La soppressione dell’anima è la mercificazione del corpo

A cura di Andrea Pilati

Mi piacerebbe capire se qualcuno, in questo mondo, conosce ancora la parola “sacro”. Non voglio spingermi troppo in là chiedendo il suo significato; sarebbe troppo. No, semplicemente vorrei sapere se qualcuno è ancora in grado, a modo suo, di definirla. Perché, le cronache recenti, descrivono avvenimenti che confermano quanto si è distanti dal termine appena descritto e quanta confusione vi sia riguardo agli argomenti che tra poco saranno trattati. Ripeto, ancora una volta, che la confusione è funzionale al raggiungimento di un preciso obiettivo, ed è magistralmente diretta e distribuita a piene mani alla moltitudine degli ignavi da quei pochi personaggi che hanno tutte le intenzioni di annichilire le coscienze e rapire le anime.

Ma andiamo con ordine…

Negli Stati Uniti (uniti da cosa, poi…?) si fa gran pubblicità di un nuovo mestiere. Si sa; oltreoceano impera la libera espressione del commercio, qualunque esso sia, purché movimenti i “mercati”. Ed ecco che, anche essere madre, diviene una attività remunerata. “Ma come? Noi abbiamo già da tempo mille tutele e assegni famigliari per le neo mamme…” potrebbe obiettare qualcuno.

Ma non è di una mamma naturale che si sta parlando ma di una che “dona” il suo utero per mettere al mondo il figlio di un altro; pagante, naturalmente.

La stessa cosa avviene da tempo con la fecondazione artificiale degli animali da pascolo, con la differenza che, una volta partorito, il piccolo resta alla madre.

Ed ecco il volantino pubblicitario di siffatta attività; quanto affettuoso messaggio di bontà trapela dal testo in puro stile PNL pubblicitario:

Raccomando di leggere attentamente alla voce “requirement”:

“Delivered at least one child” – “Consegnare almeno un bambino” …compilare il D.D.T. in tutti i campi contrassegnando correttamente l’indirizzo di spedizione. Non si accettano resi per merce non conforme… Aggiungerei.

Propongo ora un gioco; il famoso “trova la risposta esatta”.

Se avessi scritto:

  • È un mestiere dove il sesso è protagonista
  • Lo svolge prevalentemente una donna , spesso di giovane età
  • È un’attività remunerata
  • È una attività svolta prevalentemente come dipendente

E poi avessi messo queste due immagini affiancate, voi, quale avreste scelto come risposta corretta?

Passiamo ora ad un altro fatto dove è ancora protagonista il corpo umano e la sua mercificazione.

In questo caso abbiamo una impresa funebre che si è messa a valutare costi, ricavi, guadagni a fronte di una analisi ergonomica atta a ottenere la massima resa dal minor sforzo. Peccato che l’oggetto in questione sia il cadavere di un essere umano, anzi, di più esseri umani. L’equazione è: accorpando due cadaveri nel forno crematorio e riducendo di 1/3 il tempo di incenerimento ottengo un introito maggiore. Viene alla mente quando in India si usa bruciare il cadavere del defunto per assicurare che le sue ceneri, sparse nell’ambiente, ritornino da dove sono venute, accompagnate da un cerimoniale che sottolinea la sacralità del gesto ed un ringraziamento alla Madre Terra che ha fornito il materiale biologico per quell’anima in evoluzione.

In questo forno crematorio modello business niente di tutto ciò traspare: solo somme algebriche per un prodotto “pronta cassa”. E scusate il gioco di parole… E solo lo sgomento dei dipendenti dinanzi a tale atrocità e mancanza di rispetto per salma e famiglia, che è potuto venire alla luce questo ignobile atto sacrilego. C’è ancora una coscienza che si fa sentire, nonostante tutto ed è più forte di qualsiasi donna atta a corrompere. Ma la Giustizia, non quella degli uomini, farà il suo corso perché qui i signori della impresa funebre l’anima dimostrano proprio di non averla, o di averla venduta al miglior offerente. Business is business.

Pira funebre a Ram Ghat, Pokhara, Nepal

Altra impressione trasmette questa scena ritualistica, appena citata. Nella pratica potrebbe essere vista simile alla cremazione in un forno; come viene vissuta è invece senza paragone.

Che dire, poi, sulla donazione degli organi? Qui l’argomento è molto vasto ma mi limito a considerare che, se si arriva a promuovere l’eutanasia come “atto misericordioso” nei confronti di un malato, allora penso che l’uomo sia arrivato a un livello di autoconsiderazione tale che la mitomania ne sia la diretta conseguenza. E dove c’è mitomania c’è, paradossalmente, assenza di Dio, nonostante l’uomo si creda tale. Senza Dio c’è mercificazione dell’anima; non potrebbe essere altrimenti e ne abbiamo le prove.

Come potrebbe essere altrimenti quando ogni pezzo di corpo umano utilizzabile è valutato secondo la legge della domanda e dell’offerta? Come potrebbe essere altrimenti quando si parla di “mercato degli organi”? Pare di vedere bancarelle di piazza cosparse di apparati biologici umani, cuori, reni, polmoni, occhi… con prezzi esposti, sconti, offerte 3 x 2 e venditori urlanti.

Interessanti, a proposito, le dichiarazioni di un medico, il Dr. Rocco Maruotti alla conferenza “È la stampa bellezza” del marzo 2019.

Il dottor Maruotti è Direttore Primario di Unità Operativa di Chirurgia, Direttore di riviste scientifiche come International Surgery, Endosurgery e Chirurgia. Collabora con la Lega Nazionale Antipredazione nel Comitato Medico

Per chi volesse maggiori approfondimenti segnalo qui di seguito il link alla Lega nazionale contro la predazione degli organi:

http://www.antipredazione.org/comunicatistampa/2019_10_18_n-18_Verso-esproprio-organi.htm

Ora, forse, sarebbe opportuno domandarsi nuovamente: “Cos’è sacro?”

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