Fratellanza Bianca Universale

 

lunedì 26 settembre 2016

« La spiritualità non consiste nel disprezzare la materia, bensì nel scendere in essa, nel lavorare su di essa per vivificarla e organizzarla. E per “materia” si intende anche il corpo fisico. Se lo si trascura con il pretesto di consacrarsi alle nobili funzioni dell’intelletto, dell’anima e dello spirito, a poco a poco anche le sue funzioni si indeboliranno. Non si deve lasciare il corpo fisico nello stato di una casa abbandonata che finirà per servire da riparo ad animali e uccelli notturni. Anzi, il suo proprietario deve spesso occuparsi di pulirlo, di averne cura, di renderlo più agile, più vivo. Scendere nella materia con questa intenzione non è mai una caduta. E a questo proposito va fatta una distinzione tra “discesa” e “caduta”. “Scendere” nella materia è una cosa, altra cosa è “lasciarsi cadere”. Noi dobbiamo scendere nella materia per animarla, illuminarla, e per fare del nostro corpo la dimora del Dio vivente. »


mercoledì 28 settembre 2016

« A causa del suo grande potere di assorbimento, l’acqua, circolando sulla terra e nell’atmosfera, si carica di impurità. Tuttavia la natura ha previsto determinati processi per la sua purificazione. Tali processi sono di due tipi. Con il primo, l’acqua si infiltra nel terreno: lì, nell’oscurità, attraversa diversi strati, e al suo passaggio abbandona le sue impurità; a poco a poco ridiventa limpida e chiara, e un giorno scaturisce dalla terra come acqua di sorgente. Il secondo processo è quello dell’evaporazione: riscaldata dai raggi del sole, l’acqua si innalza nell’atmosfera e, diventando vapore, si purifica. Più tardi ricadrà sulla terra sotto forma di rugiada e di pioggia, e porterà la vita alla vegetazione e a tutte le creature.

Anche per gli esseri umani esistono due metodi di purificazione. Se essi conducono una vita spenta, prosaica, passionale, dovranno purificarsi sprofondando nel terreno dove saranno sottoposti a forti pressioni; ciò significa che passeranno attraverso varie prove e sofferenze. Gli spiritualisti, invece, scelgono coscientemente il secondo metodo: sanno che esponendosi ai raggi dello spirito diverranno leggeri, si innalzeranno e si impregneranno delle particelle più luminose che li purificheranno e li santificheranno. »


giovedì 29 settembre 2016

« Nell’Antico Testamento, Mikhaël è l’arcangelo che, a capo delle armate celesti, riporta tutte le vittorie; e nel Nuovo Testamento, nell’Apocalisse in particolare, è lui che alla fine dei tempi abbatterà il drago.

È detto anche che quando Mosè morì, il diavolo volle impadronirsi del suo corpo, e fu l’arcangelo Mikhaël che gli si oppose per strapparglielo. Numerosi dipinti e icone rappresentano l’arcangelo con una bilancia in mano, nell’atto di pesare, dopo la loro morte, le azioni degli umani: su un piatto si accumulano le buone azioni, sull’altro quelle cattive. Nel frattempo il diavolo è là, pronto a trascinare l’uomo nel suo regno infernale, ed è furioso, digrigna i denti, vedendo Mikhaël aggiungere sul piatto un’ultima buona azione che farà pendere la bilancia dalla parte del bene e della salvezza.

La festa di san Michele si situa nel segno della Bilancia, all’inizio dell’autunno. L’autunno è la stagione dei raccolti: si raccolgono i frutti, si gettano quelli guasti e si conservano quelli sani. Gesù diceva che gli uomini si riconoscono dai loro frutti. In un certo senso si può vedere in ogni raccolto una forma di giudizio. »


venerdì 30 settembre 2016

« L’essere umano è caratterizzato dal fatto di possedere una coscienza, e tuttavia egli è pienamente cosciente solo quando si risveglia alle nozioni di collettività, di universalità. Questa facoltà gli permette di entrare nell’anima e nel cuore degli altri, al punto che quando gli accade di farli soffrire, prova gli stessi dolori che infligge loro. Egli sente e comprende che tutto ciò che ha fatto agli altri, sia il bene sia il male, è a se stesso che lo ha fatto. In apparenza ogni essere sembra isolato, separato dagli altri, ma in realtà una parte di lui è legata alla collettività e vive in tutte le creature, in tutto il cosmo.

Se in voi questa coscienza collettiva è sveglia, nelle vostre relazioni con gli altri sentirete che i vostri pensieri, i vostri sentimenti, le vostre parole e le vostre azioni tornano a voi come un’eco. Sì, perché il vostro essere, estendendosi alle dimensioni dell’universo, è diventato un’entità collettiva. È a questo stato di coscienza che si può dare l’appellativo di “sentimento fraterno”.  »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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