Come l’IPCC ha previsto è in arrivo il Global cooling!

Titolo sarcastico per prendere in giro quell’organismo, costola dell’ONU, che dovrebbe sovrintendere al presunto riscaldamento globale, ormai famoso come “Global warming”. Ovvero l’IPCC.

E invece…

Decenni di selvagge attività chimiche in tutto il mondo sono sfociate e continuano a sfociare in episodi meteorologici estremi. Tempo fa, illustrammo gli sviluppi impazziti del clima nell’articolo “Comprendere il caos climatico”, dove spiegavamo pure le cause di fenomeni sempre più tumultuosi ed ingovernabili. Ora la situazione è addirittura fuori controllo, con gelo polare nella Nuova Inghilterra e nel Midwest (Stati Uniti), mentre l’Australia è afflitta dalla siccità. Non è, a differenza di quanto affermano gli pseudo-esperti ed i gazzettieri di regime, “colpa” del riscaldamento globale (sic) dovuto ai gas serra: infatti la situazione si comprende considerando la devastante concomitanza tra operazioni di geoingegneria clandestina e la debole attività solare, prossima ad un Minimo di Maunder. gelo-usa-lago-michigan-congelato-21-630x420.jpgIl risultato è un generale decremento dei valori termici con una situazione che ricorda, sia nei prodromi sia negli effetti irreversibili, la pellicola “Snowpiercer”. Con infinita sfacciataggine e contro ogni logica, la “scienza” ufficiale, complici i media asserviti al regime, afferma che il freddo è una conseguenza del global warming. Lo ribadiamo: non è vero! Se così fosse, perché, ad esempio, il numero degli insetti, che proliferano soprattutto nei biomi caldo-umidi, è in costante flessione da anni, con disastrose conseguenze sugli equilibri ambientali? Il clima ed il tempo sono fenomeni complessi, ma, senza tema di smentita, possiamo asserire che oggigiorno i fattori artificiali (chemtrails e riscaldatori ionosferici che deviano le correnti a getto), se non hanno il sopravvento sulle dinamiche naturali, le esacerbano, portandoci sulle soglie di una piccola era glaciale… Les jeux son faits.

Di seguito una cronaca sul tema.

Sono almeno ventuno le vittime del maltempo negli Stati Uniti, dove le regioni del Midwest e della costa orientale sono nella morsa del gelo polare con temperature che hanno toccato i 50 gradi sotto lo zero in città come Chicago e Minneapolis dove l’ordine delle autorità è di restare a casa. A New York e Washington la colonnina del mercurio nella mattinata segna i 14 gradi sotto lo zero. Ad aumentare la percezione del freddo i venti e le correnti del vortice polare. Tantissimi i disagi per i trasporti e negli aeroporti.

Continua su http://www.tankerenemy.com/

Per ulteriori approfondimenti vedere QUI l’estensione della calotta polare artica tra il 2012 e il 2013.

Crescita calotta polare artica 2012-2013.jpg

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