L’odiato Trump ed i dimostranti pagati da Soros

Vale la pena di leggere questa stesura dell’articolo a riguardo degli eventi che oltre oceano hanno infervorato masse, alcune pilotate dai media elle banche, altre invece che hanno scelto di ricavare informazioni da altre fonti, meno popolari ma più affidabili.

A seguire l’articolo tratto dal sito www.rischiocalcolato.it


 

Chiedo scusa, di quale organizzazione è prevista per oggi la manifestazione contro Donald Trump? Gli organismi monocellulari del Borneo o il fan club di Giorgio Mastrota? Qui non si capisce più nulla. Come ci mostra il video anche i satanisti hanno voluto dire la loro contro l’insediamento alla Casa Bianca del tycoon newyorchese.

Ora mancano solo Scientology e gli alcolisti anonimi, poi siamo al completo. Nani e ballerine, un classicissimo. A fare notizia, poi, è stata la grande manifestazione delle donne tenutasi a Washington DC e in altre città del mondo, una chiara presa di posizione contro il sessismo implicito nella figura del nuovo presidente e una rivendicazione di orgoglio e dignità della donna. Il tutto capitanato da Madonna, una che non solo in vita sua ha visto più cazzi che tramonti ma che, addirittura, prometteva pompini agli elettori democratici in caso di vittoria di Hillary Clinton. Se questa è la portavoce dell’orgoglio rosa, mi attendo che in futuro verrà invitato una ex detenuto per reati sessuali come testimonial.

 

Protesta femministe contro Trump.jpgMa tranquilli, il muro di ipocrisia e menzogne sta cominciando a cedere. Forse avendo fiutato l’aria (meglio non fare un frontale con il presidente, dopo tutto), è stato nientemeno che il New York Times a svelare chi stava dietro quelle proteste e lo ha fatto attraverso un’inchiesta di Asra Q. Nomani, musulmana, femminista e nota attivista dei movimenti liberali nell’Islam. Ecco la sua denuncia: “Attraverso le mie indagini, che ho pubblicato in un file su GoogleDocs, ho scoperto che Soros ha finanziato, o ha sostenuto in passato, almeno 56 associazioni partner della marcia, incluse quelle principali come Planned Parenthood, che si oppone alle politiche anti-abortiste di Trump, e il National Resource Defense Council, che si occupa invece di ambiente.

Protest a contro Trump.jpgAltri collegamenti tra Soros e le organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, includono associazioni politiche come MoveOn.org e il National Action Network . Altri beneficiari di Soros presenti alla manifestazione sono: American Civil Liberties Union, Center for Constitutional Rights, Amnesty International e Human Rights Watch. Le organizzazioni finora citate non sono intervenute per smentire il fatto”. Come al solito, spontaneismo. Abbiamo a che fare con gli utili idioti del potere, gente che – magari in buona fede – non vede che sta tirando l’acqua al mulino di chi ha governato il mondo da quaranta anni a questa parte, riducendolo così e che ora ha paura.

Altri collegamenti tra Soros e le organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, includono associazioni politiche come MoveOn.org e il National Action Network . Altri beneficiari di Soros presenti alla manifestazione sono: American Civil Liberties Union, Center for Constitutional Rights, Amnesty International e Human Rights Watch. Le organizzazioni finora citate non sono intervenute per smentire il fatto”. Come al solito, spontaneismo. Abbiamo a che fare con gli utili idioti del potere, gente che – magari in buona fede – non vede che sta tirando l’acqua al mulino di chi ha governato il mondo da quaranta anni a questa parte, riducendolo così e che ora ha paura.

Ha paura perché negli Usa come in Europa, i politici al potere avevano una certezza: il grado di narcotizzazione e passività dell’opinione pubblica erano totale, anche grazie ai media. Eravamo tanti Fantozzi che scrivono con il pensiero in cielo che il megapresidente è uno stronzo ma, una volta scoperti, tornano all’ovile, facendo ammenda e pagando il prezzo umiliante dell’asservimento pur di essere perdonati. Poi, di colpo, cambia tutto: il Brexit ha rotto gli argini dello status quo, ha dimostrato che l’impossibile non esiste, ha messo l’establishment di fronte al fatto compiuto dell’imponderabile che diviene realtà. Non so se Londra andrà avanti come promesso pochi giorni fa dal premier Theresa May, il cui attivismo – a partire dalla prossima visita a Donald Trump, ammiratore reo confesso di una Gran Bretagna fuori dall’Ue – non deve essere piaciuto a qualcuno di influente, visto che proprio oggi è saltato fuori uno scandalo relativo al sistema Trident che vedrebbe sul banco degli imputati proprio la leader conservatrice, da cui i laburisti vogliono spiegazioni al più presto.

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(JUSTIN TALLIS/AFP/Getty Images

Il manovratore ha paura ma è ancora in grado di muovere le sue pedine: tanto più che a giorni l’Alta Corte deciderà se il risultato del referendum debba passare al vaglio di Westminster per un voto parlamentare confermativo. Ma non basta, perché dopo lo schiaffo del Brexit, è arrivato il vero e proprio pugno in faccia della vittoria di Donald Trump, l’evento spartiacque sia per gli Usa che per il mondo intero. Il castello di carte è andato in frantumi, lo status quo di potere ha visto l’architrave neo-con sbandare vistosamente di fronte al nuovo che avanza, tanto da ingaggiare una guerra sotterranea furiosa e senza precedenti in seno al Deep State. Non sono bastate le accuse di sessismo, quelle di aiuto da parte del Cremlino, i dossier farsa sugli hacker russi e il presunto ricatto che Mosca potrebbe esercitare nei confronti del presidente a causa di certi giochini fatti in un albergo moscovita con alcune prostitute: tutto cancellato, tutto archiviato.

cnn-credibility
Peggio, tutto ignorato, perché se c’è una cosa di cui dobbiamo riconoscere il merito a Donald Trump è l’aver assestato un colpo mortale al sistema dell’informazione ufficiale, uscita totalmente screditata e con la reputazione a pezzi dalla campagna elettorale Usa. La gente non si beve più le bugie della CNN o le sparate del Washington Post: prima verifica da altre fonti, compara la narrativa e decide cosa sia vero e cosa falso. Si sono addirittura inventati una fattispecie editoriale ad hoc per sostenere le loro tesi, la post-verità sostanziata attraverso la diffusione di fake news: hanno armato la mano dei social network, hanno scomodato telegiornali e trasmissioni di approfondimento. Niente fare, la gente ha capito che le fake news, in realtà, molto spesso sono le versioni che la stampa cosiddetta autorevole offre dei fatti.

Establishment ha paura di questo Fantozzi nuovo e ribelle, un uomo normale che è stanco di scrivere la rabbia in cielo o di sopprimerla dentro di sé, facendosi marcire il fegato. La rabbia, giusta o sbagliata che sia, ha imparato a incanalarla nei processo supremo di creazione del patto democratico: le elezioni. Quindi, nasce la Brexit, nasce Trump alla Casa Bianca, nascono i timori per una Le Pen sempre in aumento nei sondaggi, nasce la quasi certezza della vittoria di Geert Wilders tra due mesi in Olanda. Nasce la consapevolezza che la Merkel potrebbe pagare un prezzo molto alto alle sue scelte in tema di immigrazione, con Sigmar Gabriel che da qualche tempo parla come un militante di Alternative fur Deutschland. A testimoniare la paura, ci ha pensato poi uno dei maggiori esponenti del ventennio che ha visto la globalizzazione e l’Ulivo mondiale (Clinton, Blair, Schroeder, Zapatero) creare i presupposti dello sfacelo attuale: Romano Prodi.

 

Lectio Magistralis di Romano Prodi alla Pontificia Università Angelicum
Il “prode” Romano

In un’intervista con “La Stampa”, ecco cosa dice l’ex presidente della Commissione UE: “Trump, ma anche il populismo europeo, interpretano il malessere della classe media, ma anche operaia. E’ un fenomeno chiarissimo: la Brexit vince nei sobborghi popolari e non a Londra; Trump nel Mid West, certo non a New York o in California. E il Movimento Cinque Stelle? Vince nelle borgate romane, non ai Parioli! Questo perché in questi anni si è salvata soltanto la parte medio-alta, mentre è aumentata la distanza tra ricchi e poveri.. Il recente rapporto Oxfam a un richiamo impressionante quando dice che otto Paperoni hanno lo stesso livello di ricchezza di 3 miliardi e mezzo di persone. Cosa aspettiamo a reagire? Aspettiamo la rivoluzione? Non è meglio cercare la giustizia prima che avvenga la rivoluzione?”. Ops, questa non è solo paura, rasentiamo il terrore.


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