Un Referendum Costituzionale senza quorum

A cura di Giuliano C.,

Si premette che si voterà per modificare la Costituzione durante uno “stato d’emergenza” che prevede distanziamenti, divieti di assembramento che limiteranno pubblici dibattiti sulle questioni del referendum, e probabili scaglionamenti alle urne con prevedibili disagi che scoraggeranno immancabilmente una parte della popolazione dall’andare a votare ma non importa perché lo Stato ha garantito che comunque vada il referendum sarà un successo perché NON E’ RICHIESTO IL QUORUM anche se si tratta della nostra Carta Costituzionale che per alcuni è solo una carta sporca.

2016 – se avessimo votato SI…
(Nota: il video è caricato come Referendum2020 ma lo youtuber forse non lo sapeva, resta tuttavia interessante ricordare come ci presentavano il referendum 4 anni fa)

A quanto pare a leggere quanto riportato nella scheda referendaria bisognerebbe votare SI senza ombra di dubbio! E questo è rispecchiato anche da diversi sondaggi (sbandierati dai soli noti) che danno sostanzialmente il SI dal 60% al 70% almeno, sempre che questi “sondaggi” siano il più verosimili possibile. E si dovrebbe votare SI per liberarsi di una parte di parassiti politici che sono peggio delle piattole attaccate alla carcassa incancrenita del nostro bel paese.
Questo leitmotiv sembra lo stesso del 2016 vediamo infatti, nel video a lato, come presentavano il referendum allora e cosa sarebbe accaduto se avessimo votato SI (da notare che la nomina dei 5 senatori a vita è rimasta):

A tal riguardo così riportava la rivista Nexus:

“Manca ormai poco al referendum con cui i cittadini italiani decideranno se confermare o meno la Riforma della Costituzione voluta dal governo Renzi, ma sembra che in alcuni libri di testo per la scuola pubblica già si sia data per scontata una vittoria del Sì.” [fonte]

E il buon Di Maio smontava così le ragioni del SI quattro anni fa:

Si ascolti bene al minuto 1:11

A risentire queste parole sembra dinuovo incredibile dover prendere atto del totale cambiamento di rotta del Movimento 5 Stelle di oggi.
Ascoltiamo un sintetico quanto lapidario raffronto delle dichiarazioni di DI Maio e Toninelli dal 2016 ad oggi:

Si veda al minuto 23’58” – rimando alle dichiarazioni di Di Maio e Toninelli

Il discorso dunque non è votare SI per liberarsi oggi dei politici incompetenti e parassiti ma votare NO per difendere i nostri diritti di esercire la democrazia domani.
Ma si sa che il popolo ragiona con la pancia e vuole tutto e subito con i tempi di app e smarthphone per cui di cosa ci si può meravigliare se la comunicazione dei principali media è questa:

Ma se avete qualche dubbio potete sempre fare il referendometro! Purtroppo non è un gioco, confondi et impera, ricordate?

Infatti anche se Prodi si dichiara per il NO su Repubblica leggiamo altrettanto bene le sue dichiarazioni: “Resta quindi difficile convincerci del fatto che la diminuzione del numero dei parlamentari sia il primo passo per portare i problemi del territorio al Parlamento e dal Parlamento al Governo“. [fonte]

Persone come Prodi sanno bene come usare le parole, i problemi del territorio al Governo. Come se oggi fosse una cosa impossibile da praticare. Ricordo che anche Nilde Iotti propugnava nel 83′ la riduzione dei parlamentari ma quelli erano altri tempi e queste faccende le potevamo ancora gestire “in casa” se così si può dire. Adesso che il “nemico” (i poteri sovranazionali, nda) ha ben oltrepassato le porte di casa, riformare la Costituzione è ben altra questione rispetto a 35 anni fa.

Ricordiamo che:

“Nel gennaio del 1929, per incrementare il potere del proprio Governo, diminuendo ulteriormente quello del Parlamento, Mussolini ridusse il numero dei deputati a soli 400?
Forse è una coincidenza, ma è il numero cui si vuole ridurli oggi.
Qualcuno ha poi detto che nel 1939, dopo solo dieci anni, Mussolini abolì la Camera dei deputati sostituendola con una Camera dei fasci e delle corporazioni?
Forse sarebbe il caso di aggiungere che Umberto Terracini, che aveva passato undici anni nelle carceri fasciste, il 18 settembre 1946 diceva alla Costituente: “Quando si vuole diminuire l’importanza di un organo rappresentativo s’incomincia sempre col limitarne il numero dei componenti, oltre che le funzioni“. ”

[fonte]

Non possiamo permettere che una gruppo ristretto di persone dalla dubbia moralità, eticità e fedeltà al popolo italiano possa modificare la Costituzione a piacimento così come programmava Licio Gelli che voleva a tutti i costi il taglio dei parlamentari, per poi nominare task force governative che non rispondono minimamente agli elettori. Gli effetti di una tale riforma li stiamo vivendo oggi sulla nostra pelle e se ancora non abbiamo capito i nostri figli ne pagheranno l’amaro prezzo.
Ecco perché ritengo, secondo la mia modestissima visione, che bisogna votare NO e anche in massa per il No.

Approfondimenti:

Travaglio… per il SI da Floris
Byoblu: Da una parte i sostenitori del SÌ puntano su argomenti quali risparmio, efficienza e allineamento del numero dei parlamentari ad altri Paesi dell’Unione europea. Dall’altra parte i sostenitori del NO affermano che la riforma porterebbe ad una minore rappresentanza per i cittadini senza avere un vero risparmio e creando uno squilibrio tra il numero dei rappresentanti previsti nelle diverse regioni.
Matteo Gracis (giornalista indipendente): Domani e lunedì si vota per decidere il taglio dei parlamentari. Inizialmente ero a favore del si… poi mi sono informato e ho ragionato un po’. Queste le mie considerazioni a riguardo. Buona visione e buon voto.

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