Dichiarazione della parte Oscura

Odiato essere umano. Invidio la tua capacità di emettere emozioni. Con esse deturpi il mio caotico vivere, ai margini dell’Universo, quintessenza di un buco nero. Ti voglio con me quanto tu cerchi me. Per sfuggirmi o per farne parte. Ho bisogno della tua energia per essere ciò che sono, antitesi della Luce, oscurità della coscienza, dove essa muore.

Ti seguo ovunque tu sia, per ammaestrarti, come tu hai richiesto. La mia parte è quella del soggiogatore, del seduttore, del fomentatore.

In questa dimensione opero con i mezzi affinati da milioni di anni. Sono esperto, sai? Ti conosco nel profondo del tuo animo, so come ti muovi, le tue debolezze, le tue paure. Mio compito è quello di trasformare gli aneliti del tuo animo in desideri tridimensionali irrinunciabili, di mantenerti identificato in loro, di renderti possessivo nei loro confronti. Di farti credere che il fuoco che arde in te debba essere passione, perché tu possa patire, ed il tuo dolore sia mio nutrimento. Ogni pianto, urlo, sofferenza fisica o psichica, vittimismo, pessimismo, scoramento sono i miei pasti principali. Ma per averli li devo stimolare.

Nils Pickert e il filgio - disoforia di genere
…ti ho ipnotizzato, ti ho reso confuso e, allo stesso tempo, convinto di essere sveglio, emancipato

E così, odiato essere umano, ti ho ipnotizzato, ti ho reso confuso e, allo stesso tempo, convinto di essere sveglio, emancipato.

Questi tempi del XXI secolo sono stati pregni di eventi che mi hanno obbligato a premere sull’acceleratore per non perdere cibo; in troppi vi stavate accorgendo che era meglio uscire dalla vostra stessa palude. E così vi ho divisi, prima, e confusi, poi… È stato divertente vedere come siete caduti in trappola, e che, ancora, cadete.

Mi sono più volte palesato a voi ma, proprio perché così evidente, non mi avete riconosciuto. È il mio modo di fare, agisco invisibile come un ninja, indisturbato. Solo pochi mi notano, ma non fanno rumore, non vengono ascoltati. Perché io vi ho istruito a chiudere orecchie ed intelletto, ad arroccarvi sulle vostre idee, che sono le mie.

Nel 1924 mi sono esplicitamente dichiarato, vi ho detto tutto, ma voi pensavate ad altro, ai vostri problemi, ai vostri giocattoli. Vi ho detto che vi avrei diviso, dandovi una chimera da seguire, una ideologia per la quale combattere, lottare, fino ad uccidervi. E quella è stato il mio passatempo per tenervi impegnati.

“Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.”

USA Banker’s Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924

E continuo a farlo perché il gioco funziona, il metodo è consolidato; e posseggo i mezzi per farlo. Me li avete creati voi. Mi avete dato voce ed avete creato e supportato i giornali e la televisione; me ne sono impossessato e sono entrato in profondità. Ma ancora meglio ho fatto grazie al vostro migliore regalo. Lo avete chiamato “scuola” e l’ho fatta mia dettandovi le linee guida che, piano, piano, con il tempo, ho introdotto, giocando sulla vostra scarsa memoria.

Giubbotti gialli in FranciaManifestazione vaccini Torino 2In tempi recenti ho proposto i “movimenti” e voi avete ancora abboccato; perché io non cambio il senso delle cose ma solo la loro forma. E nella forma, come vi ho detto, voi vi identificate sempre.

È facile, per me, agire così, nel mio monotono attuare. Sempre uguale, sempre la medesima dinamica: dai e togli, e tu, odiato essere umano, pretendi, rivendichi e lotti. Ed i mulini a vento, intanto, girano.

Odiato essere umano, ti ho comprato per pochi spiccioli perché così poco vali. Ti sei disprezzato così tanto da diventare povero dentro. Hai creato il denaro e tu, pregno della mia avidità per assomigliarmi, ne sei diventato vittima. Lo hai creato per usarlo e ne sei divenuto schiavo. Lo tieni con te, lo usi, quel poco, per te. Io te lo do e te lo tolgo, e con esso tutti i giocattoli che sono le tue catene: le case, l’auto, le comodità. Aumentandoti il lavoro ti ho rubato persino il tempo. Menti a te stesso pur di proteggere la tua gelosia e la tua conseguente bramosia. Ci compri i sentimenti, con i quali ti fai scudo. Edulcori il tutto con i buoni propositi che diventano buonismi. Ma, in fondo, hai paura di perdere, che è più un “lasciare andare”. Ma “lasciare andare” cosa? ME. Questa è la mia paura e la tua liberazione.

Con estremo disprezzo, tuo EGO

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