Scuola e sistema libertario

A cura di Giuliano C.,

Vorrei iniziare con il contributo di un nostro lettore, ormai giuntoci quasi un anno e mezzo fa:

Libertà

Pensavamo di essere liberi. Abbiamo vissuto una vita convinti di aver raggiunto un buon grado di libertà. Poi improvvisamente è accaduto che una mattina ci siamo svegliati con la sensazione che qualcosa non tornasse, un chiodo fisso che ci ha portati ad indagare. Un cammino di ricerca, giorno dopo giorno, anno dopo anno, cadendo e rialzandosi nel tentativo di fare chiarezza, anzitutto nel nostro animo, ma anche in rapporto a tutto ciò che è là fuori, esterno al nostro confine corporeo: il corso degli eventi, il dominio che stiamo sperimentando e rappresentando, come attori, forse, ma anche sceneggiatori se lo vogliamo.
Una indagine che non ha fine, poiché corrisponde all’indagine di una vita, e appare fuori dal tempo-spazio.
Lungo il cammino una nuova visione iniziava ad emergere, ossia che la nostra condizione di schiavitù rispetto al “sistema” potesse dipendere da noi stessi, poiché non vi sarebbe alcun sistema se non fossimo noi, ognuno, ad alimentarlo e validarlo, fornendogli nutrimento di energia vitale. Quel giorno, per un istante, abbiamo potuto vedere l’interezza del campo psichico, permettendoci di comprendere che la materia dei corpi fisici non si muove da sé, per sola collisione o interazione di elementi locali, mentre la mente stessa non è confinata all’interno del corpo bio-fisico.
Pensavamo di aver indagato a sufficienza e di essere ormai prossimi alla meta, per poi scoprire invece che il cammino verso la libertà era appena iniziato; la vera ricerca, quella più autentica e in profondità, stava iniziando a manifestarsi, e in tutto ciò vi era energia e comprensione.

Gianluca {gri}
December 05, 2018

Chissà perché ma questo contenuto mi risuona all’unisono ancora oggi.
Vi è mai capitato di pensare a come sarebbe il mondo senza le borse, i famosi mercati finanziari? Sarebbe auspicabile, possibile?
Cosa servirebbe fare per intraprendere questa strada? Dove cominciare quest’opera di costruzione sociale, per rimodellare il sistema…

La Scuola

Vi siete mai interrogati su cosa veramente rappresenti la scuola per un sistema paese? Sociale? La scuola è uno dei pilastri fondamentali su cui si costruisce la società del futuro, il mondo di domani! Perché i nostri figli saranno coloro che plasmeranno il futuro in base a ciò che avranno appreso oggi attraverso, certo noi genitori, ma soprattutto attraverso il mondo scolastico che è specchio della realtà in cui viviamo oggi.

Non avrei mai pensato che un giorno mi sarei ritrovato a scrivere certe parole, immaginandomi nel parlare ad una platea di presidi ed insegnanti, ma fiducioso e consapevole che il pensiero crea spero che ciò possa portare a qualche riflessione che scuoti le coscienze nel profondo.


Carissimi presidi,
gentili insegnati,

sono un genitore di un vostro alunno e vorrei porre alla vostra attenzione alcune considerazioni.

Sono consapevole che nessuna delle recenti dichiarazioni espresse dal Ministero dell’Istruzione, rilasciate in base alle indicazioni ricevute dalla task force o comitato tecnico scientifico che dir si voglia, possano venire interpretate a discrezione di un dirigente né tantomeno del corpo insegnanti, non volgio disquisire sull’opportunità o meno delle misure che si stanno prefigurando come “imprescindibili” per un rientro a scuola “in sicurezza” a settembre, ne ho già espresso opinione in diversi modi su questo blog, ma desidero metterla a corrente di alcune perplessità che ritengo urgenti e prioritarie.

Mi rendo conto che purtroppo a tutt’oggi ancora tanti, forse troppi, genitori chiedono inconsapevolmente sicurezza – mascherine, plexiglass, contingentamento, tamponi, distanziamento e quant’altro – nelle scuole financo alla presenza di personale medico, questo se non altro perché pretendono dall’istituzione scolastica quelle rassicurazioni che vorrebbero uguali se non superiori a quelle che vigono in casa propria e non voglio pensare che i genitori usino la scuola come mero “parcheggio” per i propri figli perché lo trovo quantomeno avvilente sia per loro che per voi della scuola. Cosa fare e come possiate intervenire voi presidi è difficile dirlo, pur armati di buona volontà, anche perché le continue disposizioni non consentono di agire nell’immediato portando quindi a procrastinare ogni decisione in un futuro ancora ipotetico fino a quando però non ci ritroveremo a settembre a “cose fatte” e sarà, gioco forza, più complicato agire ed intentare un processo di reciproco confronto con le istituzioni.
Purtroppo le linee guida e il circo delle informative e delle circolari riguardanti l’inizio delle lezioni a settembre, hanno puntualmente smentito, parzialmente o totalmente, ciò che le precedenti davano per assodato in continuo sadico gioco a rimpiattino sulla pelle dei nostri figli e dei vostri studenti. Una situazione di grande caos che di certo non aiuta la gestione del rientro in classe, una lezione già impartita dal Prof. Sars-Cov-2 agli studenti che si trovano adesso al governo che sembrano non aver imparato.

Credo che insieme si possa fare uno sforzo comune per il ripristino di un’informazione a tutto tondo, chiara, completa ed efficace per tutti, famiglie e scuola. Dovremmo farlo tutti insieme.

Noi cittadini siamo la chiave di volta. La politica sappiamo che è sensibile più al consenso popolare/elettorale che ai problemi reali. Al momento, con le sue azioni, la politica di chi è al governo sembra tendere più alla divisione e allo scontro sociale che non ad un’informazione vera e seria, sia essa governativa o indipendente, che possa arrivare direttamente alle persone. Sapete bene che la comunicazione è una vera e propria scienza che viene usata ed abusata nella battaglia del consenso. La mia visione è un’azione congiunta che possa fare la differenza aiutandoci tutti a dominare questo periodo di grande paura e confusione nonché di fondamentale importanza per la riqualificazione delle fondamenta di un domani adesso ancora in divenire.

So che non si vede l’ora di staccare e prendersi una meritatata pausa estiva ma non è ancora finita e dopo non sarà facile perché lo sforzo maggiore non sarà tanto quello di proteggere i nostri figli/studenti da un virus, ma quello di riprenderci da questa psicosi di massa alimentata da un’incessante e complice campagna di terrore mediatico sia esso propalato in malafede che in buonafede. Sono abbastanza convinto e fiducioso che ciò che possiamo fare insieme è di cercare di diffondere un clima di serenità, tranquillità attraverso la proposta di incontri con medici intelligenti che parlino di cosa sia un virus e come agisce, di sistema immunitario, di corretta alimentazione, dei benefici del sole e del praticare attività all’aria aperta, di prevenzione insomma.
La prevenzione non porta profitto immediato dal punto di vista della salute, non è facile da perseguire e richiede disciplina. Non si sposa bene con questo sistema del libero mercato dove tutto dev’essere pronto e disponibile “on demand”, comprese le cure.

Non ho intenzione di fare un’opposizione critica al sistema fine a sé stessa ma di proporre e produrre momenti di riflessione attraverso un’informazione, un’istruzione da parte vostra, che non sia viziata da secondi fini a volte oscuri, messa a disposizione di tutti nel pieno spirito di una seria, sana, forte ed autorevole istituzione scolastica, in base ai quali i genitori possano e debbano conoscere, ad esempio, che l’uso indiscriminato delle mascherine è nocivo per la salute.

Ho un enorme rispetto per il valore del diritto ad un’istruzione pubblica ed inclusiva fornita dallo Stato, ed ho avuto modo di apprezzare la qualità degli insegnanti che sino ad oggi hanno seguito con tanta dedizione e passione mio figlio ma non solo, sarebbe un peccato oltre che un fallimento istituzionale dover considerare soluzioni per un percorso d’istruzione alternativo. Ma sono alla ricerca del migliore tra i futuri possibili per lui e mi auguro che queste parole possano rappresentare un invito ad una rivalutazione acritica e costruttiva della strada intrapresa dalle nostre oscillanti istituzioni governative, affinché si possa salvare questa scuola che tanto abbiamo amato, sia noi che i nostri figli.

Con cordialità
un genitore di un vostro studente

 

Sulla scia di queste riflessioni non posso non pensare alla riflessione di un vecchio studente che rispondendo a una rubrica di un noto giornalista e scrittore, raccontava questa storia:

l’evasione

Cosa dire oltre. L’isolamento fisico e psicologico cui stanno andando in contro i nostri figli e noi stessi se le cose non cambieranno in fretta, l’asservimento terapeutico, il condizionamento sociale, sono tutti obiettivi concentrici che sono funzionali al forgiare l’uomo del domani, conforme e obbediente, perché la deculturazione è una chiave per l’asservimento. Così come Byoblu, mi chiedo: che effetto avrà questo sconvolgimento sulle vite dei nostri figli?

Video intervista alla giurista Elisabetta Frezza

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Appello alla Dignità

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