Energie pulite

…sporcate dalle tasse!

Salta all’occhio e stride l’articolo apparso su Repubblica dove l’Agenzia delle entrate ha deciso di tassare i pannelli fotovoltaici e di de-tassare gli impianti di raffinazione petrolifera ecc.

Posto che il fotovoltaico, come tutto ciò che usiamo, è una tecnologia ormai obsoleta che ci permettono di usare solo come scarto di tecnologie molto più avanzate, è interessante come si sia svolto l’iter di marketing; prima incentivi, sia sui finanziamenti sia sulla energia prodotta, ora, dopo tutto l’installato, una bella tassa ed una progressiva deincentivazione sulla energia venduta. Chissà perché? Già, a pensare male si fa peccato, non dimentichiamolo…


 

ROMA – La parola d’ordine, su cui tutti apparentemente concordano, è fare spazio alle fonti rinnovabili su scala medio-piccola, quelle che si integrano meglio nel paesaggio e nel tessuto urbano. L’Agenzia delle entrate si muove però in direzione opposta e mette nel mirino proprio il fotovoltaico che ha sposato l’architettura, quello che si inserisce sui tetti senza farsi notare, che aiuta gli edifici a difendersi dal cambiamento climatico senza sparare gas serra in cielo e calore in strada come fanno gli impianti di condizionamento tradizionali.

La nuova circolare n 2/E dell’Agenzia delle entrate recita: “Non sono più oggetto di stima le caldaie, le camere di combustione, le turbine, le pompe, i generatori di vapore a recupero, gli alternatori, i condensatori, i compressori, le valvole, i silenziatori e i sistemi di regolazione dei fluidi in genere, i trasformatori e gli impianti di sezionamento, i catalizzatori e i captatori di polveri, gli aerogeneratori (rotori e navicelle), gli inverter e i pannelli fotovoltaici, ad eccezione, come detto, di quelli integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni”. Mentre invece restano inclusi nella stima catastale i pannelli fotovoltaici “che costituiscono struttura di copertura o di chiusura verticale delle costruzioni, come quelli integrati architettonicamente” (ma i piccoli impianti domestici rimangono esclusi dall’Imu). 

Insomma dalla stima catastale escono alcune tipologie di impianti e questa circolare precisa che tra quelli esentati figurano anche, nelle raffinerie, “i forni di preriscaldamento, le torri di raffinazione atmosferica o sotto vuoto, gli impianti destinati ai processi di conversione (cracking) o di miglioramento della qualità dei prodotti della raffinazione”.

L’articolo continua QUI

Se poi non basta e si vuole approfondire consiglio l’articolo seguente estrapolato da stopdevastazioni.wordpress. com


54 INCENERITORI PER DECRETO DIVENTANO DI INTERESSE STRATEGICO…PER GLI AFFARI DI POCHI

Inviato da ⋅ 25 gennaio 2016

Un impianto di compostaggio, che trasforma la parte umida del rifiuto in terriccio, per il Governo NON E’ strategico.

Un inceneritore, che trasforma rifiuti potenzialmente riciclabili in ceneri pericolose e gas emessi in atmosfera con sostanze quali polveri, anidride carbonica, idrocarburi policiclici aromatici e molto altro, per il Governo E’ un impianto strategico di interesse nazionale.

L’economia del riciclo contro l’economia dell’inquinamento.

L’Art.35 del famigerato Decreto Sblocca Italia (http://www.altalex.com/documents/leggi/2014/11/14/sblocca-italia-il-testo-coordinato-del-decreto-legge-in-gazzetta) ha sancito che gli impianti di incerimento, sia quelli esistenti, sia quelli autorizzati che devono essere ancora costruiti sia, infine, quelli che devono essere ancora progettati, saranno d’ora in poi classificati quali opere di interesse strategico nazionale.

L’articolo continua QUI

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