Charlie Hebdo, Parigi, Manchester…

Analisi molto esaustiva quella di Maurizio Blondet riguardo gli attentati e la loro funzione. Riportiamo qui uno stralcio ed invitiamo a leggere l’integrale sul suo sito.

È  interessante notare come dopo ogni attentato vengono fuori spontaneamente gli slogan ed i simboli…

Buona lettura…


In attesa di sapere il mandante del  mega-attentato di Manchester: se ci diranno che è stato  Assad, o il terrorismo “iraniano”, sarà in continuità narrativa con la linea dettata da Trump  a Ryad. Intanto però – giusto per ricordare che i  mandanti degli attentati islamici non sono mai tanto chiari –    proprio in questi giorni in Francia rigurgita il “segreto militare” (sécret défense) che il ministro dell’Interno di  Hollande oppose per impedire indagini sulla fornitura delle armi ai fratelli Kouachi (ritenuti i massacratori che Charlie Hebdo) e di Coulibaly (il negretto che si asserraglio dentro l’Hyper-Casher  di Parigi).

Proprio in quel negozio ebraico, a cose fatte ed ammazzato in diretta eurovisione  il “terrorista Coulibaly”  il 9 gennaio 2015,  furono trovate  quattro pistole  Tokarev e un fucile d’assalto. Come se l’era procurate  il terrorista islamico improvvisamente radicalizzato? Da una ditta di Charleroy che fa questo strano mestiere: compra partite di armi “demilitarizzate” in Slovacchia o paesi simili, attraverso vari giri e intermediari.…

Anzitutto i fratelli Kouachi, quelli che da freddi professionisti sterminano la redazione di Charlie Hebdo – e poi dimenticano  nell’auto   la carta d’identità di uno di loro. Fra  l’altro, abbandonano l’auto proprio davanti al “Patistory,  che è un ristorante-pasticceria kasher, che  è uno dei sette punti-vendita (7 in tutta la Francia) dei biglietti per un gala annuale che ha lo scopo di raccogliere fondi per l’armata israeliana, il glorioso Tsahal. Il gran ballo è organizzato dall’associazione Migdal, un’entità sionista che   per esempio ha donato «450 giubbotti antiproiettile, la consegna di oltre 20 mila pacchi d’amore per i soldati di Tsahal combattenti…». Insomma il luogo ideale dove eventuali kidonim (gli assassini professionali del Mossad) possono trovare assistenza e sparire”, dopo aver “dimenticato” la carta d’identià di un Kouachi  nell’auto.

Altro piccolo dettaglio: “La  catena israeliana i24News, Patrick di Drahi, miliardario franco-israeliano residente in Svizzera, è stata la prima a rivelare che gli autori dell’attentato avvenuto da poche ore erano due franco-algerini e si chiamavano Kouachi. Coincidenza, era anche il primo giorno che la i24News cominciava a trasmettere in Francia. Manifesti pubblicitari che lo annunciavano erano stati affissi la mattina stessa dell’attentato, il 7 gennaio. Uno scoop il primo giorno, che fortuna”…

E quando nella stessa giornata in cui i fratelli vengono braccati e in fuga, un   negretto di nome Amedy Coulibaly  si asserraglia nell’Hiper-casher di Parigi, attirando le telecamere di tutta Europa, ecco che si scopre una strana circostanza. “I padrone dell’Hyper Cacher aveva ceduto la sua ditta   giorni prima che Coulibaly vi facesse irruzione prendendo ostaggi gli avventori del negozio di Porte de Vincennes. Lo ha rivelato incidentalmente un giornale americano, il New York Post del 21 gennaio, perché è stato l’unico ad intervistare il proprietario: costui, di nome Michel Edmon Mimoun Emsalem, è infatti da poco cittadino statunitense. Ha trasferito tutta la famiglia a New York diversi mesi prima dell’attentato, per «metterla al sicuro dall’antisemitismo francese».

Gli ebrei   sono stati così tanto perseguitati, che hanno acquistato una sensibilità paranormale. Anche il Bataclàn  apparteneva alla famiglia ebraica Touitou – che colta da presentimento l’ha venduto poche settimane prima della strage: lo possedeva dal 1976. Lo ha venduto l’11 settembre, per trasferirsi in Sion. Il 13 novembre, la strage.  Occorre ricordare che il settimanale Charlie Hebdo, in fallimento, era stato acquistato dalla famiglia Rotschild? Sicché “un giornalaccio che vendeva a malapena qualche migliaio di copie, dopo l’attentato di colpo è passato a venderne 7 milioni. Un ottimo affare del tutto imprevisto”, scrivemmo allora.

Continua sul sito della fonte

manchester_twitter_Rita Katz
Rita Katz. Lei non poteva mancare; c’è l’ISIS di mezzo!
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