America VS Russia

Tutte le forze in campo affinché il morente Dragone Nero possa sferrare gli ultimi colpi, ben assestati, alla sua maniera. Ossia usando le menzogne, i depistaggi, gli attentati programmati nei luoghi giusti al momento giusto (vedi resoconti da Natale a Capodanno tra Berlino, Zurigo, Ankara, Istanbul…). Negli Stati Uniti si sta avviando al finale il processo di transizione tra l’era Obama e quella Trump e nel frattempo tutti gli schieramenti sono in fase di fibrillazione per cercare di dirottare i loro intenti verso ciò che loro desiderano; continuare la contrapposizione con la Russia.

Donald Trump è sotto attacco per aver sollevato dall’incarico personaggi chiave votati a mantenere la cappa di terrore che avvolge il Pianeta, pronti ad usare qualsiasi pretesto pur di non perdere potere. Personaggi come Dick Cheney, ex vicepresidente sotto George Bush sostenitore e fomentatore della guerra in Irak che ha mietuto centinaia di migliaia di vittime, John Mc Caine, collaboratore insieme ad Hillary Clinton per la creazione dei gruppi ISIS, Al Nusra, Al Qaeda, Paul Wolfowitz, uno dei creatori del P.N.A.C. Project for the New American Century, uno dei  responsabili dell’attentato alle Torri Gemelle, sono in allerta per fare la parte di quel Dragone Nero ancora in vita.

A seguire uno stralcio dell’articolo esaustivo tratto dal sito di Maurizio Blondet


Fonte: www.maurizioblondet.it

 

Persino la Botteri dovrebbe essersene accorta: è in  corso una guerra civile negli Stati Uniti.   Una guerra non (ancora) dal basso, ma che  oppone i vertici. Una guerra pericolosissima. Anche per noi vassalli, ovviamente, perché deciderà se saremo in mano ad  un superpotere  totalmente criminale  o meno.

E’ la guerra civile  che oppone la Cia al presidente eletto Donald Trump. Ovviamente, nella frase qui sopra,  “la Cia”  è una semplificazione. Sta per i numerosi “servizi”  in attività clandestina che, dall’11 Settembre 2001, sono stati autorizzati (dall’amministrazione Bush jr.)  ad ogni genere di operazioni criminali, torture, assassini,  false flag, disinformazione, reclutamenti di terroristi islamici eccetera; e che negli 8  anni dell’Amministrazione Obama hanno acquisito una autonomia e un potere senza precedenti.

Il punto è che tale contropotere si sente abbastanza forte distruggere Donald Trump: altra semplificazione,  “Donald Trump” essendo la figura su cui settori “sani” dei servizi e dell’apparato militare hanno puntato per  neutralizzare quel contropotere,  da troppi anni deviante.

James Clapper, direttore della National Intelligence
James Clapper, direttore della National Intelligence

Il 5 gennaio, in udienza al Senato, James Clapper, ha confermato per l’ennesima volta che la Russia   coi suoi hacker ha influenzato le elezioni americane,  anche se “non possiamo valutare” come ha influito “sulle scelte fatte dall’elettorato”; e  ha ridefinito  la Russia “una minaccia esistenziale per l’America”, evidentemente contro la volontà politica espressa dal prossimo presidente.

Clapper, 75 anni, è  il capo (dimissionario) è il Direttore della National Intelligence  (DNI). Il suo Ufficio (ODNI) è l’’organo di collegamento fra i 17 “servizi”  Usa, civili e militari, esteri ed interni, e  la Casa Bianca:  in pratica è il mezzo con  cui i servizi “parlano”  con un’unica voce al presidente.

Clapper è anche quello che, nella veste di DNI, e  certo  per conto di  Obama,  ha sbattuto fuori dalla DIA (Defense Intelligence Agency) il generale Michael Flynn, che ha diretto  questi servizi militari fino al 2013, ostacolando le  losche manovre Cia  e del Dipatimento di Stato sottoHillary Clinton Clinton in Libia e Siria di armamento dell’IS.  Ed ora,   si ritrova Flynn come consigliere della sicurezza nazionale di Donald,  che gli ha affidato apertamente  il compito di ristrutturare la Cia e gli altri servizi. “Il team di Trump ritiene che il mondo dell’intelligence  è diventato troppo politicizzato”, ha confidato al Wall Street Journal  un anonimo che fa parte del team; “Tutti devono essere snelliti.   Il punto sarà la ristrutturazione delle agenzie e di come interagiscono”.

Flynn essendo del ramo, sa esattamente dove tagliare e come ristrutturare, e colpire dove fa più male. Rabbia e panico nella “community” sono palpabili. È ancor più impressionante   che essa  sfidi apertamente  il presidente che entrerà in carica fra pochi giorni. E’ una rivolta che, mi pare, non ha precedenti (salvo forse l’assassinio di Kennedy);  prima, almeno, l’intelligence fingeva lealtà; ora ha gettato la maschera.

L’insistenza con cui  accusano Mosca di aver di fatto aiutato la vittoria di Trump, senza fornirne indizi decisivi, ha lo scopo di far pendere sul neo-presidente un’accusa di tradimento? Intendono delegittimarlo al punto da arrivare alla sua sostituzione con vicepresidente Pence, molto più docile?  Forse  sperano di delegittimarlo quanto basta per renderli impossibili i cambiamenti maggiori in politica estera che Trump ha progettato: la fine del conflitto con la Russia e la sua associazione nella stabilizzazione del Medio Oriente, la riduzione del bellicismo NATO,  l’esportazione della democrazia…

E’ molto istruttivo vedere come il  Carnegie Endowment for  International Peace, storico think  tank dedito a tale missione, abbia appena lamentato, per voce del suo  vicepresidente Thomas Carothers, che “sotto Trump”   le “prospettive di diffusione della democrazia Usa”  sono “negative”:  citando espressamente il “brutale Duterte dittatore delle Filippine” e Orban dell’Ungheria: due paesi bisognosi di democrazia, che dovranno aspettare.

http://carnegieendowment.org/2017/01/05/prospects-for-u.s.-democracy-promotion-under-trump-pub-66588

La Commissione Difesa davanti alla quale Clapper  ha ripetuto le accuse dei  servizi contro Putin (di fatto contro Trump) è capeggiata da una vecchia conoscenza: il senatore dell’Arizona John McCain, quello che per anni ha canterellato Bomb Bomb Bomb Iran  sicuro di far piacere ai suoi amici neocon, quello che ha avuto le mani in pasta nella creazione del Califfato.  E adesso, prima ancora  che cominciasse l’udienza di Clapper, ha detto: “Ogni  americano deve essere allarmato dalle aggressioni  della Russia  alla nazione”.

McCain in Ucraina, di nuovo

McCain con Lindsey Graham
McCain con Lindsey Graham

McCain,  insieme al suo complice e subalterno di sempre senatore Lindsey Graham, hanno passato parte delle feste natalizie sapete dove? In Ucraina dell’Est, nella “zona di combattimento avanzato” di Shirokyn, dove   hanno arringato le milizie neo-nazi e i pochi “regolari” che fanno  provocazioni contro il Donbas separatista  (e dopo tale incoraggiamento hanno portato sul fronte artiglierie pesanti in spregio a Minsk 2) e criticando esplicitamente la politica di riavvicinamento a Mosca di The Donald.

Sono due senatori  repubblicani, che sicuramente Trump avrà contro  nel Congresso; come forse la maggioranza del Partito, che ha vinto le elezioni grazie a lui ma lo detesta e non lo riconosce come suo  organico  esponente: il Grand Old Party  (GOP)  è  il partito dei  complesso militare-industriale, di quella Boeing e Lockheed di cui Trump ha  denunciato i sovraccosti che  accollano alle finaze pubbliche coi loro aerei,  per non parlare dei neocon come Kagan (il marito della Nuland); dall’appeasement con Putin hanno solo da  perdere.

Ed hanno molti mezzi per fermare  il cambiamento,  in associazione come sono con  il contropotere che abbiamo chiamato, per semplificazione,  “la Cia”. Nel maggio scorso, il senatore Graham è giunto a “prevedere”   (ossia a minacciare) “un altro 11 Settembre”  se Trump veniva eletto presidente al posto di Ted Cruz. “C’è una guerra civile dentro il GOP”, disse allora.

http://edition.cnn.com/2016/05/01/politics/lindsey-graham-gop-civil-war/

In Senato, questi repubblicani voteranno  contro Trump: quanti saranno con loro e a fianco dei democratici, è da vedere.  La loro opposizione potrà non  limitarsi al voto contrario.  Il 4 dicembre scorso, il senatore democratico Chuck Schumer (ebreo, uomo di Wall Street), ha commentato in questo modo i propositi di Trump di riformare la Cia: “Lasciatemelo dire: se te la prendi con la Intelligence Communiy – loro  hanno sei modi da domenica per fartela pagare”.

E la giornalista  che lo intervista, Rachel Maddow, lesbica  militante  (onde si ritiene “progressista” )  e stella della MSNBC,   ridacchia con lui con un’aria di intesa.

http://www.zerohedge.com/news/2017-01-04/did-chuck-schumer-just-threaten-donald-trump

Il Wall Street Journal raccoglie le lamentele di  una fonte che dice: “E’ orribile. Nessun presidente ha mai tanto sfidato e diffamato così tanto la Cia, sperando di poterne uscire senza ostacoli”.

continua sul sito www.maurizioblondet.it 

Annunci

Un pensiero riguardo “America VS Russia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...