it in data odierna

Ma, come già detto, è emergenza, e le urla dei relatori da palco e da Tv risuonano alte, più dei cori angelici, forse grida sataniche. Ed ecco, dopo una serata di giovedì all’altezza degli starnazzi global-climatici da “Che caldo che fa…” da parte di “uno dei loro” , che appare sul porta voci nazionale la carrellata del terrore (vedi sopra), sperando che si muovano in massa le masse all’acquisto dell’auto elettrica, si indebitino di più per installare i salvifici pannelli fotovoltaici, vadano tutti a piedi coloro al di sotto dell’Euro 6 e si mettano il cuore in pace, che per avere più aria pulita basta pagare maggiori tasse. Un po’ come bere acqua e atrazina nell’86 dopo che Donat Cattin spostò la virgola della potabilità o che oggi si paghi fino a 500 euro come lasciapassare a scuola di un figlio non vaccinato.

Ma cos’è la “consapevolezza”, mi chiedo? Forse sarà la riprova inconfutabile di quanto resta tra menzogna e verità? E come trovarla? Magari non accontentandosi di risposte precotte mancanti di esperienza. Magari chiedendosi perché non tutti hanno la stessa visone di come vanno le cose, confrontando le tesi e le antitesi per raggiungere alla sintesi.

Ma non ci vuole poi tanto per comprendere, visto ciò che viene proposto come una delle soluzioni al prossimo gran caldo che scioglierà i ghiacci e sommergerà le costiere città.

Questo è il sesto dei sei punti principali del documento firmato da circa 11000 scienziati mondiali e divulgato da tutte le maggiori testate giornalistiche e dai soliti relatori delle catastrofistiche conferenze:

6. Infine – sesta raccomandazione – c’è la crescita della popolazione, che continua. Bisogna invertire la rotta perché la popolazione umana aumenta ancora di oltre 200.000 persone al giorno. Ciò va fatto applicando approcci che garantiscano giustizia sociale ed economica.

Fonte: https://www.repubblica.it/ambiente/2019/11/05/news/allarme_di_11000_scienziati_da_tutto_il_mondo_non_c_e_dubbio_e_un_emergenza_climatica_-240303228/

Ed ecco che non poteva mancare una intelligente soluzione, pronta in tavola:

Il terrore è il messaggio che il governo vorrà farci provare, ma non sarà una guerra, no. Potrebbe essere il tracollo di una città come Venezia, e questo potrebbe veramente terrorizzare e non far più ragionare le menti degli abitanti di questo pianeta. Esattamente come l’11 settembre 2001, a New York…

E per finire, per indurre a pensare con la propria testa e prepararsi alle prossime notizie bomba con un tarlo nelle menti, riporto quello che l’agenzia giornalistica Ansa scrive sul suo sito a proposito dell’acqua alta a Venezia:

Il vento, ha spiegato l’esperto, “crea un moto ondoso che fa alzare il livello del mare nella laguna. Sommato alla marea, questo fenomeno ha fatto alzare il mare a livello record”. Era dal 1966 che non si registrava un livello del mare così alto a Venezia, quando si alzò di 194 centimetri. Il fenomeno di oggi è dovuto al mix specifico di fattori, ha precisato, e non è collegabile ai cambiamenti climatici.

Estratto dalla fonte: http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2019/11/13/venezia-acqua-alta-causata-dal-mix-di-scirocco-e-marea-_15daeecb-626b-4654-ae2a-4c0b7f1a5ecf.html

Ancora qualche dubbio?


Link utili

Climatemonitor.it/?p=51763

Climatemonitor.it/?p=51847

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