Quando urlano che tutto va male il Bene si muove in silenzio

Tratto dal sito di Byoblu.com riportiamo la lodevole iniziativa di Mauro Scardovelli di Aleph umanistica.

Voglio iniziare con una considerazione a mio parere correttiva; il titolo usato da Messora “L’IMPRESA DISPERATA – Mauro Scardovelli fonda UniAleph” non trasmette il giusto approccio verso l’iniziativa di Scardovelli ma suona un po’ come l’ultima spiaggia e la Speranza prossima a morire. “L’IMPRESA CORAGGIOSA” sarebbe suonata decisamente meglio.

Ma vediamo in questa sintesi cosa Scardovelli ha da raccontare:

Mauro Scardovelli
Mauro Scardovelli, fondatore di UniAleph

Le università di oggi insegnano condizionate dalla visione neoliberista, secondo cui pochi hanno tutti i diritti del mondo, e tutti gli altri hanno solo i diritti che gli vengono concessi. Il neoliberismo è il nemico che i costituenti avevano in mente di sconfiggere. Ci troviamo di fronte al sistema più ingiusto che l’uomo è mai riuscito a creare sulla Terra. I costituenti sapevano che le guerre mondiali erano conseguenza di questo mostro psico-etico e psico-spirituale, quindi ci hanno regalato una Costituzione che contiene la nostra ancora di salvezza. Ogni giorno 30mila bambini muoiono di fame. Ogni anno invece muoiono di fame milioni di persone, ma un miliardo di persone sono obese. Non è una contraddizione? Altrettante sono ridotte alla miseria più completa. – Continua… –

In Italia abbiamo grandi intelligenze, che tuttavia non dialogano insieme. Un economista, per esempio, non conosce bene la Costituzione. Per di più non la conoscono neppure i giuristi, perché le università non insegnano più il diritto costituzionale. Quindi ci troviamo di fronte una situazione che sembra senza via di uscita, e invece la via di uscita la dobbiamo trovare.

La via di uscita consiste nel creare la condizione, per il popolo italiano, di potersi informare con chiarezza, grazie ai migliori giuristi, i migliori economisti, i migliori filosofi che abbiamo, i migliori giornalisti che stanno lottando nella stessa direzione. Adesso è giunto il momento di unire le forze. Ma c’è un ostacolo: oggi siamo impregnati di neoliberismo psichico. Potremmo chiamarlo narci-liberismo, ovvero una forma mentis che tende a renderci individualisti, competitivi, egoisti. Ognuno pensa a sé. Ma se andiamo a vedere tutte queste strutture, troveremo che alla base c’è un meccanismo molto più profondo: la paura. (Come sempre riportato anche da noi, e non solo. Questa considerazione per rimarcare come il fattore “Paura” sia chiave di tutto, chiave di uscita o di entrata dalla nostra prigione mentale – Ndr) – Continua… –

In realtà le cose sono molto semplici. Un politico onesto, oggi dovrebbe dire una sola cosa: “Allo stato attuale io non posso fare niente, perché non ho soldi. Non posso creare i soldi perché i soldi li posso prendere solo in prestito“. È iniziato tutto nel 1981, col divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro. Un cambiamento che non è avvenuto con un atto legislativo, ma con una lettera privata spedita da Andreatta a Ciampi, che non doveva essere conosciuta, altrimenti sarebbe stata rigettata dal Parlamento. – Continua… –

Per ribadire ciò che è vero, e per destrutturare il pensiero neoliberista, è allora necessaria una nuova università. Bisogna creare una serie di lezioni chiare e semplici, sostenute da un gruppo di intellettuali coesi. Io non vedo l’ora di vedere insieme Bagnai, Mori, Maddalena, Barra Caracciolo, Galloni e molti altri, che riflettono insieme e smussano i loro particolarismi per trovare una unità in alcune affermazioni. L’Italia può farcela. Questa nuova università dovrà essere un luogo, un centro di pensiero nel quale il popolo italiano possa trovare un punto di riferimento. – Continua… –

Interessante questa parte che parla di come saranno organizzati gli esami degli studenti:

Come si faranno gli esami in questa nuova università? In modo completamente diverso rispetto a quello tradizionale. Non si interroga l’esaminando, ma gli si mette a disposizione un’aula gremita di persone che non sanno nulla della materia oggetto dell’esame, cui lui deve tenere una lezione. I docenti escono dall’aula, ma alla fine della lezione rientrano ed interrogano l’uditorio: se le persone non sanno niente di quello che è stato spiegato, l’esaminando è bocciato. Se invece hanno iniziato a capire, sono incuriosite e si ripromettono di tornare a casa ad approfondire la materia, il candidato viene promosso.– Continua… –

Per l’articolo completo cliccate su www.byoblu.com

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