Questa è l’epoca delle scelte

A cura di Giuliano C.,

Anche se il cambiamento è già in atto, dovremmo consapevolizzare che mon si cambia da un giorno all’altro, dall’oggi al domani, ma nel tempo a volte millenni a volte secoli a volte in pochi anni o anche mesi. Che il pangolinovirus sia stato creato ad hoc o meno per scatenare una piccola pandemia per instaurare un nuovo ordine mondiale poco importa perché ormai siamo in ballo.
Più volte abbiamo scritto che “questa è l’epoca delle scelte” e bisogna fare quelle che il sistema non si aspetta e quando parlo di sistema intendo anche quelle persone che ne sono inconsapevolmente assuefatte vivendolo passivamente convinte che sia tutto lì e nient’altro, concentrando così tutte le loro energie nello scorgere una stella quando invece c’è un intero Universo da abbracciare e portare dentro di sé.
Le persone non vogliono problemi. Hanno solo bisogni che il sistema soddisfa continuamente e gliene crea di altri per soddisfarne ancora, creando un mondo abitato da tossicodipendenti. Tutte queste persone, me compreso fino a non molto tempo fa, hanno vissuto fino ad oggi nella bambagia e per paura di perdere la vita e la sicurezza (presunta o tale che sia) in cui hanno vissuto e creduto fino ad oggi, sono pronti subire qualunque cosa, rinunciare a libertà che i nostri nonni e genitori hanno guadagnato per noi col sangue in guerra e durante le rivolte sessantottine.
Sarebbe da starsene a guardare per osservare fino a che punto è il livello dell’umana tolleranza.
Per quanto mi riguarda stiamo già facendo le nostre scelte di vita e pagandone anche il prezzo se necessario, ma siamo altrettanto fiduciosi che il karma farà il suo lavoro, dopotutto è la legge dell’Universo.

Ora che noi altri “scappati di casa” abbiamo quantomeno una visione più chiara delle cose, perché abbiamo questo vizietto che non ci fa bere tutto quanto ci viene posto dinnanzi agli occhi, dobbiamo anche constatare che in questi mesi ci hanno abituati ad «azioni di protesta civica in modo comodo, facile, anonimo. Con pochi click, comodamente seduti sul divano».
Protestare attraverso i social, dei veri “leoni da tastiera”. Perché così è più comodo e civile e non ci sporchiamo le mani. E in questo modo ci tengono a bada, buoni e tranquilli tra un like e l’altro.
Tuttavia non credo nemmeno che scendendo in piazza si possa ottenere molto, perché saremmo etichettati, boicottati ma, soprattutto, ci manderebbero l’esercito e le forze di polizia contro. Uomini e donne come noi. Loro armati e noi no. Sappiamo già come vanno a finire queste cose e tutti ne usciremmo sconfitti. Purtroppo i primi a scendere in piazza sono sempre gli esasperati e coloro che nutrono e sempre hanno covato, un malessere interiore e rabbia verso il sistema e la vita in generale, questo difficilmente ha portato a pacifiche risoluzioni.
Sono altri i modi che bisogna attuare e, dice bene anche il buon Andrea, bisogna adoperare modi e soluzioni che non si aspettano da noi. “Loro” hanno impiegato anni (ricordate, la rana bollita?) per arrivare a questo ed altro (perché ci richiederanno altro ancora statene certi), noi invece dovremmo impiegarcene molti altri affinché si possano avere risultati che, molto probabilmente non vedremo, ma vedranno i nostri figli e nipoti.
Usiamo la testa, e potremo farcela.

Vi propongo alcuni pensieri dalla rete.

“Tempi duri, per i puri di Cuore.
Tempi cupi, per i coraggiosi dell’Anima.
Siamo alla battaglia finale, in cui veniamo sottoposti alle ultime angherie.

C’è la somma di tutto quello che è stato perpetrato contro il genere umano, amplificato a livello planetario.

Subiamo attacchi mentali, energetici, fisici, emotivi, e abbiamo solo noi stessi come strumento di difesa. Ma non siamo soli, anche se tra disposizioni assurde, divieti, censure e distanziamenti fisici e sociali, tentano in tutti i modi di dividerci, di frammentarci, di sfiancarci. Ma noi sappiamo che è una battaglia sui piani sottili, e che possiamo restare uniti. Il mondo iniziamo a crearlo interiormente: ciò che accade dentro di noi, si riversa nella realtà materiale come un fiume in piena.
La battaglia è anzitutto nei piani sottili, e il controllo che dobbiamo avere è solo ed esclusivamente della nostra mente. Non lasciamola vagare in visioni catastrofiche del futuro, non lasciamola fantasticare su ipotesi negative, non lasciamola scorrazzare in vaneggiamenti disfattisti.
Restiamo coscienti, ma saldi nelle nostre intenzioni di Pace e Rinnovamento. Siamo in tanti ad essere orientati verso il Nuovo, non demordiamo. Le minoranze hanno sempre segnato la storia, e questa volta non sarà diverso. Siamo qui per questo, il nostro scopo è resistere, proteggere, procedere, creare, amare, vivere. Non priviamoci delle nostre qualità, non mortifichiamoci, non spegniamoci, non stanchiamoci. Tutto il lavoro fatto finora su noi stessi serve adesso. Abbiamo allenato i muscoli dello Spirito, ora dobbiamo metterli al Servizio. Manteniamo la Pace nel Cuore, ma senza perdere lo Spirito Guerriero, nobile, determinato, di chi sa che le realizzazioni avvengono con l’unione di Intenti di Anime Coraggiose.”

Anonimo sul web
“Non nutrite dentro di voi energie contrarie a quelle che volete si diffondano veramente sul pianeta.
Se volete un mondo senza aggressività, non siate aggressivi.
Se volete un mondo libero, smettetela di sentirvi prigionieri, perché la prigione è sempre una psico-prigione e origina dall’interno di voi stessi.
I maestri hanno già previsto una stretta della morsa del controllo in questo periodo storico.
Ma sappiate che siamo osservati e assistiti.
Non siamo soli. Questo periodo è un test. Il vostro compito non è rovesciare il Sistema, ma restare “dritti in mezzo alle rovine”. Incorruttibili, centrati, privi di paura e odio.
Così diventate davvero imprevedibili e quindi pericolosi per il Sistema.
Quello dei vaccini è solo un esempio. Io la considero più una “marchiatura psicologica” che un problema di salute. Il problema infatti non è la scientificità delle dichiarazioni che vengono fatte da ambo le parti, ma si tratta di accettare o non accettare dentro di sé il “marchio del Sistema”. Questo è molto più importante. Si tratta di dichiarare di avere o non avere una completa fiducia nel Sistema. Si tratta di affidare o non affidare la salute dei propri figli a un apparato scientifico/medico/politico/finanziario, nel quale evidentemente si crede ciecamente.
È un momento in cui siete chiamati a fare una scelta importante: dentro o fuori, accettando le conseguenze che possono derivare da entrambe le scelte.
Il punto, infatti, non sta nel combattere il Sistema, ma nella vostra capacità di aggirarlo e di sfruttarne le pecche (gli strappi nella rete). Per chi non vuole accettare determinate condizioni, c’è sempre e ci sarà sempre il modo di farlo (ricordate: non siamo soli), ma non sarà così semplice come accettarle.
Costerà di più… in tutti i sensi.
Ma non dovete entrare in una psicologia di paura, rabbia e contrapposizione, altrimenti vi gonfierete e non passerete più attraverso gli strappi della rete.
Sto constatando che gli ultimi eventi hanno portato alla nascita di scuole parentali e comunità autosufficienti. Questa è la strada giusta. Fino ad oggi avete dormito, sperando che questo momento sarebbe stato rimandato all’infinito, sperando che, in fondo, fossero tutte esagerazioni dei complottisti. Ma la Lorenzin, suo malgrado, vi sta risvegliando alla realtà dei fatti: questo pianeta è saldamente nelle mani di qualcuno che vuole un’umanità asservita – malata fisicamente e succube psicologicamente.
Adesso non si tratta di combattere ciò che c’è, bensì di creare il nuovo: una società dentro la società. Una rete di piccole comunità autosufficienti diffuse lungo tutto il territorio, all’interno delle quali non importa che i bambini abbiano il benestare dell’autorità scolastica per operare nel mondo. Questi bambini diventeranno adulti totalmente differenti da noi. Non saranno laureati, semplicemente perché non ne avranno bisogno. Nei prossimi anni la laurea non varrà più nulla e solo le qualità interiori decideranno del futuro dei nostri figli. Loro sono la nuova specie che abiterà la Terra.
Ripeto: abbiate il coraggio di osare, perché siamo sostenuti. Ma abbandonate la rabbia, smettete di crogiolarvi nel “senso di ingiustizia”, perché sono entrambi frutto della paura, ossia zavorre che vi tengono ancorati a terra impedendovi di volare.
Salvatore Brizzi

“Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell’ingiustizia, la febbre che toglie all’uomo la malattia della paura, dell’avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del mondo. La miseria dell’uomo incendia la terra ovunque, ma è un fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia. Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione.”

Stefano Benni

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Un pensiero riguardo “Questa è l’epoca delle scelte

  1. Una curiosità… (?) a proposito di energie “sottili”.
    Il post è stato pubblicato su nostro canale Telegram alle ore 01:11

    “Questa sequenza significa che l’universo ha appena scattato un’istantanea dei vostri sentimenti e li ha fatti manifestare sotto forma di pensieri.”

    https://www.oredoppie.com/triplicate/01-11/

    https://lanuovamespirituale.com/sequenze-di-1/

    Leggete anche:

    Numeri tripli, quadrupli, doppi il linguaggio degli Angeli! Chi di noi non ha mai sperimentato questo fenomeno o strano modo di comunicare con “l’altra realtà”?
    https://traterraecielo.live/2019/04/26/voglio-dare-i-numeri/

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