Fratellanza Bianca Universale

Pensiero di giovedì 25 maggio

Più un essere diventa sensibile, più rischia di soffrire per tutto ciò che vede e sente attorno a sé. Ma deve forse diventare insensibile per non soffrire? No. Con un simile ragionamento, ben presto diventerebbe duro come una pietra. Non si deve aver paura di soffrire, anzi, questo è un campo in cui la sofferenza non deve essere presa tanto in considerazione. Anche se si deve soffrire, è preferibile aumentare la propria sensibilità, poiché è il grado di sensibilità che determina la grandezza e l’elevatezza di un essere umano. Si deve solo evitare di confondere la sensibilità con il sentimentalismo!

Per la scienza spirituale, essere sensibili significa essere capaci di aprirsi sempre più allo splendore e alle ricchezze del Cielo, e captare le meraviglie del mondo divino al punto da non sentire più tanto la stupidità, la volgarità e la cattiveria degli esseri umani. I grandi Maestri, e al di sopra di loro gli Angeli e gli Arcangeli, non soffrono della bruttura: non la vedono più. Vedono solo la bellezza e sono continuamente nella gioia


Pensiero di venerdì 26 maggio

Gesù diceva: «Mio Padre lavora, e anch’io lavoro». Ma chi, anche tra gli Iniziati, può pronunciare una frase simile? E inoltre chi sa cosa significa veramente “lavorare”? «Faccio dei lavoretti… Fatico… Mi arrovello… Faccio qualche infelice tentativo»: ecco cosa può dire la maggior parte degli esseri umani. “Lavorare” è tutt’altra cosa. Perciò, dopo duemila anni, non si è ancora sondata la profondità di questa frase: «Mio Padre lavora, e anch’io lavoro»; essa è rimasta così, inutilizzata, vuota di significato. Ci si è almeno domandati cos’è il lavoro di Dio, come Egli lavora, e in che modo Gesù si è associato a questo lavoro?

Il lavoro del Cristo consiste nel purificare, armonizzare e illuminare, allo scopo di far convergere tutto verso la Sorgente divina, la quale, in cambio, riversa le proprie correnti di vita su tutta la terra. È degno di dire “Io lavoro”, soltanto chi è riuscito a elevarsi fino allo Spirito divino per impregnarsi della sua quintessenza e farne beneficiare tutte le creature.


Pensiero di martedì 30 maggio

Quante volte siete obbligati a constatare che vi manca la pazienza! E questa mancanza nuoce alla manifestazione di tutte le vostre buone qualità. Sforzatevi dunque di guadagnare, ogni giorno un po’ di più, la capacità di sopportare. Invece di reagire immediatamente alle parole o agli avvenimenti, per prima cosa fate silenzio in voi, respirate profondamente in modo da convocare tutte le potenze della pace, dell’armonia e della luce: esse vi aiuteranno a trovare l’atteggiamento migliore.

È importante imparare a lavorare con il respiro! Quando al mattino fate gli esercizi di respirazione, potete ripetere interiormente la parola “pazienza” impregnandovi del suo significato, delle sue vibrazioni e della sua aura. E pronunciando questa parola, aggiungete un’immagine che ne aumenterà la potenza, cosicché questa virtù finirà per impregnare tutta la vostra coscienza.


Pensiero di domenica 4 giugno

Chi si sforza di agire attraverso la propria anima e il proprio spirito, trasforma interiormente le difficoltà e le sofferenze che incontra. Anche se non può nulla contro gli avvenimenti esterni, là dove gli altri si scoraggiano e crollano, egli invece trova delle forze, un nutrimento, e riceve uno slancio per continuare ad avanzare.

Non bisogna mai subire, non bisogna mai arrendersi, ma occorre cercare di rimediare; e per rimediare c’è la preghiera. Sta a noi spostarci, non si deve attendere che il Signore, nella Sua clemenza e nella Sua misericordia, venga a farci visita. Il Signore non scenderà. Direte: «Ma abbiamo letto nelle Scritture che il giorno della Pentecoste lo Spirito Santo è sceso sugli apostoli sotto forma di lingue di fuoco!». In realtà chi riceve lo Spirito Santo si è già elevato interiormente fino alle regioni celesti, dove si fonde con la Divinità. E allora, anche se si dice che lo Spirito Santo “è sceso in lui”, in realtà non è così; è lui a essersi elevato, e lo Spirito lo ha colmato della Sua presenza. Lo Spirito divino scende in noi nella misura in cui noi siamo capaci di salire verso di Lui.


Pensiero di lunedì 5 giugno

Nella Tavola di Smeraldo, Hermes Trimegistus parla di una “forza forte di tutte le forze”. Questa forza è la forza sessuale. Nessun’altra forza nell’universo può paragonarsi a essa, poiché nessun’altra forza ha il potere di creare la vita.

Di questa forza, Hermes Trimegistus dice inoltre che “il sole è suo padre”; ciò significa che l’energia sessuale è della stessa natura dell’energia solare, e che è impregnata della vita, della luce e della santità del sole. Il suo utilizzo non si limita dunque alla procreazione: essa può anche essere consacrata a creazioni di ordine spirituale. Ma quanti sono pronti ad ammettere che l’atto attraverso il quale l’uomo feconda la donna può diventare un atto solare?

Tratto dagli scritti di Omraam Mikhaël Aïvanhov 

 

NOTA: per approfondire l’argomento “sessualità” consigliamo la lettura di questo articolo: https://traterraecielo.live/2017/04/17/il-sesso-per-raggiungere-il-cristo/

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