FMI, rapporto interno sulla Grecia: “Ci siamo sbagliati” :^o

Fonte: www.maurizioblondet.it

Questa mattina sul Telegraph il “solito” Ambrose Evans-Pritchard se ne è uscito con un pezzo che da conto di un report interno all’FMI in cui viene ammessa l’assoluta incompetenza dell’organismo internazionale nella gestione della crisi greca. Lo scopo del report NON è quello di chiedere scusa ai Greci, lo scopo è quello di accusare gli stessi organismi dell’FMI che hanno deciso lo sperpero delle risorse del fondo stesso in una avventura fallimentare e che certamente si concluderà con un clamoroso haircut del debito greco, anche quello in mano all’FMI.

Andiamolo a vedere in sintesi, dal Telegraph:

…..The report by the IMF’s Independent Evaluation Office (IEO) goes above the head of the managing director, Christine Lagarde. It answers solely to the board of executive directors, and those from Asia and Latin America are clearly incensed at the way EU insiders used the Fund to rescue their own rich currency union and banking system.

The three main bail-outs for Greece, Portugal, and Ireland were unprecedented in scale and character. The trio were each allowed to borrow over 2,000 percent of their allocated quota – more than three times the normal limit – and accounted for 80pc of all lending by the Fund between 2011 and 2014.

Greece, Ireland, and Portugal accounted for 80pc of IMF lending for three years Credit: IMF

In an astonishing admission, the report said its own investigators were unable to obtain key records or penetrate the activities of secretive “ad-hoc task forces”. Mrs Lagarde herself is not accused of obstruction.

“Many documents were prepared outside the regular established channels; written documentation on some sensitive matters could not be located. The IEO in some instances has not been able to determine who made certain decisions or what information was available, nor has it been able to assess the relative roles of management and staff,” it said…

Il rapporto che accusa di incompetenza e di sudditanza agli interessi europei (soprattutto delle banche europee) è stato redatto da un organismo interno di controllo.

Di fatto il FMI ha usato i soldi messi in comune con tutti gli altri paesi senza fare una corretta valutazione del rapporto fra rischi e benefici, e allo stato attuale è difficile anche determinare chi avrebbe preso le decisioni.

Ma continuiamo, in pratica il rapporto dell’ufficio di valutazione dell’FMI mette in luce come gli aiuti alla grecia sono stati dati sulla base si assunzioni false (ma vah?) e non provate e soprattutto senza nessun piano di recupero se qualcosa fosse andata male, qualcosa come questa:

In nero il PIL Greco, negli altri colori i vari “assunti” sui quali l’FMI ha concesso denaro alla Grecia.

In particolare lo stesso FMI mette in luce come la problematica degli effetti di una stretta fiscale sui saldi della bilancia delle partite correnti è stata completamente sotto stimata, la Grecia ha continuato a perdere la residua competitività ed ora è materialmente nell’impossibilità di ripagare alcunché.

previsio-su-grecia
Le azzeccate previsioni della ripresa greca

Le conclusioni sono ovvie: l’FMI (e gli Stati Europei) non recupereranno che una frazione dei soldi prestati alla Grecia (sai che sorpresa).

Meno ovvie le conseguenze, io penso che la signora Lagarde avrà vita molto breve e dovrà dare conto del suo operato alle potenze Asiatiche e Americane di come ha speso i (loro) soldi del fondo.

Lo ripeto, l’FMI non si sta scusando con la Grecia, invece è in atto una legittima guerra interna per evitare altri sprechi del genere. Alla fine la Grecia otterrà il suo haircut e probabilmente otterà molto di più visto che ormai è chiaro che Atene nella zona Euro è ormai in un vicolo cieco.

http://www.telegraph.co.uk/business/2016/07/28/imf-admits-disastrous-love-affair-with-euro-apologises-for-the-i/


 

A seguire un altro report che riguarda invece quello che ha prodotto la cura dimagrante del Fondo Monetario della Lagarde sugli stipendi greci. Se gli stipendi possono essere un metro oggettivo dello stato di benessere di un individuo si evince da ciò il reale malessere del popolo ellenico. Fatevi forza ragazzi e reagite a questi aguzzini che vi rubano l’Anima! Usate l’intelligenza che fu dei vostri antenati, un tempo guidati da Dei, semiDei, eroi. Rendetegli onore e ritornate ad essere un popolo fiero e a diventare la culla della rinascita, per il riscatto delle nostre Coscienze.

Fonte: vocidallestero.it


Un nuovo articolo di keeptalkinggreece riporta la drammatica situazione dei lavoratori greci. La crisi economica e le ricette imposte dai “salvataggi” europei hanno ridotto i greci a lavorare per stipendi da fame, addirittura inferiori ai sussidi di disoccupazione. E la prospettiva in vista delle prossime trattative europee è quella di una revisione delle condizioni ulteriormente al ribasso. Impossibile dubitare, di fronte a queste cifre, del fatto che la Grecia non può sostenere il peso della moneta unica, e che i greci possono sperare di ritornare a migliorare le proprie condizioni di vita solo quando si saranno liberati da questo giogo che li opprime.

 22 luglio 2016

Il drastico calo dei profitti dovuto alla recessione, l’esplosione della disoccupazione e la preponderanza delle forme flessibili di occupazione viene riflessa in un documento preparato dal comitato di esperti del Ministero del Lavoro Greco.

Il documento contiene dati dettagliati riguardo la disuguaglianza salariale nel periodo 2010-2015 e rivela una nuova classe sociale di lavoratori: i nuovi poveri greci che guadagnano stipendi molto inferiori al sussidio di disoccupazione di 360 euro.

Secondo i dati del Ministero:

126.956 dipendenti hanno un salario lordo mensile di 100 euro

343.760 dipendenti hanno un salario lordo mensile tra i 100 e i 400 euro.

In pratica si tratta di lavoratori part-time o in rotazione con 2 o 3 giorni lavorativi a settimana o persino poche ore lavorative alla settimana.

Vale la pena ricordare che, secondo i dati del maggiore Fondo Greco di Sicurezza Sociale per Dipendenti (IKA), il salario medio per i lavoratori part time è tra i 400 e i 420 euro al mese.

Questi numeri dimostrano che il numero dei lavoratori–nuovi poveri che percepiscono stipendi inferiori a 510 euro lordi mensili è in totale di 432.033.

Grafico: salario lordo mensile per lavoratori del settore privato nel 2015

Colonna di sinistra: salario in euro; Colonna di destra numero totale di lavoratori

stipendi-grecia-figura-1

 

Nota: il salario minimo per i lavoratori a tempo pieno minori di 25 anni è di 510,94 euro lordi al mese. Il salario minimo per i maggiori di 25 anni è di 586 (*) euro lordi mensili (fonte: Naftemporiki)

Ulteriori dati del Ministero del Lavoro mostrano un aumento dei contratti part time o di lavoro flessibile.

Per esempio: nel periodo tra luglio 2013 e luglio 2016:

152.636 contratti a tempo pieno sono stati trasformati in contratti part time o di lavoro a rotazione.

Il rapporto indica che l’economia greca deve affrontare un serio problema di bassa competitività.

Tuttavia, al contrario del Fondo Monetario Internazionale che collega la “competitività” al “costo del lavoro”, il rapporto sottolinea che:

La mancanza di competitività è caratterizzata da “problemi strutturali” che sono legati principalmente alla specializzazione della divisione globale del lavoro in congiunzione con i metodi di organizzazione e amministrazione dell’economia greca, anziché al costo del lavoro.

“I dati suggeriscono che le difficoltà economiche hanno fatto da acceleratore all’espansione delle forme di part time, causando in particolare dopo il 2012 il drammatico aumento nel numero di lavoratori part time, ma anche un aumento della conversione dei contratti a tempo pieno in contratti part-time o di lavoro a rotazione”.

Le “Riforme del Lavoro” sono la nuova patata bollente tra il governo greco e i creditori, e le “negoziazioni” dovrebbero iniziare ufficialmente a settembre. Tra le varie richieste, i creditori vogliono abbassare il salario minimo, togliere tredicesime e quattordicesime, eliminare gli scatti di anzianità ogni 3 anni.

Le Riforme del Lavoro sono una condizione indispensabile per la seconda revisione del Programma Greco.

(*) Il costo per il datore di lavoro è di ulteriori 78 euro mensili a causa del contributo per la sicurezza sociale (13,33%)

– il salario è sceso a 3 euro all’ora.

Anche se i numeri qui sopra mostrano la dura realtà delle vite dei lavoratori, l’unico aspetto positivo è che si riferiscono al lavoro “ufficiale” che prevede la sicurezza sociale. Ciò significa che i lavoratori hanno quantomeno una qualche forma di assicurazione sanitaria. D’altro canto, questi lavoratori “flessibili” sottopagati non riescono esattamente a riempire i fondi per la sicurezza sociale, che ne avrebbe decisamente bisogno. Inoltre, tutti questi che lavorano per salari ridicoli, soffriranno una drammatica riduzione del reddito una volta che andranno in pensione.

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