Le preoccupazioni di un Nobel per la pace e i prossimi scenari

Leggo sul sito di Repubblica.it il seguente articolo:

Obama, presenza militare aggressiva di Mosca sul Baltico. Il Presidente degli Stati Uniti torna a parlare di Russia e avverte che sta aumentando la sua presenza militare intorno ai confini dei Paesi del nord Europa: “Siamo uniti nelle nostre preoccupazioni”… dice all’incontro con i capi di Stato dei Paesi del nord Europa.

Ma, nel frattempo le forze militari russe avvertono un anomalo rafforzamento delle forze NATO ai margini dei loro confini; ma allora chi è che minaccia chi?

Questa continua corsa a cercare un aggressore, un dittatore da rovesciare, uno Stato da salvare… Tipico di un Nobel per la pace, di colore per giunta. Il top!

Sarà proprio questo suo buon cuore a muoverlo? Gandhi ha scacciato gli inglesi a colpi di diplomazia e di gesti eclatanti, portando le genti a prendere esempio, senza armi. Questa è VERA FORZA, l’opposto dell’arroganza.

image-adapt-990-high-boko20haram20nigerias20menace_960x600201-1447691296399Intanto si prepara un altro scenario dove l’opinione pubblica dovrà rivolgere l’attenzione, sempre pronta a guardare il dito e a non vedere la luna. Ci ricordiamo di Boko Haram? Ma sì, quel simpatico bonaccione sempre pronto a lanciare bimbi imbottiti di tritolo dentro ai supermercati e a farli esplodere per vedere l’effetto che fa… Eccolo tornato sulle cronache dei giornali, nientepopòdimeno che alleato con l’ISIS. “Alleanza sempre più allarmante” dice l’articolo.

Ed i seguaci dei media a tormentarsi… o almeno credo. Ma spero di no.

E poi le borse; è notizia di oggi che i listini Japan Financial Marketsborsistici stanno registrando fluttuazioni negative negli investimenti in borsa. Ma che strano, proprio in questi tempi hanno varato il bail-in dove…

  • il default della banca provocherà la perdita integrale dei soldi investiti in azioni della stessa, in obbligazioni subordinate e – forse -anche quelle senior. (fonte: http://www.segretibancari.com)

Inoltre…

  • …In pratica, perciò, sarebbe coperto solo il caso di fallimento di una banca di piccole dimensioni, ma se il crac riguardasse un istituto italiano di medio-grandi dimensioni, il Fondo non avrebbe più soldi per tutelare tutti coloro che ne avrebbero diritto per legge. (leggi l’articolo integrale QUI)

Ma i registi, che hanno previsto tutto, avevano deciso molto prima, che i soldi delle azioni andavano fatti muovere. Per quale fine lo scopriremo nei prossimi mesi, se non settimane.

Come si risolverebbe tutto questo? Semplice e indolore: stampando i nostri soldi in ambito locale. Sicuri, sempre pronti a coprire il fabbisogno di scambio merci locali, esenti da costi e da proprietà privata quindi scevri da interessi. Soldi emessi, tutelati e controllati dal Comune che null’altro ha come interesse se non quello di gestire meglio le risorse del territorio a vantaggio dei cittadini.

 

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