I vaccini amorali della chiesa

Politicamente corretti, eticamente e moralmente corrotti

A cura di Giuliano C.

Ricordate quando agli inizi di marzo 2020 l’Avvenire titolava «Ricoveri in terapia intensiva secondo speranza di vita e limiti di età»? Già allora la cosa mi colpì in quanto, seppur con tutti i distinguo del caso, fu una tra le prime testate, di un certo livello, a sollevare la questione durante l’emergenza covid-19. Mi sembrò quantomeno curioso il fatto che sostanzialmente si stesse parlando di eutanasia e a farlo fosse proprio il giornale cattolico per antonomasia. Un esempio classico dell’operatività della Finestra di Overton mi dissi.
Ah la chiesa, la chiesa, in fondo se ci si pensa bene solo lei poteva dare per prima la lieta novella.

E’ terribile, perché detta così sembrava la scelta più logica. Peccato che, in una situazione in cui il terrorismo mediatico sembra concentrarsi di più sull’assicurarsi circa l’impossibilità di pensare razionalmente, a pochi è venuto in mente di chiedersi come mai ci si è trovati in quelle estreme condizioni e magari affrettarsi sul trovare soluzioni meno drastiche (si legga → Effetti collaterali e la nota1).
In ambienti nostrani non si poteva non pensare al “vecchio” ospedale di Biella, abbandonato con attrezzature e reparti che, con opportuni interventi d’emergenza, avrebbero potuto essere ancora usati. Ma magari ci sono state ragioni ostative di cui non siamo a conoscenza.

Forse l’emergenza covid-19, tra le tante cose, non ha fatto altro che accentuare quelle situazioni ormai incancrenite da anni di malasanità e così anche la Chiesa s’è arresa, non vedeva l’ora, titolava La Verità di Bel Pietro che in quegli stessi giorni così commentava:

“ Non stupisce la fretta di alcuni nell’obbedire allo Stato. La pensano come il teologo Vito Mancuso: «Messe sospese? Tanto sono un’invenzione, Gesù preferiva la preghiera» ”.

Il mondo ecclesiastico sembra ormai seguire la stessa linea di arrendevole quanto opportunistico pensiero anche per quanto concerne l’ormai ossessionante politica vaccinale di questi ultimi anni. infatti,

“Pochi sono a conoscenza del fatto che, alcuni anni fa, un grave problema morale è stato sollevato dalla Pontificia Academia per la vita, rispetto ad alcuni vaccini prodotti a partire da linee cellulari fetali di origine abortiva.”

continua sulla fonte e
si consiglia la visione dell’annesso video di Padre Copenaghen:
sull’immoralità di ricevere vaccini derivati dall’aborto

Di seguito si riportano i passaggi salienti del documento della Pontifica Accademia redatto nel 2005:

Ex. Ministro Lorenzin e Papa Francesco

Nel giugno 2017 (a 3 anni dal “prestigioso incarico” per fare dell’Italia “capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale“, ad opera dei capi, ndr) arriva la Legge Lorenzin che dai 12 vaccini inizialmente previsti sforna l’obbligo vaccinale per 10 vaccinazioni.
L’impatto sull’opinione pubblica è fortissimo tant’è vero che i media hanno sentito una “necessaria” urgenza nel creare due categorie sociali mai viste prima di allora ovvero: pro-vax e no-vax.

Il mondo ecclesiastico vedendosi di nuovo additato sulla questione etica e morale dell’utilizzo dei feti abbortiti non perse tempo e prontamente nel Luglio 2017 diffuse una nota ufficiale sull’uso dei vaccini:

fonte

Questa è la Pontifica Accademia Pro Vita… si pro vita, ed è ancora oggi la secca e lapidaria posizione della chiesa (minuscolo di proposito, ndr) che per chi ha un minimo di sensibilità ancora viva non può non cogliere l’enorme contraddizione riguardo al millenario e dicotomico rapporto tra spirito e materia.

Personalmente non sono un devoto fedele, ma oramai mi è abbastanza evidente lo scisma profondo in atto tra i cardinali, e non solo, e una minoranza di essi che resta sulla posizione del 2005. Purtroppo oggi nell’anno domini 2020 comanda la Nuova Chiesa Universale di Bergoglio e lettere, come questa di Don Marco Belleri, restano semplicemente e criminalmente ignorate, così come la lettera dei medici ignorata dal ministro speranza1:

Cari fratelli, avevo già scritto riguardo alla legge Lorenzin sulle vaccinazioni a mons. Parolin, alla Pontificia Accademia per la Vita, a Famiglia Cristiana, e per gli aspetti più tecnici rimando a quelle lettere. Ma dopo aver letto il Patto trasversale per la scienza e alcune considerazioni di Famiglia Cristiana e Avvenire (che pare l’abbia fatto suo attraverso le parole di Walter Ricciardi), voglio accennare a pochi punti per aiutare a riconoscere un male che si traveste da portatore di bene. Già pensare che bisogna vaccinare tutti i bambini del mondo significa affermare che Dio è un poveretto che non è stato capace di creare un sistema immunitario decente. Detto da dei cristiani questa è una bestemmia. Tra l’altro non c’è niente di più antiscientifico che vaccinare a tappeto persone diverse una dall’altra.

Trovo questa faccenda, giusto per restare in tema, di un tale farisaico che mi spiego, con non poca difficoltà, come tante persone, che si reputano devoti cattolici, vadano ancora in chiesa la domenica per battezzare i propri figli e farli vaccinare il giorno dopo. Mi chiedo come reagirebbero se sapessero per davvero tutta la storia riguardo la sperimentazione che c’è dietro la produzione dei salvifici vaccini (si veda sperimentazione medica sugli umani – prima e seconda parte – dal 1833 al 2005.)

A quanto pare negli ultimi 200 anni non c’è stata una grossa evoluzione in merito alla sperimentazione umana a parte il fatto che di questi tempi, più che mai in passato, si preferiscono i bambini per certe cose ed è la stessa AIFA che la propala dal 2014.

Termino queste considerazioni citando un articolo di Renovatio 21 (un altro sito di cattivi complottisti e pure radicali, nda) che non fa che evidenziare ulteriormente quanta falsità e opportunismo vi sia ancora oggi nel mondo ecclesiastico:

«Alcuni non avranno problemi etici con l’utilizzo di tessuti di feti abortiti elettivamente per scopi medici. Altri potrebbero considerare l’uso di una linea cellulare derivata da un aborto eseguito negli anni ’70, come ora sufficientemente rimosso dall’aborto stesso per essere scusabile»

«Altri tracceranno una linea retta dalla fine di una vita umana in aborto attraverso la coltivazione della linea cellulare fino all’uso per la produzione di questo vaccino; anche se le cellule si sono propagate per anni in un laboratorio molto lontano dall’aborto, quella linea di connessione rimane» In ogni caso,

«Qualsiasi vaccino COVID-19 coltivato su un feto la linea cellulare solleverà seri problemi di coscienza per una parte della nostra popolazione»

continua sulla fonte

R21 aggiunge:

e allora che dire: Amen e così sia…

Approfondimenti:
Vaccino e Chiesa: peggio il Papa, il prete, il teologo o il popolano?
• Coronavirus, Papa Francesco: “Vaccino sia per tutti, triste se si desse priorità ai più ricchi”

Ministro Speranza dia le dimissioni!

Note:
1I Cortisonici rappresentano i farmaci antinfiammatori che, quando utilizzati, stanno dando ottimi risultati anche nella COVID-19 in base ai dati rilevati nei pazienti trattati e alle evidenze che Le alleghiamo e che, se lo riterrà opportuno, Le illustreremo più in dettaglio.”
Appello rimasto ignorato dal ministrello Speranza che ha preferito far scegliere agli “eroi e agli angeli” chi fosse meritevole di sopravvivere e chi no.

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