Terrorizzante LILT

A cura di Andrea Pilati

Un giorno otto ragazze attraversarono ridenti le porte di una panineria in franchising. Ottimi prodotti, cura della qualità delle materie prime e del servizio; anche per quello entrarono, ne avevano sentito parlare bene. Lì funziona così: ci si avvicina alla cassa e si ordina quello che le gigantografie dei vari panini mostrano come farcitura. Dici il tuo nome e te lo portano al tavolo al quale ti siedi chiamandoti per nome quando il tuo piatto è pronto. Originale, niente da eccepire.

Le otto ragazze si avvicinarono alla cassa per l’ordine e i loro occhi non furono attratti dalle varietà delle farciture e delle insalate di stagione ma da in manifestino formato A5 messo in bella vista dietro il vetro del banco. Un volantino a tinte rosa, recante un messaggio al femminile, quindi...

Complimenti alla LILT per la scelta del messaggio terroristico. Business is business. Nel marketing la paura è una ottima leva

Lo lessero tutte…

“Una donna su otto…” commentò sommessa una di loro, mal celando un malcontento che, strisciante, serpeggiava tra le amiche. I sorrisi, piano, piano, si spensero e gli sguardi si incrociarono… poi si persero e, ad una ad una, iniziarono, bofonchiando, a scegliere ciò che più gradivano. Ma era come avere un uovo sodo in gola, quella sensazione di disagio.

Si diressero alla tavola prescelta e si sedettero. Poi, tra un discorso effimero e l’altro, una di loro si fece forza e disse: “Ma avete letto anche voi? “Una donna su otto”. Quindi una di noi ha SICURAMENTE un tumore al seno!”

“Già, è vero. L’ho pensato anch’io… Hanno ragione, è meglio fare prevenzione. Ci tengo alla mia vita, io. Non voglio morire!

“Hai ragione, è terribile! E poi hai visto? L’87% di queste ha probabilità di guarire. Significa che quella di noi che ha il tumore ha anche una chance di soluzione… ma chi potrà essere colpita? Forse tu, Giulia? Fumi così tanto…”

“Ma cosa c’entra il fumo, dai, smettila. A me spaventa quel 13%. Significa “probabilità di morte”. Ma vi rendete conto?”

“Già, e poi colpisce tutte, anche quelle sotto i quarantacinque; e noi ci siamo dentro alla grande.

Io ragazze me la sto facendo sotto… Chiunque possa essere di noi non mi importa. Domani corro a prenotare un esame citologico. Voglio stare serena…”

“Sì, Grazia, ma quanto dura la sicurezza dell’esame. Voglio dire, per quanto tempo sei coperta? Quante volte all’anno va fatto?

“Beh, Chiara, non lo so… domani vado a sentire…

“Vengo anch’io Grazia…”

E iniziarono i cori di otto voci ricorrenti recitanti esclamative “Anch’io” e “Io pure”

“Giulia!” chiamò la cameriera col vassoio in mano, e portò loro i panini e le insalate scelte al banco. Tutto cibo ottimo, di qualità, con materie prime scelte. Nulla mancava, nemmeno il tarlo nelle menti che, ora, girava sempre in loro, colpendo emozioni profonde e risuonando nella testa di ognuna di loro la sua monotona frase, “e se fossi io quella tra le otto?”

6 pensieri riguardo “Terrorizzante LILT

  1. La prevenzione è importante, in certi casi anche fondamentale. Che tuttavia si faccia leva sempre e solo sulla paura è opinabile… Una volta un “informatore” farmaceutico mi disse questo: il cancro è un problema, se uno offre un servizio di prevenzione che male c’è se ci guadagna sopra? in fondo fa solo del bene!

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    1. Per come la vedo io “prevenzione” fa il pari con “preoccupazione” quindi, il prepararsi a un evento che ancora non è accaduto è una modalità difensiva basata sulla paura per poter fare fronte a tale avversità. Sono in fondo risorse sprecate perché , se ciò non accade, oppure avviene un atto migliorativo, a cosa è valso creare un disagio emotivo che altro non fa che innescare un processo di protezione che allerta il metabolismo e altera l’equilibrio acido-basico nel corpo?
      Tanta energia sprecata per nulla…

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  2. Il giorno 16/9/2019 ho inviato al Dr. Giuseppe Di Bella e alla redazione di Bordernights la seguente lettera: http://accademiadellaliberta.blogspot.com/2019/09/i-la-scelta-antitumore.html
    Nella trasmissione Border Nigts n. 321 del 8 /10/2019 – a 1.39’ca – il Dr. Giuseppe Di Bella, alla domanda del conduttore Fabio Fabretti circa l’importanza del pensiero, del cervello, sulla malattia, come ricordato in appendice del suo libro “La scelta antitumore” da don Paolo Spoladore, risponde: “hanno un’influenza reale e molto sottovalutata …. il pensiero diventa chimica …. non è raro vedere un tumore al seno dopo un evento traumatico che ha colpito nel profondo la psicologia della donna … “

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    1. Grazie Paola del suo intervento. Questo discorso apre nuovi orizzonti sulla questione relativa alla interazione tra psiche e corpo, e quindi materia. Questo è spiegato anche in un capitolo del libro “Il mondo dentro”, che è possibile trovare in vendita su questo sito. Nel convegno di domenica 13 ottobre “Tra menzogna e verità” inizieremo a parlare proprio di questo aspetto perché i tempi sono maturi. Anche altri hanno seguito questa linea di pensiero tra i quali possiamo annoverare il Dottor Hamer e lo psicologo Thorwald Dethlefsen, anche loro menzionati in alcuni articoli di questo sito

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