Non chiamatelo “vaccino”, è un software. Lo dice il produttore

A cura di Andrea Pilati

Eccoci ancora qui a puntualizzare quello che dicono chiaramente, senza sfumature ne mezzi termini; un po’ come Mario Monti, il primo salvatore d’Italia, ha dichiarato alla CNN nel fatidico 2012, anno santo dei Maya, quando un nuovo mondo avrebbe dovuto prendere il posto del vecchio. E in un certo senso è andata così…

In considerazione di ciò anche le case farmaceutiche non sono da meno, in quanto sfacciata verità, per cui quando si dice che un vaccino non funziona, non lo stiamo dicendo perché ce l’ha detto il cugino del salumiere sotto casa (con tutto il rispetto per i salumieri e i suoi cugini) ma lo hanno scritto loro, nero su bianco.

In evidenza: “…non ci sono state prove controllate che dimostrino adeguatamente la decrescita della sindrome influenzale dopo la vaccinazione con FLULAVAL”

E oggi è stato piazzato sul mercato un nuovo “vaccino” ma non oserei chiamarlo così, perché così non è, e ce lo dicono loro, anche questo, infatti il vaccino non contiene un virus attenuato ma è non solo un farmaco, ma un vero e proprio dispositivo medico.
Ci ricordiamo di quando si parlava di microchip sotto cutaneo?

Pareva fantascienza che spesso, troppo spesso ha anticipato la scienza vera. Un chicco di riso che contiene dell’elettronica in grado di auto alimentarsi ed inviare segnali ad onde elettromagnetiche all’esterno della cute per aprire porte, sbloccare il bancomat, gestire i pagamenti elettronici, ecc. Forse con questo ci stavano solo distraendo con un modello paleolitico di elettronica, perchè oggi, quel chicco, potrebbe essere tranquillamente soppiantato da nanotecnologia iniettabile. Magari con la scusa di una innocua vaccinazione.
Vediamo Loro cosa ci dicono.

Facciamo un volo pindarico, portando l’immaginazione verso confini sempre più lontani e pensiamo che questo RNA messaggero – un pezzo molecolare foriero della lieta novella, in quanto portatore di informazioni – sia “programmato” per fare ciò che Loro vogliano che accada. Non scordiamoci che i clienti delle case farmaceutiche non possono finire, sennò finisce il business; i clienti sono “pazienti”. Più pazienti, più profitti. Ma a Loro interessa anche e soprattutto il controllo. Così come si gestiscono le pedine su una scacchiera e a Loro piace giocare, con noi pedine.

E allora i Microchip? Roba vecchia… Il microchip non lo puoi programmare a distanza, non facilmente almeno (il 5G non è così efficiente come si possa credere, gli alberi, i palazzi, tante forse troppe antenne da montare, gestire e poi tutti questi movimenti no-5G…) oppure non senza estrarlo e sostituirlo.
L’mRNA invece sì; basta fare un richiamo e ti aggiornano il software.

Ma è solo frutto della mia fervida immaginazione da fantascienziato, non vi preoccupate. Oppure no?

Our Operating System

Recognizing the broad potential of mRNA science, we set out to create an mRNA technology platform that functions very much like an operating system on a computer. It is designed so that it can plug and play interchangeably with different programs. In our case, the “program” or “app” is our mRNA drug – the unique mRNA sequence that codes for a protein.

«Il nostro sistema operativo.
Riconoscendo l’ampio potenziale della scienza dell’mRNA, abbiamo deciso di creare una piattaforma tecnologica di mRNA che funzioni in modo molto simile a un sistema operativo su un computer. È progettato in modo che possa essere collegato e riprodotto in modo intercambiabile con diversi programmi. Nel nostro caso, il “programma” o “app” (che fa più fico, nda) è il nostro farmaco mRNA – l’unica sequenza di mRNA che codifica per una proteina.»

Dal sito di modernatx.com

3 pensieri riguardo “Non chiamatelo “vaccino”, è un software. Lo dice il produttore

  1. “… a pensar male si fa peccato, ma normalmente ci si azzecca….. *cito questa frase perché chi l’ha pronunciata sapeva bene cosa voleva intendere ed è stato uno dei tasselli di questo enorme sistema che ci vuole sudditi e schiavi…. Per cosa?
    Per rubarci l’anima?
    Non ci riusciranno!

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  2. Fauci ha anche affermato che il vaccino contro il coronavirus può essere modificato per tenere conto di nuove mutazioni del virus e che, sebbene la variante sudafricana sia preoccupante, non sembra essere negli Stati Uniti.

    “Conclusione: stiamo prestando molta attenzione ad esso per i nostri piani alternativi se dobbiamo mai modificare il vaccino“, ha detto. “Ma in questo momento, dai rapporti che abbiamo … sembra che i vaccini saranno ancora efficaci contro di loro.”

    fonte

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