Un motivo per essere felici

A cura di Giuliano C.,

Cito dal blog A(not)normal Mom,

E’ un periodo particolarmente tetro, triste, per quanto nasconda anche alcuni aspetti interessanti e curiosi. Viviamo in una sorta di sovrastruttura sociale che tende a nasconderci la bellezza delle cose attorno e dentro di noi. Ma poi accade, quasi per miracolo, che qualcosa o qualcuno vibra dentro di noi. E proprio lì in quel momento, in quel punto, viene stimolato il senso di meraviglia, di felicità.
Ho visionato un video che mio figlio ha girato a se stesso, con l’ausilio del treppiede. Non credo che intendesse girarlo per me e suo padre, semplicemente vuotando la memoria lo abbiamo trovato. 




Ed ecco, quel momento di bagliore si è presentato: mio figlio, davanti alla telecamera, nel piccolo dei suoi (quasi) nove anni, che proclama il suo inno personale alla felicità, raccontando delle piccole cose che vive in questo momento, dichiarandosi fortunato e chiedendosi se lo sarà ancora in futuro. 
Sono uscita, in quel momento, come un cammino a piedi nudi nel bosco, alla vista di quella meravigliosa bellezza della vita che va avanti, della felicità che esiste, nonostante tutto.
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La felicità dipende da persona a persona e si può raggiunge in modi diversi. In questo periodo stiamo dando, nostro malgrado, troppa importanza alle emozioni negative indotte da una martellante campagna di terrorismo mediatico, ma questo non vuol dire che dobbiamo fingere di provare gioia a dispetto di tutto.
Tutti noi incontriamo delle avversità, durante la vita, ed è naturale provare sentimenti di rabbia, ansia, frustrazione e altre emozioni negative. Pensare che certe emozioni non esistano significherebbe negare una parte della condizione umana (qui si che aremmo negazionisti sul serio) senza la quale non potremmo aspirare e assaporare quei momenti di felicità che tanto ci avvicinano all’UNO.

Per cui, citando Tolle, per essere felici “diamo più importanza all’essere consapevoli del momento presente” e non lasciamoci irretire nella trappola dei pensieri negativi ricorrenti.

Vi viene richiesta una sola cosa, solo una, non siate cibo.
È l’unica cosa che dovete fare, è così semplice, non siate cibo.

Jodorowsky

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