Cosa NON DEVONO fare le banche

Prima di tutto occorre precisare che le banche sono nate da antichi tesorieri che si facevano pagare per detenere l’oro in moneta o beni preziosi rilasciando ricevute chiamate “note di banco” (per approfondimenti vedi QUI). Essi fornivano un servizio e come tali chiedevano un compenso.
La stessa caratteristica la dovrebbero mantenere gli Istituti di credito ma vi sono alcune importanti discrepanze.
La banca inanzitutto dovrebbe fare da tramite tra lo Stato e il richiedente denaro, una specie di filiale della Banca Centrale, che dovrebbe cedere la moneta richiesta a fronte del pagamento del solo servizio. Il costo del sevizio deve poi essere coperto dalla stamperia di Stato e non dal cittadino.
La banca inoltre dovrebbe consegnare denaro a coloro che devono percepire uno stipendio senza alcuna indagine o costo.
Le imprese che invece intendono finanziare un loro progetto dovranno invece ricevere la somma necessaria alla sua realizzazione in base ai costi effettivi da affrontate in corso d’opera. Chiaro che occorrerebbe passare al vaglio la credibilità dell’opera a fronte della reputazione della ditta e/o della validità del progetto.
Cosa accade oggi e cosa NON DEVONO fare le banche?
Prima di tutto NON DEVONO permettersi di prendere possesso del denaro privato come invece recita l’articolo 1384 del codice civile.
Poi NON DEVONO assolutamente pretendere interessi sulla somma prestata. Già, ‘sta storia degli interessi come giusto guadagno… Vi siete mai chiesti perché vengono richiesti interessi invece che il pagamento di un servizio una tantum? Chiaro: gli interessi sono fonte continua di guadagno e sono fatti apposta per tenere sotto pressione il debitore. Guadagno a costo “0” tra l’altro visto che il denaro non viene prestato in forma fisica ma elettronica. Basta un clic per un prestito che dovrà però essere restituito in denaro contante. Geniale!
Le banche NON DEVONO permettersi di “prestare” denaro, proprio in virtù dl fatto che il denaro non è di proprietà privata ma esplicitamente pubblica come testimoniato dalle antiche banconote in lire con la esplicita citazione “Pagabile a vista al portatore”.

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Inoltre non devono permettere accantonamenti e devono essere abolite tutte le assicurazioni sulla vita anche perché “…del doman non v’è certezza”.
I depositi sono solo una fonte di povertà; data una quantità fissa di denaro da distribuire in egual misura tra un certo numero di persone va da sé che se ne fermo una parte qualcun altro ne sarà sprovvisto e di conseguenza creerò un povero.
Il denaro è il metro della solidarietà, della condivisione dei propri talenti poiché di essi ne è la misura. La misura del loro valore e chi si appropria del talento altrui, di fatto, commette un furto, un reato.  Un reato contro l’umanità perché il talento è dato ad ognuno di noi affinché, esprimendolo, lo mettiamo al servizio degli altri per l’evoluzione del genere umano.
Anche detenere un talento e non metterlo a disposizione è quindi un reato di omissione; ecco perché non è sbagliato intendere le banche a tutti gli effetti come dei ladri. Se poi vogliamo rafforzare le ipotesi con delle certezze basta leggere QUI.

In una situazione del genere dove il talento è la primaria ricchezza non può esistere speculazione. Ogni soldo emesso deve essere livellato al reale valore dei beni e dei servizi in quel periodo; nel caso io acquisti casa (senza alcun interesse naturalmente) il mio debito deve essere ricalcolato, magari di sei mesi in sei mesi, in base al valore acquisito o al deprezzamento dell’immobile in quel periodo. È chiaro che oggi le cose sono esattamente al contrario al punto che è stato messo in atto l’arricchimento differito; creata disponibilità e fittizio benessere economico, possibilità di acquisto casa tramite mutuo, crollo del mercato immobiliare e del valore degli immobili al ribasso con il mutuo che rimane invariato. Bravi banchieri, un applauso all’astuzia; ma iniziate a preoccuparvi!

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