Consiglio d’Europa: sì a obbligo vaccinale

A cura di Andrea Pilati

Oppure mi sono sbagliato?

Ma andiamo per ordine. Dunque, il 28 gennaio una notizia, apparsa su quotidiani e siti web, dava speranza a tutti quelli che temono si concretizzi il folle programma di dominio mondiale del quale, uno dei tasselli, è proprio l’obbligo vaccinale.

Nel rapporto approvato si evidenzia poi che “gli Stati devono informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole”, e bisogna “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”. Infine i parlamentari hanno votato quasi in blocco per inserire un emendamento con cui si dicono contrari all’uso dei certificati di vaccinazione come passaporti.

Poi vengo a sapere che il Consiglio d’Europa non è poi così esente da conflitto d’interessi.

Ma, allora, perché mai i due maggiori finanziatori (sempre i soliti, con gli stessi “vizietti”) hanno permesso una tale dichiarazione? Forse funziona quello che spesso ribadiamo; sono sadici che si nutrono dell’energia dello sconforto. Chi lo sa; fatto sta che le cose guardate con questa lente acquisiscono un profilo di logica che fila liscia come l’olio.

(Per approfondimenti circa i finanziamenti…ops, le “donazioni” che i due filantropi elargiscono al Consiglio d’Europa, qui un riferimento: https://www.iltimone.org/news-timone/soros-gates-finanziano-consiglio-deuropa/)

Ecco quindi che, poco dopo, un’altra notizia rinfresca i vecchi obbiettivi e resuscita i progetti che parevano diretti da tutt’altra parte.

Fonte: https://www.agi.it/estero/news/2021-02-10/vaccino-estonia-oms-progetto-pilota-passaporto-digitale-11350838/

Ah, L’Estonia, patria digitale, Paese dello sviluppo ipertecnologico, avanguardia del progresso… E non poteva esserci di mezzo l’OMS? E chi è il maggiore finanziatore dell’OMS? No, non ve lo dico, forse lo sapete già.

10 pensieri riguardo “Consiglio d’Europa: sì a obbligo vaccinale

  1. “i parlamentari hanno votato quasi in blocco per inserire un emendamento con cui si dicono contrari all’uso dei certificati di vaccinazione come passaporti. Poi vengo a sapere che il Consiglio d’Europa non è poi così esente da conflitto d’interessi.”
    Non sono parlamentari, e non sono eletti: il Cd’E non è un organismo UE, è stato fondato nel ’49, è composto dai rappresentanti dei Governi, sia della UE, che del resto d’Europa e da altre parti del mondo. Quindi, dal punto di vista democratico, fuffa. E quel che dicono non conta un tubo da nessun punto di vista, né a nostro vantaggio né contro. Ciao.

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    1. Grazie Jure per la puntualizzazione ma nel rapporto del Consiglio d’Europa, che si può scaricare al link presente nel periodo da te citato, è scritto in intestazione “assemblea parlamentare”. Credo sia questo il motivo per cui quotidianosanità.it abbia citato i parlamentari. Visto poi la tua cultura, a integrazione dell’articolo, mi permetto di chiederti se hai fonti più esplicite riguardo i finanziamenti che Soros e Gates hanno elargito a questo organo. Te ne saremmo grati

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  2. No caro Andrea, non ho cultura specifica in Diritto Europeo, quella ce l’ha la Cartabia se non erro. Sono solo un curioso che crede nell’autodifesa agita con l’attività politica e d’informazione libera, nonchè con l’uso della logica. Quel che ho scritto l’ho trovato con una rapida ricerca fatta al volo su web dopo aver letto il tuo articolo. Detto ciò, vedo confermata la mia valutazione sul CdE dalle parole del’avv. Corrias riportate da Dentrolanotizia. Ciò mi conferma di aver parecchio naso nello scoprire le magagne dell’informazione ufficiale, anche se avrei preferito essere smentito nel merito. La dittatura sanitaria invece si conferma, e dal servizio di Dentrolanotizia si confermano pure i suoi ideatori e finanziatori. Da Israele arrivano notizie pessime, e altrettanto da altri vari Paesi. In Italia, di oggi è notizia di sentenza avversa per un dipendente sanitario che ha rifiutato un tampone PCR: Azienda assolta perchè “il test PCR non è trattamento sanitario ma è assimilabile ad una visita medica”, e dipendente condannato al pagamento delle spese, 4.000 €. Organizziamo la Resistenza, è la prima cosa che dobbiamo fare. Nessuno lo farà per noi. Cari saluti di buon lavoro.

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        1. Grazie Jure.

          «un mero rilievo diagnostico, assimilabile tutt’al più ad una visita medica e, in tutta apparenza, privo di qualsiasi idoneità ad incidere sulla integrità fisica del lavoratore.»

          Una sentenza gravissima nella quale bisognerebbe entrare nel merito della discussione in aula. L’avvocato dell’infermiere sicuramente non è stato all’altezza ed è veramente strano che un giudice non consideri che l’art.32 della Costituzione termina con:

          «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.»

          Nella disputa tra le parti – dipendente/datore di alvoro – bisogna trovare un accordo che rappresenti giusto equilibrio nella contingenza della situazione. Ad esempio si potrebbe considerare il test sierologico, un demansionamento temporaneo o un cambio sede di lavoro. I casi possono essere diversi. Andare allo scontro non serve.
          Inoltre questa sentenza, anche l’articolo dice che farà giurisprudenza, spero che non sia così perché le contingenze emegenziali che possono presentarsi in ASL non sono le stesse in tutti i luoghi di lavoro.
          Grazie della tua segnalazione!

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          1. Già, è un grave precedente. E’ il primo caso del genere di cui ho notizia. Che faccia giurisprudenza è da verificare: il sito è para-istituzionale, quindi tira la barca dalla sua parte. Basti dire che non è sentenza definitiva se il ricorrente va in appello, tanto per dirne una. Il tipo andrebbe aiutato a non fermarsi qua e a continuare la battaglia. I 1000 avvocati andrebbero immediatamente allertati: lo fate voi da associazione, anzichè sperare che qualche isolato come me si muova da solo?.. Se fate un comunicato ve lo diffondo io su mille canali, e vedo di coordinare con altri la questione. Riguarda tutti: cominciano con uno e poi tocca agli altri. Ora il tampone e domani il vaccino. Fatemi sapere.

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          2. É in preparazione un articolo che tratta questo tema, basato su una storia realmente accaduta. Verrà informato anche il ComiCost.
            Grazie della partecipazione Jure.

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          3. Bene, buon lavoro. Una sentenza di tribunale può e deve essere un punto di svolta, sia a favore che contro. Fate un buon robusto articolo che poi lo do in pasto a tutti i media indipendenti con cui collaboro. E siamo tanti.
            Jure

            Piace a 1 persona

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