Federazione Rinascimento Italia

A come algoritmi, B come blockchain, C come cryptovalute, D come decentralizzazione…

Per un nuovo rinascimento

«exitus acta probat»

Heroides di Ovidio

Il “fine” cui guardare, nell’ottica machiavelliana, è di natura esclusivamente politica e consiste nel raggiungimento del potere, nel suo mantenimento e nella solidità dello stato. Unicamente a tale scopo il principe deve saper «entrare nel male, necessitato»: nessuna sua azione, neppure la più riprovevole, può essere condannata se volta a «vincere e mantenere lo stato» […] «i mezzi saranno sempre ritenuti onorevoli e da ciascuno laudati»1.

A cura di Giuliano C.,

Essere genitori di questi tempi è estremamente difficile, genitori consapevoli intendo. Si, perché se sei consapevole automaticamente ti emancipi e in quello stesso momento ti rendi conto che ti etichettano come un “-ista” di qualcosa (i fascisti sono tali agli occhi di un comunista e viceversa?). Questo preambolo perché un paio di settimane fa un’amica mi manda un’immagine sul telefono che ha a che fare con la scuola. Wao! mi dico che bella immagine. Da ogni disegno si capisce subito che è un lavoro fatto da professionisti di arte grafica e comunicazione. Beh questi sanno il fatto loro e sanno subito dove puntare, mi dico. In effetti tutto il sito, fatto con wordpress e a cui linka l’immagine, è molto bello ed immediato. Abbonda un pò troppo di maiuscolo per i miei gusti in quanto oramai è storicamente accettato (quante cose le abitudini ci hanno storicamente fatto accettare) che nelle conversazioni “a video” equivale ad “urlare” e con tono di arroganza e prepotenza anche, ma tant’è.

Leggo che il sito fa capo a Federazione Rinascimento Italia (FRI) che sembra il nome di un nuovo parito ma che in realtà si presenta come “un organizzazione non ideologica e decentralizzata”
…non ideologica… e decentralizzata…
la più grande federazione italiana di associazioni civiche, associazioni a tutela di categorie di cittadini e di cooperative italiane e diretta da personaggi più o meno noti della società civile, medica e giuridica del paese e visibili sul sito, che è praticamente il manifesto di quelli che la stampa mediatica predominante etichetta come -isti (complottisti, negazionisti, etc.) e non c’è argomento che non venga trattato in maniera controversa e, per così dire, non allineata. Si va dai vaccini, alla scuola, dall’economia alle libertà sociali e altro ancora, proponendo una serie di azioni (come la lettera a Conte) e proteste tese alla riappropriazione delle proprie libertà che, in un modo o nell’altro si stanno perdendo irrimediabilmente e che tale processo è descritto (vedi qui) come inevitabile in un immediato prossimo futuro, precisamente entro il 2030 che è anche la scadenza dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. Per cui bisogna prepararsi ad affrontare l’ineluttabile cambiamento in atto altrimenti ne verremo travolti. A loro avviso «la tecnologia rappresenta – forse in modo controintuitivo – l’unico strumento concreto e di immediata attuabilità, per passare in modo non cruento ad una società post-capitalistica incentrata su un Nuovo Umanesimo».

Notato le parole “in modo non cruento”? Perché richiamare il pericolo di una rivolta cruenta? Solo una metafora? Siccome ormai sono un pò tarato, lo ammetto, altre due cose hanno poi solleticato la mia attenzione:
1-il fatto che nel sito nelle varie descrizioni si fa spesso uso del plurale maestatis, come fanno i capi d’azienda quando parlano della loro visione, e
2- che si ponesse la tecnologia al centro di questa “nuova rivoluzione”.
Approfondendo si capisce che l’ideatore di questo nuovo progetto a servizio del cittadino è un imprenditore veneto, tale Fabio Zoffi che lavora a Monaco da oltre 20 anni e che investe nello sviluppo delle Intelligenze Artificiali (è presidente della ORS – Operational research systems – società di software leader nel collegare l’intelligenza artificiale con la blockchain) che dice di voler portare anche nelle piccole aziende, perché anche loro devono poterne usufruire, altrimenti, come si legge in qualche chat, rischiano di essere “schiacciate come scarafaggi”.
Dunque un imprenditore illuminato? Nel senso buono si spera! La sua visione è espressa plasticamente in questa intervista di Fabio Fabretti su Money.it:


Ma quale Euro, il vero tema è la rivoluzione tecnologica

Siamo in un punto di flesso nella storia dell’umanità con un’accelerazione tecnologica spaventosa: intelligenza artificialeblockchainquantum computer. Mentre nel passato riuscivamo sempre a riciclare i cervelli, nei prossimi 20-30 anni avremo una società con un modello produttivo dominato dall’automazione spinta con robotica e intelligenza artificiale. I posti di lavoro spariranno per 7-10 miliardi di persone e limitati a scienziati in grado di manipolare la fisica quantistica o il Dna. Cosa facciamo? Il tema non è dunque l’Euro ma come poter usare le stesse tecnologie per facilitare l’imprenditorialità diffusa, sostituendo le catene del valore centralizzate con altre decentralizzate dove gli algoritmi generano lo stesso livello di efficienze che solo le grandi organizzazioni riescono ad attuare. Dobbiamo tornare ad un modello che ci apparteneva, con miliardi di piccoli imprenditori.

continua sulla fonte


Tutto molto bello e avveniristico. L’idea dell’imprenditore è che bisogna restare nel capitalismo reinventandolo strizzando l’occhio al buon vecchio  Keynes, tuttavia mi sono messo nei panni di quei miliardi di disoccupati che potranno essere quasi certamente anche i miei e li ho sentiti un tantino stretti. Se non altro perché 7-10 miliardi sono tantini. Cosa faranno queste persone? Ho ricordato che anche il vecchio Bill ha “previsto” (ma quante cose prevede?) che una moltitudine di lavori verranno sostituiti da algoritmi o macchine e che «ci saranno grossi cambiamenti nel mondo del lavoro, cambiamenti ai quali la gente e i governi non sono ancora preparati»… ho come un déjà-vu! ma non l’aveva già detto per… ah quello era per le politiche vaccinali dei paesi del mondo. Vedi qui → Bill Gates è il nuovo messia – vedi video Aprile 2015.

Ma il buon proposito sarebbe quello di trasformare questi miliardi di persone disoccupate in «Miliardi di (piccoli) imprenditori finanziariamente indipendenti ma dipendenti uno dall’altro e quindi corretti nei comportamenti, bilanciati, liberi nello spirito e nella mente» che conseguentemente «voteranno persone capaci ed oneste, veri servitori della collettività», sempre se e quando si cambierà una legge elettorale che ad oggi è ancora “abusiva” per usare un eufemismo, così come tutti i governastri eletti con tale sistema elettorale. Ma c’è una soluzione anche per questo e la “loro visione” in merito ce la racconteranno un’altra volta.


Nel frattempo, l’uso sapiente della tecnologia, di concerto con nuovi meccanismi finanziari e strumenti monetari, come le criptovalute2 (Esothereum3 è un progetto della ORS group), innescherà questo circuito virtuoso, perché «Se funziona per le organizzazioni private, come sta accadendo sotto i nostri occhi, a maggior ragione funzionerà per gli Stati», uno Stato azienda… mi ricorda qualcuno. Ciò funzionerà solo se i cittadini capiranno (o altrimenti verranno convinti?) che la nuova criptovaluta, circolante solo digitalmente, è più virtuosa della vecchia “carta straccia” attuale. Almeno fino a quando i bankster di turno non decidano di “chiudere i rubinetti” (alias Bancomat, nda) perché, magari, crei disagio e fastidio.

Insomma, a quanto pare la ristrutturazione dal basso del sistema, che si trova al di sotto dell’apice della piramide (se si va per esclusione si intuisce chi possa esserci all’apice), è già tutta prevista, bisogna solo prepararsi e FRI si pone come “mediatore” tra l’inevitabile e il possibile:

Quindi se desidero riAPPropriarmi delle mie libertà, devo fidarmi perché è chiaro che dopo la lettura del manifesto questo progetto rappresenta il bene per tutti, OK! E in effetti come si fa a non dar ragione alla spietata analisi dello stato attuale delle cose condividendone i più oscuri scenari futuri?

consenso privacy

Allora mi voglio iscrivere! Solo che nel form d’iscrizione non trovo nessun specifico rimando alla legge sulla privacy o sul GDPR. Ma con un pò di attenzione si può notare un bottone più o meno anonimo in basso a destra, presente in ogni pagina, che al click mi restituisce l’immagine molto amichevole qui a lato. Oltre a ciò vi sono altri bottoni (icone cliccabili) che rimandano agli altri canali social del sito ma non trovo un indirizzo, una sede, un ente, un qualcosa che mi indichi a chi possa rivolgermi o meno, a parte un email e un numero di telefono. Va bene, ma allora a chi sto dando i miei dati personali a parte il fatto che compilando il form “Acconsento che questo sito memorizzi le mie informazioni inviate.“?
Magari avrò qualche delucidazione in più se mi scarico l’APP (applicativo o programma software che si installa sul proprio telefono cellulare o smartphone, nda) che mi si propone ma non posso perché prima devo iscrivermi. Vorrà dire che un eventuale diffida la inoltrerò alla vecchia maniera e non in forma anonima e/o tramite APP che, per certi aspetti, mi ricorda molto il funzionamento della piattaforma Russeau del M5S, dove solo gli iscritti possono accedere e che a valle di votazioni online sono venuti fuori risultatai contrastanti con l’opinione pubblica generale, vedi Votare con un clic. Non posso fare a meno di pensare che queste piattaforme informatiche sono comunuque il frutto di una mente umana e che quindi possono essere programmate come una slot machine per far vincere solo in un determinata %, ex. ogni 100mila giocate da 1€ ci saranno vincite per un massimo di 30mila €.

Lorenzo cherubini – Ateneo di Firenze il 3 Giugno 2015

Insomma se voglio far parte della grande famiglia, devo “controintuitivamente” (l’intuito è una caratteristica umana verso la quale a quanto pare devo remare contro, nda) fidarmi delle promesse offerte da FRI anche se ho l’impressione che mi si proponga in bene ciò che il governo attuale m’impone in male (tracciamento, controllo, etc.).
Ciò m’inquieta un pò perché la tanto decantata decentralizzazione fatta da miliardi di microblocchi collegati in un’unica “smart-grid” globale in cui la Politica che «è oramai materia ipercomplessa» (mi ricorda l’entusiasta discorso del buon Cherubini tenuto all’Ateneo di Firenze il 3 Giugno 2015, vedi qui) potrà essere tranquillamente sostituita dall’IA e l’analisi dei BigData che, provenienti da database pubblici e proprietari, da sensori e macchine, vengono rapidamente trasformati in denaro. Wao! E’ proprio ciò che sul blog denunciamo da anni, ovvero la pericolosità di questa deriva tecnocratica verso un mondo dove tutto è registrato e tracciabile, il controllo dell’uomo (?) sull’uomo attraverso una totale schedatura completamente gestita da IA che in un modo o nell’altro sembra inevitabile.
Attenzione però, ciò non vuol dire che la tecnologia sia il male assoluto anzi menomale che c’è. Solo poco più di due mesi ribadivamo il concetto che la tecnologia è uno strumento e come tale è neutra, diventa buona o malevola a secondo dell’uso che se ne fa.

Il progresso tecnologico è una buona cosa ma se svuotato dell’umanità, sua creatrice, diventa un’arma terrificante in grado di rubarci l’anima.

Appello alla dignità

Se non vediamo non possiamo valutare bene, se il nostro sentire è velato da preconcetti e sovrastrutture mentali non possiamo percepire chiaramente. Parimenti se siamo troppo puri percepiamo troppo e di più e spesso ciò è come un potere da cui deriva una grave responsabilità, quella di decidere in prima persona senza delegare ad altri. Essere liberi, rincorrere la libertà implica una grande responsabilità, la Libertà è un grande potere che pochi vogliono realmente esercitare e ancor meno hanno veramente raggiunto. Libertà, non ricchezza materiale ma leggerezza spirituale e presenza consapevole nel qui ed ora.
Cosa fare dunque? Nulla, se non ascoltare il proprio sé superiore. I cittadini si aiutano da soli e l’alternativa proposta da FRI è lodevole e degna di apprezzamento. A loro “farebbe piacere tu entrassi a far parte della [loro] grande rete di protezione” e questo progetto sembra troppo bello per essere vero e FRI pare avere i mezzi (oltre al sito curano una web-radio, un TG e offrono video ad elevato impatto empatico – FRI-info) e le possibilità per attuare concretamente le promesse che propone. Il rischio non troppo velato è quello del pesciolino Nemo che fugge da un acquario per tornare all’oceano che per certi versi è pur sempre un acquario anche se più grande, ma la vita è un continuo rischio e l’esperienza e l’evoluzione coscienziale passano attraverso scelte che si fanno solo se si rischia.


Would? – Alice in chains
Live unplugged in Brooklin (NY) at Majestic Theatre
Aprile 1996


Guarda come mi ha ridotto il padrone,
d’ora in poi sarà un figlio d’amore ad insegnarti.
Un corpo alla deriva che si sforza solo di volare
pur non avendone un’idea chiara.

Dinuovo nel diluvio,
allora lo stesso vecchio viaggio
quindi ho fatto un grosso sbaglio
a provare a verderla per una volta a modo mio.


Copertina:
Luna Coil – Karmacode

Note:
1 http://www.gandalf.it/arianna/citsuppl.htm
2Abituiamoci a non avere più denaro, per il nostro beneBitcoin e altre storie di vaporeCi pagheranno tutti in bit. ci piaccia o no.
3 Il progetto omaggia ETHEREUM, la piattaforma Blockchain a cui UE e ONU guardano per la gestione delle identità dei rifugiati e all‘uso dei dati biometrici in cambio di cibo e a cui anche Beppe Grillo (M5S) è favorevole.

Bassam fa scannerizzare l’occhio per pagare alla cassa del mercato. (Credit: TechnologyReview)

Approfondimenti:
1) Alla cassa, un cassiere calcola il totale, ma Bassam non paga in contanti o con carta di credito. Invece alza la testa verso una scatola nera e guarda nello specchio e la macchina fotografica al suo centro. Un attimo dopo, un’immagine dell’occhio di Bassam lampeggia sullo schermo del cassiere. Bassam raccoglie la sua ricevuta — che recita “EyePay” e “World Food Programme Building Blocks” — e si inoltra nel caos di mezzogiorno del campo profughi di Zaatari.

 Anche se Bassam non lo sa, la sua visita al supermercato comporta uno dei primi utilizzi della Blockchain per gli aiuti umanitari. Lasciando che una macchina scansionasse la sua iride, ha confermato la sua identità su un database tradizionale delle Nazioni Unite, interrogato un conto corrente di famiglia tenuto su una variante della blockchain Ethereum dal Programma Alimentare Mondiale (WFP dall’inglese) e ha saldato il conto senza aprire il portafoglio.

continua sulla fonte

2) ORS, la nuova ICO sull’intelligenza artificiale: l’ORS Crypto-Robo Advisor, primo esempio di “Hypersmart Contract” per tener conto delle preferenze di investimento (come la propensione al rischio) ed eseguire automaticamente gli ordini crypto.
3) ORS, mille algoritmi per una ICO: Come si immagina il futuro della Blockchain?
“Collegato all’intelligenza artificiale e alle monete digitali, in quello che chiamiamo il nuovo alfabeto tecnologico: ABC, ovvero Artificial Intelligence, Blockchain e Crypto monete. Tre strumenti che consentiranno l’esplosione dell’imprenditorialità su scala planetaria.”
4) ORS CryptoHound ha scoperto Ethereum nascosti per un valore di 500 milioni di dollari: Avendo analizzato le cento maggiori transazioni di Ethereum nell’ultimo trimestre del 2018, ORS CryptoHound ha scoperto alcune caratteristiche comuni nel comportamento dei sei portafogli più ricchi. “Questa indagine è una dei primi casi studi che dimostrano il potenziale dell’intelligenza artificiale nell’analisi delle blockchain e delle criptovalute.”

Fonti:
https://forbes.it/2018/04/17/trasformare-le-imprese-in-piccole-amazon-con-un-algoritmo/
https://medium.com/@ORS_Fabio/manifesto-for-a-new-deal-4-0-937b2fbf588f
https://www.italjani.com/?page_id=2
https://cryptonomist.ch/2018/09/24/esothereum/
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Appello alla Dignità

5 pensieri riguardo “Federazione Rinascimento Italia

  1. Grazie per questa analisi.
    Concordo su “l’impressione che mi si proponga in bene ciò che il governo attuale m’impone in male (tracciamento, controllo, etc.)” e sulla necessità dell’ascolto del proprio sé e della responsabilità.
    Grazie anche per tutto il lavoro e le riflessioni del sito e anche di cuore per il video di AIC, degno suggello per il dolore e le domande di questo periodo.
    “If I could, would you?”

    Piace a 1 persona

    1. Grazie a te Mary,
      è un pezzo a cui sono molto legato, forse il migliore in questa versione degli AIC. Esprime si un dolore di fondo ma pervaso di rivalsa ed energia tesa al rinnovamento spirituale.
      “If I could, would you?”
      Ora più che mai abbiamo bisogno di un convinto e coraggioso consapevole
      “yes I would”.

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  2. “Io non credo si tratti, come taluni hanno detto, di un grande “reset”. Sono invece propenso a pensare che si tratti, citando ancora Gramsci, di un prolungamento organico della civiltà capitalistica.
    Di una sua riorganizzazione interna, che non fa epoca ma che segna un perdurare del capitalismo stesso”

    Diego Fusaro

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