Giornata mondiale sulla violenza delle donne

Non è un refuso nel titolo e probabilmente questo articolo darà fastidio al gentil sesso.

Partiamo da uno stralcio di un articolo dell’agenzia ANSA, la centrale di comando dalla quale tutti i media prendono le notizie e pendono dalle sua labbra elettroniche:

Un fenomeno ancora tragicamente alto, la cui denuncia è ancora troppo reticente, afferma il capo dello Stato Mattarella, che sollecita il superamento delle discriminazioni, dei pregiudizi e degli stereotipi sui ruoli e sulle attitudini basati sull’appartenenza di genere, iniziando dall’infanzia e dalla scuola.

Fonte: www.ansa.it

Ho voluto evidenziare in grassetto quale messaggio l’agenzia voglia fare passare, dato che, per comprendere i messaggi del Sistema, occorre entrare nella mentalità di una setta massonica nera, quindi leggere tra le righe, dove lì sta il vero messaggio da trasmettere.

Con “appartenenza di genere”, e non di sesso, si comprende che la strada è spianata per avanzare con la prossima affermazione che include tutti i nuovi generi, dove il sesso fisico passa in secondo piano e viene visto addirittura come una distorsione, quasi una patologia. Tra qualche anno lo sarà e già oggi se ne vedono i prodromi con il Tavistock Institute che ha sede a Londra e nel quale si esplora appunto l’identità di genere.

Consiglio di approfondire in questo articolo che appariva sul quotidiano “La Repubblica” già nel 2016 dove tra l’altro si parla di “cure ormonali”. E si sa che quando si parla di cura si parla di una patologia. Qui l’articolo: https://www.repubblica.it/salute/2016/06/16/news/disforia_di_genere_tra_i_genitori_crescono_i_dubbi-141479798/

Torniamo a oggi. Il 25 novembre è stato preso come giorno commemorativo per ricordare le violenze sulle donne, i “femminicidi”, neologismo creato ad hoc per creare una nuova bolla nella quale le persone possano identificarsi, entrare e sentirsi accolte, comprese, come a casa tra le braccia della madre. Intanto non si comprende perché differenziare la morte di un uomo, con omicidio, con quella di una donna, con femminicidio. Mi sembra di tornare agli anni del ’68 del secolo scorso quando nacquero le “femministe”, un movimento finanziato dai magnati della finanza come i Rockefeller, per creare divisioni dentro quel nocciolo duro che è la famiglia, castello quasi inespugnabile e custode di Coscienze in erba chiamate “figli”, la cui libertà è pericolosa per la vita del Sistema stesso che si approvvigiona di Coscienze, fagocitandole.

…pochi anni fa Gloria Steinem, una delle figure di punta del movimento femminista americano, ha rivelato in una intervista che il movimento di liberazione della donna era segretamente finanziato dalla CIA

Fonte, che consiglio di approfondire: www.fiorigialli.it

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Roma, manifesto Provita censurato

In Italia ha avuto meno successo essendo questo Paese la patria della famiglia coesa, fino a pochi anni fa, almeno. Ma piano piano si stanno staccando le pietre fondanti…  Basta guardare la censura attuata sui manifesti apposti a Roma che denunciavano il commercio di bambini per darli in consegna come pacchi presso le famiglie omogenitoriali.

Ora, per allargare il punto di vista e chiarire cosa il titolo ci vuole far comprendere, dobbiamo valutare che noi siamo sempre come calamite. Attraiamo inevitabilmente il nostro simile, sia esso una persona oppure un evento. Esso incarna il nostro problema che dobbiamo risolvere. Come ci insegna la fisica quantistica, tutto è creato da noi stessi, tutto il mondo che consideriamo “reale” è una proiezione della nostra mente, ristretta dalla identificazione dai soli cinque sensi, limitati alla densa materia. Allargare la mente è superare la barriera che fa da filtro alla percezione della realtà, sempre più profonda mano a mano che raffiniamo ed intensifichiamo la vista percettiva.

Bene, valutando l’assioma orientale causa-effetto, proviamo a domandarci: “ma quella donna che ha subito violenza o è stata addirittura uccisa è stata obbligata da qualcun altro/altra ad incontrare il suo aguzzino?” Sarà per caso una questione di strette vedute, di mancanza di lungimiranza, di ragionamento intelligente da contrapporre ad uno stimolo emotivo che invece ci ha portato ad attirare la persona o l’evento in sintonia con ciò che emaniamo?

E non è forse farsi violenza l’accettare proni un evento senza ponderare vantaggi e svantaggi, senza porsi la domanda “farò bene?”, senza infine ascoltare quella flebile ma potente voce che da dentro urla “non farlo!” e decidere di pronunciare un “no”?

E perché, dalla parte del maschio, vi è una crescita di violenza verso la femmina? La femmina, colei che incarna la parte femminile insita in ogni essere umano che in tenera età chiamavamo madre? La risposta potrebbe essere il prodotto della confusione volutamente indotta nella parte sessuale, sulla educazione in quella parte così importante che è il motore per la creazione di altri esseri umani, veicoli contenitori di Coscienze. Il sesso inteso come “unione tra uomo e donna” il quale, se praticato correttamente, porta i due sessi a ricercare l’estrema unione estrema che porta il due a divenire UNO.

La filosofia Indù ce lo mostra in forma esplicita nella coppia Shiva e Shakti:

Shiva e Shakti.jpg

Per concludere, questo breve intervento non vuole passare come un’esternazione misogina ma piuttosto una riflessione sul nostro movente interno, più volte menzionato, che è colui che ci crea il destino che andiamo a vivere ogni momento. Passare per l’esterno per cambiare qualcosa è una strada assolutamente improduttiva perché sarebbe come cancellare un ombra senza usare la luce.

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