Il giorno della memoria, corta

L’Italia, in onore alla Shoah ebraica (e per volere di Israele/USA suppongo), ha istituito la “Giornata della memoria” con il fine di commemorare le vittime dei campi di concentramento nazisti. Potrebbe anche essere una buona cosa se diretta bene ma come al solito pare sia la tipica mossa all’indottrinamento delle nostre menti. Tale giornata rientra nel programma del ciclo scolastico, guarda caso, ma, si sa, a scuola ci fanno studiare ed apprendere tutto ciò che il Ministero indica/obbliga. Omettendo spesso e volentieri i fatti oggettivi e le prove documentali che smonterebbero il fine dell’intero programma scolastico. Curioso che venga chiamato “programma”…

Le notizie trapelate della vera storia della deportazione e dello sterminio degli ebrei sono piene di incongruenze; ne menzioniamo due in particolare.

La prima è che tra le fila dell’esercito tedesco erano arruolati almeno 150.000 ebrei, alcuni addirittura erano graduati (fonte QUI)

L’altra è data da questo documento:

Ebrei nel Mondo e Shoah.png

Allora, a parte il fatto che uccidere anche solo UN uomo è di per se un crimine a prescindere, mettiamoci almeno d’accordo sulle vittime. No, perché se si tratta di discrepanze così evidenti qualcosa non torna. Sicuri che a scuola ce l’abbiano raccontata giusta?

Per approfondimenti su cosa gli USA, con a capo Eisenhower, hanno fatto ai tedeschi DOPO la fine del conflitto, consiglio di leggere questo articolo che ne parla estesamente QUI  QUI. Uno dei tanti siti che parlano di quello che sui libri di storia viene volontariamente taciuto.

Per stare in tema con la memoria non dimentichiamoci infine del muro di Berlino, abbattuto, e del muro di Israele in Palestina da poco eretto!

Pubblicato da Andrea Pilati

Ricercatore indipendente, si è specializzato in economia e gestione monetaria sulla base degli studi di Giacinto Auriti, sulle pubblicazioni di Paolo Maleddu, di Marco Saba, di Antonino Galloni… e di tutti gli altri esseri umani che a loro modo fanno sì che avvenga un rapido cambio di paradigma per una maggiore consapevolezza.

Lascia un commento