L’omicidio di un vegano

A cura di Andrea Pilati

Prendo spunto da un articolo interessante apparso oggi, sabato 7 luglio, sul quotidiano “La Verità” che parla di violenze verso macellai e venditori di carne in genere da parte di militanti della nuova religione “vegan”.

L’articolo intitola così:

La Verità - Vegani arroganti.png

A prescindere dal fatto che chi usa violenza pratica l’antitesi del rispetto, virtù che dovrebbe essere incarnata da chi del rifiuto alla carne ne ha fatto un credo. Così come vanno rispettati coloro che praticano altra religione anche chi sceglie di consumare un cibo piuttosto che un altro deve essere trattato con lo stesso atteggiamento.

Fare una scelta alimentare è prima di tutto una presa di coscienza, una esigenza salutistica prima e spirituale poi. Non può esistere un cambiamento esterno se non è frutto di un cambiamento interno; altrimenti diventa sterile pantomima e perbenismo di facciata; mentre dietro si è a tutti gli effetti mossi dalla intolleranza, manifestazione dell’Ira.

Basta prendere uno stralcio dell’articolo sopra citato per rendersi conto degli effetti di quanto affermato:

Da anni I propugnatori delle mode vegetariane e vegane, sostenute abbondantemente da una parte delle élite, demonizzano il cittadino comune che sarebbe inconsapevolmente un assassino se mangia un panino al salame…

Da qualche tempo però, le violenze ecologiste, che da sempre hanno segnato la storia dell’animalismo, hanno ripreso di gran carriera il loro corso. A partire da aprile, sia in Francia che in svizzera, si sono registrati molti casi di danneggiamenti a vetrine e insegne di quei negozi che dispiacciono ai militanti anti-specisti. Addirittura, la confederazione dei macellai francesi ha ufficialmente richiesto Al Ministro dell’Interno Gérard Collomb il sostegno del governo affinché cessino, il più rapidamente possibile, le violenze verbali, fisiche e morali contro i venditori e i produttori di carne.

Ma ora, oltre alle innocue e noiose campagne anti carne, si passa sempre più ai fatti. Così in Svizzera sono stati colpiti degli ultimi mesi tre Mc Donald, un venditore di pellicce, e perfino due venditori di kebab, il tutto tra Ginevra e Nyon. Vetri rotti, scritte minacciose, sangue (finito) per intimidire i venditori e trattarli da assassini, eccetera

Fonte: La Verità del 07 luglio 2018

Risulta chiaro che chiunque associ ad un assassinio il consumo di carne vede solo una parte del problema dato che qualsiasi ortaggio strappato o frutto raccolto decade a morte certa per essere consumato.

Ma allora quale potrebbe essere il movente che anima i militanti (termine corretto, che richiama le milizie) e li porta ad organizzare esposizioni e manifestazioni informative per pubblicizzare la crudeltà dell’uccisione e macellazione degli animali per il consumo umano? Cosa li spinge VERAMENTE a bloccare manifestazioni in modo evidente ed eclatante? Sarà in fondo per mettersi in mostra? Sarà vero sentimento quello provato verso un animale destinato a macellazione, oppure in fondo una spessa coperta per non vedere il vero assassino dentro ognuno d noi?

Ma perché non estendere il concetto di assassinio anche a chiunque faccia uso improprio della parola, dato che “ferisce più la lingua che la spada”?

E se vogliamo andare ancora più a fondo perché non andare a sondare cosa capita tra le lenzuola? Alla fine il concetto di rispetto va esteso a tutti gli esseri viventi, anche a quelli ancora a venire al mondo. Certo, qui occorre avere una visione più ampia e contemplare la vita in tutte le sue sfumature. Il singolo spermatozoo altro non è che una possibilità di sviluppo di un corpo umano e questo processo può solo avvenire nel momento in cui le due energie creatrici, materializzate in ovulo e spermatozoo, si uniscono. Ma per la fecondazione occorre UN SOLO spermatozoo… e gli altri centinaia di migliaia? Una volta eiaculato, sempre che l’eiaculazione sia avvenuta per la fecondazione, restano sul campo dell’amplesso tutti quei cadaveri; e si poteva evitare una simile strage.

Non sono forse degni anche loro del medesimo rispetto?

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