La moneta ci salverà dal denaro

Tranquilli, nessun refuso… Nell’etimologia delle parole è compreso il reale significato di ciò che diciamo e, quindi, anche il reale significato di questo titolo, apparentemente paradossale.

monéta s. f. [lat. monēta, propr. attributo di Giunone, che secondo gli antichi (come der. dimonere «avvertire») significherebbe «l’avvertitrice», per i buoni avvertimenti dati dalla dea ai Romani nei pericoli; l’estensione di sign. è dovuta al fatto che la zecca di Roma si trovava nelle vicinanze del tempio dedicato a Giunone Moneta sul Campidoglio]

Fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/moneta/

denaro (o danaro; ant. denàio o danàio) s. m. [lat. denarius, agg. (sottint. nummus) der. dideni «a dieci a dieci», propr. «moneta del valore di dieci assi»]. – 1. a. Unità monetaria, presso gli antichi Romani, equivalente in origine a 10 assi o 2 sesterzî e mezzo. b. Nome di monete di vario valore, coniate in tempi diversi nei varî paesi dell’Europa occidentale…

Fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/denaro/

L’incipit etimologico serve a comprendere quanto l’articolo seguente ha da dirci a riguardo di quel benessere che, dopo tanta disinformazione e decenni di “crisi” volutamente indotte, dobbiamo imparare a pretendere. Ma, per farlo abbiamo bisogno di informazione. La moneta è un ammonimento divino ed è legata al denaro a filo diretto. Chi possiede, in forma esclusiva, l’emissione del denaro, possiede la persona che lo riceve. Essa, da lì in poi sarà chiamato “suo debitore”.

Ringrazio quindi l’amica Maria Palladino che ha curato la ricerca e la stesura dell’articolo che proponiamo. Buona lettura.


Il Governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessario per soddisfare il potere di vendita del Governo ed il potere d’acquisto dei Cittadini consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa del Governo, ma è anche la sua più grande opportunità creativa. Con l’adozione di questi princìpi, ai Contribuenti saranno risparmiate enormi quantità di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell’Umanità”

Abraham Lincoln

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Bernard Lietaer, economista

Mentre, Bernard Lietaer, economista e banchiere, creatore dell’ECU, moneta da cui nacque l’euro, rincara la dose, affermando che “Il denaro è un anello di ferro che ci siamo messi al naso. Abbiamo dimenticato di averlo progettato noi, ed ora è esso che ci trascina.

Allora perché non toglierci dal naso, quest’anello?

Non solo il Governo, potrebbe, e dovrebbe, creare moneta, ma anche i comuni. Già, i circa 8.000 comuni italiani potrebbero “creare” una Moneta, complementare alla moneta ufficiale, nel nostro caso all’euro, permettendo di pagare in parte in Moneta Complementare la merce, aumentando così il potere di acquisto del cittadino. Non è convertibile in Euro e, diversamente dall’Euro, Il Comunale non crea debito pubblico né privato.

Ogni moneta viene garantita solo dall’accettazione delle persone. Se per l’euro l’accettazione è imposta dalla legge, in questo caso è solo volontaria e fiduciaria. Ma il principio è il medesimo: carta che misura una compravendita.

MISURA+DEL+VALORE+Metro.+Kg.+Moneta.+Misura+la+lunghezza.+Misura+il+peso.+Misura+il+valore..jpg
A questo servono i soldi e solo a questo. A misurare

http://www.monetacomplementarecomunale.com/

In Italia e nel mondo sono circa 5.000 le monete complementari che stanno circolando attualmente a fianco delle monete ufficiali.

Sono variopinte, alcune in formato cartaceo, altre in formato elettronico. Ormai fanno parlare di sé in convegni, pubblicazioni e conferenze e stanno diventando un fenomeno di costume.

Ma come funzionano e a cosa servono?

In tutto il mondo, le monete complementari si dividono in due grandi gruppi: quelle adatti agli scambi tra azienda e privato, “business to consumer” per dirla all’inglese, e quelle adatte agli scambi tra aziende, “business to business” per allinearci sempre agli anglofili.

Concentriamoci sulle prime, descrivendone una piccola parte:

http://www.affarisenzasoldi.it/quante-monete-complementari-circolano-in-italia-e-nel-mondo/

Luigi Lucchi - hau-criptomoneta-berceto.jpg
Luigi Lucchi, sindaco di Berceto

Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, per contrastare le scarse risorse del proprio comune, ha deciso di dare una “spallata” vigorosa alla mancanza di denaro, introducendo la criptomoneta HAU! nel bilancio comunale.

Davvero un bel colpo di coda al sistema vigente.

https://www.parmapress24.it/2017/12/29/berceto-arriva-la-criptomoneta-hau-sara-primo-comune-ad-averla/

A Cosenza, la Moneta Complementare si chiama “Bruzio”, è in argento, ed è poco più grande della moneta da 2 euro. Sul fronte vi sono la numerazione, il logo del Comune di Cosenza e il valore (corrispondente a 20 euro). Sul retro campeggia l’effigie di Federico II di Svevia e il corso di validità. Il Bruzio è un nuovo strumento di pagamento coniato a sostegno delle famiglie economicamente svantaggiate.

https://www.quotidianocontribuenti.com/new/a-cosenza-arriva-il-bruzio-moneta-parallela-per-aiutare-i-poveri/

In Sardegna, imprenditori pagano stipendi e acquistano beni col Sardex: una moneta parallela all’euro

Sardex è una moneta complementare e supplementare, capace di affiancarsi a quella tradizionale: di fatto ne ha controbilanciato almeno in parte la caduta. Perché si tratta di un circuito in cui le aziende dell’isola, attraverso l’utilizzo di una unità di conto digitale, hanno la possibilità di sostenersi a vicenda, finanziandosi reciprocamente senza interessi. Dalla Sardegna, il circuito è partito in altre regioni. Il Sardex è già stato esportato in Veneto (Venex), Piemonte (Piemex), Emilia Romagna (Liberex), Marche (Marchex), Lazio (Tibex), nella zona del Sannio (Samex) e in Sicilia (Sicanex)”.

La moneta complementare può rappresentare una nuova opportunità per l’economia, per il mercato, per il territorio e per la comunità che la utilizza.

Di fronte alla crisi economico-finanziaria e alla galoppante disoccupazione aumentano i suoi utilizzatori che ne hanno appreso i vantaggi:

risparmio di costi e di liquidità

maggiore potere d’acquisto

maggiore semplicità e rapidità degli scambi e della distribuzione di beni, servizi e lavoro

Secondo Lietaer, persone e imprese non competono per le risorse e i mercati, bensì competono per il denaro, sfruttando risorse e mercati per ottenerlo.

Le monete complementari nascono per riportare l’attenzione delle persone sulle risorse, sul lavoro e sulla produzione: è ora di tornare a ragionare in termini di economia reale e di valore aggiunto dell’attività lavorativa e imprenditoriale e non più in termini di finanza speculativa.

Maria Palladino

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