E voi, insegnanti allo specchio, cosa scegliete?

“Sotto una tirannia anche la scuola è serva obbediente di chi comanda”

Oriana Fallaci, conferenza del 1976

A cura di Giuliano C.

Riceviamo una lettera aperta di una madre indirzzata a tutti gli insegnanti e i presidi che hanno scelto di insegnare ed educare, ai quali chiediamo: oggi cosa scegliete?

Gent.mi Dirigenti e insegnanti tutti, 

prendete questa mia non come un atto di accusa o rimostranza nei vostri confronti, ma come lo sfogo di una madre e al contempo, se qualcuno fra voi crede sia necessario e possibile fare qualcosa per fermare questo strazio di scuola, una messa a disposizione, un dirvi “Io ci sono perché così non può andare avanti”.

Ho cresciuto i miei figli nel rispetto delle regole e dell’autorità, ho spiegato loro che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e che bisogna assumersi la responsabilità dei propri atti.

Ingenuamente loro ci hanno creduto, ma ora si stanno scontrando con un mondo in cui non trovano più uno spazio, in cui le regole non valgono per tutti, le autorità approfittano del loro potere, non tutte le brutte azioni vengono punite e vivono nel paese dello scaricabarile, dove nessuno si assume le proprie responsabilità.

I ragazzi sono tutti diversi fra loro, ognuno si porta dietro un mondo fatto di sogni, gioie, dolori, esperienze, amicizie, amore, paure... Di loro sapete poco o niente, ormai quasi sempre visti attraverso uno schermo o dietro una mascherina e di questo passo mai arriverete a conoscerli, ed il peggio è che la loro percezione è che molti di voi non abbiano il minimo interesse a farlo. Da parte mia cerco di spiegare che nemmeno per voi è facile, chiedo di provare a mettersi nei vostri panni, ma quanti di voi lo stanno facendo nei loro confronti? 

Questo nuovo stop per due settimane, che si trovano pericolosamente a ridosso delle vacanze di Pasqua, che saranno poi ormai estremamente vicine al mese di maggio, mi riporta allo scenario dell’anno scorso, un tremendo déjà-vu.

Il nuovo ministro dell’istruzione (minuscolo per totale mancanza di rispetto) pare invece lieto di questa grande “opportunità” data dalla dad, di notte credo si sogni istituti vuoti che non necessitano più di manutenzione, spese per illuminazione, riscaldamento e personale delle pulizie, e conseguentemente migliaia di ragazzi contenti davanti ai loro computer (e fra qualche anno meno insegnanti da stipendiare, tanto online fare lezione a 20 o 100 cosa cambia? E le verifiche… magari a risposta multipla su un modulo Google che si autocorregge e si auto valuta?).

La frase di apertura di questo mio sfogo è un po’ forte e ovviamente la grande Oriana l’aveva scritta in riferimento alle tirannie che ben conosceva, quelle palesi dei Paesi dell’America del Sud e del Medio Oriente, ma proprio perché palesi più facili da riconoscere e combattere rispetto alla falsa democrazia in cui viviamo oggi, ma quando l’ho letta mi ha colpita, calza perfettamente come descrizione della situazione attuale.

Io credo nella Democrazia vera, e soffro nel non trovarla più.

Fuori da casa mia non c’è un patetico e sbiadito arcobaleno con la scritta “Andrà tutto bene”, ma c’è il tricolore e sul tavolino all’ingresso una copia della Costituzione.

I nostri nonni, “i ragazzi del ’99”, sono stati sbattuti al fronte con scarpe di cartone per difendere l’Italia dall’invasione straniera, i nostri figli, “i millennial”, non li facciamo uscire di casa per paura di quello che per loro è un banale raffreddore e per difendere l’Italia da un virus? Questa è l’evoluzione della specie nell’ultimo secolo? Questo è amore per la Patria, così ripaghiamo i nostri morti delle Guerre Mondiali (quasi un milione solo fra i militari, senza tener conto dei civili)?

I numeri parlano chiaro, i dati dell’I.S.S. continuano a riportare un tasso di letalità nella fascia fino ai 19 anni pari allo 0% quindi di cosa stiamo parlando?

Voi agite in base a dpcm di dubbia validità, che trovano spazio al di sotto dell’ultimo gradino nella gerarchia delle fonti del diritto italiano, talmente ingarbugliati e ambigui che sono sempre accompagnati o seguiti da pareri tecnici (pareri= valore legale 0) e circolari (completamente estranee alla gerarchia delle fonti) che vanno a loro volta interpretati rileggendoli almeno tre volte per capirne il senso, scritti in barba della Costituzione e infine (mi riferisco al primo del governo Draghi) in totale inosservanza di ben due sentenze T.A.R. del mese scorso.

E a farne le spese sono i nostri figli.

I ragazzi non sono contenti, le lezioni online sono alienanti, i collegamenti non sono sempre facili, le mattinate a volte sono eterne, i risultati stentano ad arrivare e la voglia va scemando.

Si sentono continuamente moniti da parte di eminenti studiosi che mettono in guardia sui rischi per i ragazzi, si sta registrando un aumento di suicidi e atti di autolesionismo, addirittura al Bambin Gesù di Roma riscontrano un anomalo numero di pubertà precoci. 

E poi diciamocelo: l’ambiente familiare non per tutti è un nido di attenzioni e amore, per qualcuno è una prigione dalla quale non si vede l’ora di evadere fosse anche solo per andare a scuola, dato che a oggi anche parchi e parchetti sono off limits.

Il mio sogno è molto distante dal quello del sig. Bianchi, io sogno insegnanti e studenti uniti a chiedere rispetto per la scuola, o meglio Scuola, con la lettera maiuscola, intesa come luogo di incontro e scontro con coetanei e adulti, luogo di formazione che viene anche e soprattutto dagli scambi, dall’ascolto reciproco, dall’osservazione, dalla condivisione di un ambiente comune.

Riversare parole attraverso un microfono non è Scuola, pretendere attenzione dopo due o tre ore di ascolto passivo non è Scuola, aspettarsi risultati da chi magari già faticava in presenza addossandogli la colpa di non impegnarsi non è Scuola.

Quindi voi da che parte state? Dalla parte di quelli che aspettano lo stipendio a fine mese, che stanno bene nascosti dietro un monitor o una mascherina, che rifuggono dal contatto perché c’è un virus assassino, che salta, vola, si intrufola nelle vostre vite impedendovi di viverle?

O state dalla mia parte e quella dei miei figli, che vogliamo una vita da vivere, che siamo disposti ad accettare il rischio, così come facciamo ogni giorno scendendo le scale o salendo in macchina, o stando sotto al cornicione scrostato di un edificio scolastico non ristrutturato perché i fondi sono andati nell’acquisto di banchi a rotelle (la maggior parte inutilizzati), disinfettanti (antibatterici a base alcolica contro il diffondersi di un virus? Ridicolo), mascherine di dubbia utilità, dubbia qualità, dubbia provenienza, dubbia certificazione ma danno certo, sia fisico che psicologico.

Ripeto, per favore ditemi: voi da che parte state?

Perché non abbiamo più tempo se vogliamo aiutare i nostri ragazzi.
Appello alle sitituzioni di una giovane studentessa

Roma 10 febbraio 2021- La dottoressa Solange Hutter ha scelto. La nota Preside che si è dimessa dal pubblico impiego come segno estremo di non accondiscendenza alle iniziative del Governo in ambito scolastico, è stata intervistata da Playmastermovie all’uscita della presentazione del progetto “Scuola per la Costituzione

Immagine di copertina: autoritratto allo specchio di Escher

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