IOAPRO – Oppure meglio chiudere?

A cura di Andrea Pilati

Che fermento ragazzi! In questi ultimi sei giorni si è acceso un polverone che ha tutto il sentore di una polveriera in procinto di esplodere.

Complimenti per la cravatta, David!

Trump perde le elezioni, folle si accalcano per invadere il Campidoglio, o almeno questo sembra dalle TV. Ma già si sa che le folle si comprano e chi ci mostrano in foto sono spesso attori pagati. Ricordate i vecchi, cari attentati false flag? Non ne abbiamo nostalgia? Che bello scoprire che ci sono anche ditte che forniscono attori da impiegare in teatri di crimini e attentati; questi attori si chiamano “crisis actors” e si possono ingaggiare presso agenzie specializzate. Come questa https://crisiscast.com/media-crisis-management/ e, per approfondimenti consiglio https://traterraecielo.live/2016/09/19/istigazione-alla-paura/.

Ma andiamo avanti…

E dopo Trump, comunque in carica fino al 20 gennaio, in Italia si scatena, più veloce di un virus, la volontà dei ristoratori di aprire senza se e senza ma, e alcuni senza ma-scherine. Pare un messaggio nell’etere, una comunicazione da prendere al volo come una occasione, un riscatto. Ricordo il movimento “9 dicembre 2013”. C’era fermento nell’aria e, a dire il vero, molto più di adesso, molto più convinto, palpabile… È stato un bel momento ma in quei giorni andavo a dire in giro che l’obiettivo non doveva essere il fermare il traffico e gli approvvigionamenti dei centri commerciali, ma le risorse economiche; in parole povere, andavo a consigliare di prelevare tutto il contante dai conti bancari e tutto si sarebbe risolto in 24/48 ore. Il nemico avrebbe alzato le mani, disarmato. Ma non è andata così e tutto, piano, piano, si è sgonfiato, come il morale.

Oggi abbiamo lo stesso problema, l’oppressione, e questa volta ancora più opprimente. Ce la siamo meritata, nulla arriva che non lo si lasci passare e non si meriti. E adesso abbiamo decine di migliaia di imprenditori che chiuderanno, per non riaprire più, sostenuti però dalle brioches della Maria Antonietta al governo. Buon per loro, si godranno il meritato riposo e il gruzzoletto in banca, finché c’è e glielo lasciano spendere. Ma spendere dove, se tutto è chiuso? Forse ora si comprenderà come l’economia esista solo se il denaro circola (l’ho ripetuto alla noia ma repetita juvant!).

E allora, a diciannove giorni dalla fine dello stato di emergenza, alcuni esercenti si ribellano e accettano multe e chiusure forzate, chè tanto chiusi altrimenti rimarrebbero. E da loro inizia a prendere piede la rivolta pacifica che coinvolge più locali, sempre di più, in tutta Italia. Il giornale “Libero” del 12 gennaio dedica all’evento addirittura la prima pagina, scalzando il virus ormai avvezzo al gradino più alto del podio da almeno dieci mesi italiani. Ora c’è altro che fa vendere…

E qui mi sorge un dubbio… Ma se tra i mainstream c’è chi pubblicizza tale iniziativa, perché lo fa? Sappiamo per esperienza che i manovratori di menti usano i loro megafoni mediatici per offuscare, impaurire oppure esaltare per poi sconfortare. Ottima energia, quest’ultima, che emettiamo come Loro cibo. Lo voglio rimarcare, e ricordare anche a me stesso quando mi faccio prendere da attimi di paura e rabbia.

IoApro (vedi anche QUI) è l’iniziativa che prevede di infrangere le regole imposte dai DPCM di Maria Antonietta, da parte dei ristoratori, che al posto del ridicolo asporto, apriranno pranzo e cena. Non voglio con questo demonizzare l’iniziativa, anzi. Anche noi, qui, nella terra della lana, stiamo muovendoci perché anche altri si muovano e alzino le loro saracinesche bloccate dalla ruggine della paura. È un atto dimostrativo molto più efficace della piazza, dove, ricordo, se una manifestazione è approvata dalla questura, significa che è innocua e irrilevante al fine del cambiamento. Sono semplici valvole di sfogo che il governo dà ai suoi pargoli capricciosi che hanno bisogno di andare una volta sulla giostra, per poi tornare a casa e rifare quello che hanno sempre fatto; produrre scontento e sconforto con l’effetto yo-yo promosso dal governo del momento, appendice di quello vigente sul pianeta da secoli e secoli.

Mi preme però mettere in guardia tutti noi e imparare a percepire piuttosto che agire credendo che tutto si risolva con una semplice azione; ricordo che il Sistema non sopporta l’ingestibilità e l’improvvisazione, due caratteristiche peculiari di NOI Italiani. Esattamente come un software che non contempla variabili non inserite nel database interno. Basta una piccola vite tra gli ngranaggi, o meglio, un trojan dentro il programma per farlo saltare. Non basta una azione, solo questa azione, ma tante azioni, improvvise, intelligenti, dirompenti, fatte al posto giusto e nel momento giusto, guidate dalle sensazioni interne. È stato tutto scritto nella sostanza; la forma spetta a noi. Quando tutto è scontato nulla è concluso; Trump non sarà il peso che farà cambiare il piatto della bilancia e nemmeno “#IoApro” produrrà la fine della follia sanitaria italiana in atto. Succederà tutto all’improvviso, senza preavviso, senza data precisa… Solo quando tutto e tutti saranno pronti.

“Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre”

(1 Tessalonicesi 5:1-5)

“Il giorno del Signore arriverà come un ladro nella notte” – a noi spetta farci trovare svegli e pronti.
Il resto sarà uno spettacolo terribilmente chiarificante e liberatorio per quelli che riusciranno a sopportarlo.
Per farlo occorre energia, quella leggera, e la potenza dell’entusiasmo.

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Un pensiero riguardo “IOAPRO – Oppure meglio chiudere?

  1. Interessante considerazione:

    📌DAL CANALE TELEGRAM DI LEONARDO SANTI📌

    Questa mattina, sull’onda dell’entusiasmo, ho pubblicato la lodevole iniziativa di riaprire i locali avverso i DPCM illegali di Conte.
    I commercianti si stanno organizzando per riaprire con tutti i presidi sanitari e le misure di distanziamento previste dagli stessi DPCM che tanto stanno combattendo.
    Già da lì la cosa mi ha fatto storcere il naso, perché vuol dire legittimare, di fatto, le stesse regole che li stanno portando al fallimento. Ma va bene, mi sono detto, l’importante è dare un segnale, e fare qualcosa.

    Poi, scavando (perché a me piace scavare per vederci chiaro fino in fondo) sono entrato in una delle chat organizzative e sono risalito fino a chi ha promosso questa iniziativa, una mia vecchia conoscenza.
    Andate da voi a scoprire chi è, e che cosa fanno…

    Continuo a scorrere una di queste mille chat che stanno nascendo e mi imbatto su giornalisti, più o meno professionisti, avvocati che si offrono per seguire i nuovi clienti, rappresentanti sindacali e politici, associazioni, e chi più ne ha più ne metta.
    Ho chiuso tutto con una sensazione di disgusto.
    Apro i social ed inizio a vedere che la notizia dei prodi commercianti viene prontamente ripresa da opinionisti e presentatrici tv.
    Scommetto che diventerà la nuova notizia del momento, atta a distogliere le masse dalle vere schifezze che stanno facendo ai danni del popolo, come hanno sempre fatto.
    Scommetto che verrà usata ancora una volta come scusa per reprimere nuovamente la protesta.

    Va beh, mi direte che sono il solito che vede complotti ovunque; può essere, ma quando poi mi collego ai siti internazionali e vedo che la stessa protesta è stata fatta partire, all’unisono, nello stesso istante, con una programmazione che nulla lascia al caso, beh allora mi sono detto che anche questa volta il mio istinto non ha sbagliato.
    Tengo a precisare che non ce l’ho assolutamente con i poveri commercianti che stanno pagando un prezzo carissimo; loro, come sempre sono le vittime inconsapevoli di una manipolazione mediatica che chi segue questo canale ha già imparato a riconoscere da tempo.

    Se qualcosa dovrà cambiare sarà grazie ad una tempesta di dimensioni epocali, proveniente da ovest; una tempesta che spazzerà via tutto, dalle fondamenta, per bonificare un sistema che non può più essere imbiancato ad ogni giro di giostra, ma che dev’essere raso al suolo definitivamente.

    Riguardo all’ultimo periodo ritengo che siamo già all’interno della tempesta perfetta, non ne abbiamo bisogno di un’altra.
    Non sento il bisogno di uscire da una gabbia per entrare in un’altra.

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