Cronache di una regressione ipnotica

Una esperienza unica, sensazionale, decisamente forte. L’ipnosi regressiva è una tecnica che ci permette di risalire e rivivere traumi delle passate esistenze e, con ciò, andare a cambiare gli eventi per potere così porre le condizioni per risolvere il nodo energetico/emozionale che ci teneva legati.

Già nei precedenti post è stata menzionata l’opera di Thorwald Dethlefsen che applicò l’ipnosi regressiva con la stessa finalità e le stesse procedure.

Laura utilizza, di fatto, lo stesso approccio di indagine e la cosa mi è subito piaciuta. Ma non nascondo il mio timore nel dover affrontare un viaggio nell’ignoto ad incontrare passate esperienze dolorose. Però occorre dire che nel nostro subconscio albergano da vite e vite, che lo vogliamo o no e, prima o poi, affiorano come un palloncino dal fondo del mare. Non possiamo sfuggire loro, possiamo solo affrontarle perché le portiamo dentro e dentro dobbiamo andare se vogliamo risolvere i nostri blocchi, crescere, maturare. Un po come togliersi un dente dolorante: prima o poi va fatto.

Quella che segue è l’esperienza di Maura che ha avuto la cortesia di passarmi, e quindi ringrazio:

In un’assolata giornata di aprile arrivò a casa mia Laura . Chiedeva ospitalità in un luogo tranquillo dove scrivere il suo libro e rimettersi in forze dopo un periodo pesante di lavoro e studio. Non conoscevo Laura, ma mi era stata raccomandata da un amico e tanto mi bastava. Piccola, bionda con gli occhi azzurri era figlia della Grande Russia, nativa di Mosca, ma in Italia da circa 20 anni. Il suo italiano non era perfetto, ma abbastanza per farmi capire chi fosse e cosa facesse in Italia.

Laura era una musicista, psicologa ed ipnotista. Niente di meglio per stimolare la mia mente curiosa ed in perenne ricerca. Dopo essersi sistemata in casa, dopo pochi giorni mi chiese se volevo sottopormi ad ipnosi per chiedere al “mio inconscio” alcune spiegazioni sugli eventi della mia vita. Conoscevo già la regressione ipnotica che avevo sperimentato a Firenze in un centro di psicoanalisi. La cosa non mi aveva soddisfatto e quindi ero un po’ scettica in materia, ma accettai ugualmente perché la curiosità era superiore allo scetticismo.

Scegliemmo per la “prova” il giorno seguente. Un giorno piovoso, non adatto al nostro lavoro negli orti ,ma perfetto per stare al calduccio sotto le coperte e viaggiare con il mio inconscio nelle vite passate. Cosa avrei scoperto ? Formulai, con l’aiuto di Laura, la mia domanda e mi abbandonai alla musica di sottofondo ed alla voce cantilenante dell’ipnotista. Domanda: cosa blocca in questa mia vita il necessario afflusso di denaro?

Laura mi fece evocare un bel treno sul quale salire verso la meta, ma io continuavo a vedere una grande carrozza da pioniere americano, ma richiamata sul “treno” vedevo uno sbuffante e nero convoglio che viaggiava a grande velocità. Ero seduta su morbide poltrone di pelle rossa e mi sentivo risucchiare verso un’epoca a me sconosciuta in questa vita. Il treno finalmente si fermò e io discesi in una grotta buia senza apparente uscita. Tutt’intorno c’erano colori cupi che andavano dal rosso al nero e scarsa luce della quale non capivo la fonte. Laura mi sollecitava a descrivermi e io le descrivevo il mio corpo, ma la mia anima era assente. Il mio corpo era piccolo con grande testa, mani e piedi con dita lunghe ed affusolate, pelle grigio verde e soprattutto ero nuda ed apparentemente senza identificazione del sesso.

All’improvviso mi trovai fuori dalla grotta ma l’atmosfera non era per nulla cambiata : bagliori di fuoco e gente che scappava in preda al panico e si girava verso di me con il terrore negli occhi. Laura mi chiedeva cosa provassi in quel momento ed io rispondevo: nulla non provo alcuno sentimento, ma nello stesso momento osservavo il tutto fluttuando sopra questa massa di gente.

Librandomi nell’aria giunsi su una collina e lì era parcheggiata un’astronave a forma di cono. All’esterno c’erano due Esseri alti, magri con teste a punta e mani e piedi come le zampe delle formiche. I due Esseri, con fare gentile, distribuivano alla gente che accorreva entusiasta verso di loro, delle piccole scatole luminose. Laura mi chiedeva cosa fossero e cosa contenessero quelle piccole scatole ed io rispondevo : “sono un dono e contengono malattie “. Io osservavo e non provavo alcun sentimento ma, da lontano, alzando lo sguardo, scorsi una città e in quella direzione mi diressi. La città era bassa e le case in pietra erano collegate le une alle altre in forma di semicerchio. L’atmosfera intorno era più vitale e un po’ più luminosa. C’era gente per le strade, piccole creature con corti mantelli azzurri. Anche questi Esseri mi chiamavano, ma senza avere il terrore negli occhi che invece sembravano manifestare “speranza”, ma in chi e in che cosa? Rivolsi il mio sguardo ad un alto portale che incorniciava una porta aperta che io varcai senza esitare. All’interno c’era un braciere acceso e, vicino, in attesa, una maestosa figura con un lungo mantello azzurro. L’Essere mi chiamò e mi abbracciò e percepii che voleva trasmettere qualche cosa al mio piccolo essere. Non provavo alcuna emozione ma sentivo che qualche cosa stava per accadere. Improvvisamente iniziai a crescere, a crescere così alto e possente che sembravo il Colosso di Rodi. In testa avevo un’alta corona come quella dei re Assiri e sulle spalle un lungo mantello azzurro. Uscii all’aperto con il mio Maestro/Sacerdote e la folla ci venne incontro. Mi chiedevano qualche cosa,ma io non capivo e il mio spirito era ancora parzialmente chiuso verso alcun sentimento ;ma riuscivo a capire con la mente razionale la loro richiesta :Protezione. Ma quale protezione potevo offrire loro se  ero Un Essere ancora incompleto ? La folla era amichevole nei miei confronti e mi stringeva in un caldo abbraccio. Io volsi lo sguardo verso la Maestosa figura…..non capivo ancora ma qualche cosa in me si stava scaldando. Mi allontanai con il mio popolo del Pianeta Ares di miliardi di anni fa.

Come nota aggiuntiva…è evidente che la mia iniziale domanda non è stata soddisfatta perché la mia anima era più interessata a conoscersi.  Il viaggio dentro di Lei non è terminato ,ma è interessante che in questa regressione è emersa la sua  natura antica di Sacerdotessa purtroppo decaduta. “Purtroppo” per le molte sofferenze che ha dovuto conoscere per realizzare la propria missione, di caduta in caduta ,ma con fede salda nel ritorno alla originale natura accanto al Creatore.

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