…E il cancro scomparve! Storie di una terapia e di una malattia che ci può insegnare molto

Biella, 2 febbraio 2018

Franco Berrino.jpg

Il dott. Berrino riempie la sala.  Al limite della capienza vengono chiusi gli accessi ma arrivati con largo anticipo riusciamo a sederci.

Apre la serata il Fondo Edo Tempia organizzatore dell’evento, con l’intervento di due responsabili che mostrano i due ultimi investimenti: il primo rigurada l’hospice attivato a Gattinara per accompagnare al fine vita i malati terminali, e l’altro una macchina che, raffreddando il cuoio capelluto, evita la caduta dei capelli dopo la chemioterapia. Chemioterapia dichiarata cancerogena dallo stesso Pubmed, l’archivio mondiale sulle ricerche scientifiche in campo medico e avvalorata da una statistica condotta dall’OMS in unione con l’American Cancer Society, di cui riportiamo l’estratto:

RISULTATI:

Il contributo complessivo della chemioterapia citotossica curativa e adiuvante alla sopravvivenza a 5 anni negli adulti è stato stimato pari al 2,3% in Australia e al 2,1% negli Stati Uniti.

CONCLUSIONE:

Poiché il tasso di sopravvivenza relativa a 5 anni per il cancro in Australia è ora superiore al 60%, è chiaro che la chemioterapia citotossica contribuisce solo in minima parte alla sopravvivenza del cancro. Per giustificare il continuo finanziamento e la disponibilità di farmaci usati nella chemioterapia citotossica, è urgentemente richiesta una valutazione rigorosa del rapporto costo-efficacia e dell’impatto sulla qualità della vita.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15630849

Questi soldi investiti in un’apparecchiatura estetica li potevano benissimo evitare e veicolare verso altre cure più efficaci ed efficienti. Affermiamo ciò senza dare una risposta diretta ma facendo parlare l’articolo estrapolato dalla fonte in calce:

Resta da spiegare questo fatto: come mai in USA, un medico che studia la terapia col bicarbonato riceve un finanziamento pubblico di 2 milioni di dollari, in Italia, viene processato per truffa e omicidio colposo, radiato dall’albo dei medici e disonorato, come si faceva una volta (ora non più) per i medici che procuravano aborti?
In Italia, ai medici ospedalieri è vietato consigliare trattamenti alternativi alla chemioterapia ufficiale per contratto (vien loro fatta firmare una apposita clausola) e sotto pena di licenziamento.

Fonte: www.maurizioblondet.it

Ma il cancro, come afferma il già nominato Thorwald Dethlefsen,  è mancanza di amore per se (e dì conseguenza verso gli altri). Dato che colpisce tutti gli organi meno il cuore, sede dell’Amore per eccellenza.

Ma andiamo avanti… L’uomo, ma forse è più corretto dire “noi”, ci curiamo da tempo contro le malattie, da quando esse sono venute al mondo con l’inizio della corruzione dell’Anima da parte del nostro amato e coccolato Ego. Ma le cure orientali, vecchie di millenni, basate su ciò che oggi in Occidente è scoperto dalla fisica quantistica, hanno un approccio che ancora non è del tutto compreso, sebbene questi ultimi tempi anche le parti più riluttanti dell’umanità iniziano a cedere all’approccio energetico invece che quello prettamente fisico ed allopatico.

Vi segnaliamo a proposito questo atipico “ospedale” che cura senza l’uso di farmaci di alcun tipo:

Il Centro

Huaxia zhineng qigong peixun zhongxin 华夏智能气功培训中心 è il nome del centro di cura e pratica fondato da Pang Ming. L’ultimo in ordine cronologico si trova a pochi kilometri da Pechino, dopo averne aperti in altri luoghi, questo risulta essere il più grande non solo in Cina, ma probabilmente anche al mondo. Il centro è famoso per non applicare alcuna terapia farmacologica ai malati. Nel Centro non c’è medicina di alcun tipo, ma ci sono solamente apparecchiature per confermare la diagnosi. Il centro è stato per questo anche definito “il più grande istituto clinico di cura al mondo (riconosciuto dal governo cinese) che non fa uso di medicine”. I malati (chiamati studenti), dopo un check-up diagnostico che ha lo scopo di accertare la malattia e la sua entità, vengono inseriti in classi della durata di 24 giorni dove si praticano gli esercizi di zhineng qigong. Chi non ce la fa ad alzarsi pratica da sdraiato, chi può solo sedersi pratica da seduto. I disturbi trattati nel Centro variano molto, dalla miopia al cancro, dalle patologie cardiache alla depressione.
Secondo il zhineng qigong, lo stato di malattia è da ricondursi alla anormale circolazione del qi. Una volta riportata la circolazione alla norma, la malattia scompare. Secondo il qigong non esistono malattie speciali o di tale gravità da rendere impossibile la cura. La guarigione dipende casomai dallo sforzo e dalla retta comprensione della situazione dal praticante.
Il Centro, per monitorare l’efficacia del qigong ha mantenuto una statistica del tasso di guarigione delle persone con disturbi cronici.
E’ risultato che, seppur con diversi gradi, la percentuale di persone che si definivano ristabilite dalla precedente malattia è stata del 95%.
Accanto al reparto di cura c’è anche il centro di addestramento per istruttori con programmi di uno o tre mesi.

Purtroppo dal 2001 il centro, come molte altre associazione di praticanti di qigong ha dovuto cessare la propria attività pubblica per decisione politica del governo cinese. Dal 2001, lentamente, diversi centri di Zhineng Qigong con un numero limitato di praticanti stanno sorgendo e consolidando la loro attivita’ in Cina e nel Sudest asiatico.

Fonte: www.zhinengqigong.it

Per rafforzare quanto appena citato riportiamo una prova documentale in video nella quale possiamo vedere il completo riassorbimento di un tumore in un paziente sottoposto al trattamento dello Zhineng Qigong da parte di un gruppo di insegnanti.

L’ecografia in tempo reale mostra l’immagine comparata:

Chissà se questo articolo verrà letto dai dirigenti del Fondo Edo Tempia, Lilt ed AIRC?

Attendiamo, fiduciosi, repliche…

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