“IMMUNI” di default dentro il tuo cellulare

A cura di Andrea Pilati

Ormai dovrebbe essere chiaro il modo di operare del Sistema, di questo brodo oscuro che ci vuole simili a lui in frequenza e materia. Ci da una notizia, terribile o scandalizzante o fortemente sospetta e con essa ci distrae facendoci trovare dietro le spalle quello che era stato programmato. A quel punto dobbiamo di nuovo riprendere in mano tutte le nostre migliori strategie per fare fronte a questa invasione di campo. D’altro canto lo avevano già detto nel agosto del 1924:

“Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.” (USA Banker’s Magazine – dice niente?).

Quindi anche allora, ma anche prima, usavano questo metodo ed è collaudato. Ora, se veramente vogliamo fare crollare il Loro castello di carte, lo dobbiamo fare attraverso i soldi, agendo dove meno se lo aspettano ma dove hanno più timore. Nel recente periodo di quarantena non hanno per caso lasciato aperta la Borsa? Ecco… Ce lo hanno detto un’altra volta. In questo intervento (clicca QUI) ho spiegato la mia proposta di rivoluzione efficace. Vediamo quanti la comprenderanno e la metteranno in pratica.

E ora passiamo a noi. A piccoli passi, felpati, lenti ma frequenti, inesorabili, stanno portando avanti la loro agenda con un programma serrato. Pare abbiano una fretta quasi psicotica. Perché poi, dove vorrebbero arrivare o, meglio, portarci? Un’idea ce l’ho ma magari la spiego un’altra volta.

Qualcuno dei nostri lettori si è accorto di una anomalia nelle impostazioni del suo cellulare e ce l’ha fatta notare. Questa:

Google e Apple tracciamento
Fonte: https://www.repubblica.it

Ora, la cosa tra noi ricercatori fosse già conosciuta da almeno un mese e abbiamo preso le dovute contro misure, almeno per quanto riguarda Android: disabilitare gli aggiornamenti automatici di sistema. Ma non è nel sistema operativo che è stato inserito questo servizio aggiuntivo ma in un aggiornamento di Google play service, il servizio che permette di scaricare le applicazioni e poter accedere agli aggiornamenti automatici. Furbi, vero? Sembra abbiano preso da noi italiani.

Notifiche covid su Android
Vai in “impostazioni” poi “Google”. Et voilà

Questa voce la si può trovare nel percorso Impostazioni –> Google

È una aggiunta software che predispone lo smartphone ad interfacciarsi con una applicazione governativa. Indovinate quale?

E cosa spiega l’help di questo software? Proprio questo. Notificare agli altri che tu hai il virus. Ma basterebbe scriverselo sulla maglietta a questo punto, no, oppure urlarlo al mondo con un megafono? In più notifica ai sani (sani?) se hanno avuto contatti ravvicinati con persone infette, i cosiddetti “untori”, e fornire ulteriori istruzioni. Ma scusate, se la persona risulta positiva al Covid 19 non dovrebbe essere relegata in quarantena? E i famosi ed affidabili tamponi non sono sufficienti a garantire che il virus è presente oppure, per coloro in quarantena, già passato? Se uno risultasse positivo ci vuole proprio un’applicazione oppure la persona stessa potrebbe avvisare che non può avere contatti, evitando di avvicinare altre persone? E se uno risulta positivo al Covid cosa ci fa in giro uno così? E come fa questa applicazione a sapere che c’è in giro una persona con il virus? E se lo sa perché non avverte direttamente la pubblica sicurezza? Oppure lo fa e 

Info app Covid 19 su Android

non lo sappiamo? E i dati dove vanno a finire? Perché mai si devono interfacciare con i relativi sistemi operativi dei cellulari? Penso male e faccio peccato?

La prossima mossa? Limitare il contante per evitare di infettare al tatto? Che il denaro di oggi sia appestato già si sa, non era necessario scomodare così tante forze.

Per ora in Italia si percepisce un clima di calma piatta, la mente dei più è quasi tornata alla abituale routine, come il criceto nella sua ruota. Ma presto il perno salterà e la ruota smetterà di girare. A quel punto tutto, ma proprio tutto, prenderà un’altra piega. Quello che abbiamo vissuto in questi tre mesi, per nostro conto è solo l’antipasto. Non vediamo l’ora di arrivare alla frutta.

21 pensieri riguardo ““IMMUNI” di default dentro il tuo cellulare

  1. Caro Andrea il tuo compito qual’è? Creare allarmismo probabilmente!!! Se avessi letto bene, ma credo che tu lo abbia fatto, ti saresti accorto che bisogna avere l’app immuni o simili affinché le notifiche, comunque disabilitabili in qualsiasi momento, funzionino.

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  2. Caro Luke il mio compito è quello di fare informazione nel modo più chiaro e coerente possibile. Forse, a volte, pecco e commetto errori, come tutti gli umani, ma, mi chiedo, perché mai vedere allarmismo in questo articolo? Cosa vedi di tanto allarmistico? Ho voluto essere aderente alla realtà e ho riletto più volte il testo in modo da non indurre in inganno il lettore con frasi fatte o facili menzogne. Il titolo “Immuni di default nel tuo cellulare” prelude ad un futuro neanche tanto distante perché ciò avverrà tra qualche mese, con qualche pretesto, scavalcando le più elementari regole a tutela della riservatezza di ogni singolo individuo. Cosa che avviene a piccole dosi, a piccoli passi, ogni giorno che passa. Una libertà in meno e un’anello di catena in più ai piedi. Questo avverrà perché siamo in stato di emergenza e questo deroga qualsiasi normativa; me lo ha fatto intendere pochi giorni fa il vice sindaco della città in cui abito, in modo sibillino. Sappi, caro Luke, che il mio non vuole essere un desiderio sadico di un futuro prossimo ma la lettura lungimirante degli avvenimenti in base alla esperienza che mi sono fatto negli anni passati in questo mondo. Poi, se tutto non si concretizzerà, sarò il primo a festeggiare e sarai gradito ospite al bancone del bar per un bicchiere buono. E senza mascherina…

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    1. A me pare che abbia scritto un articolo senza sapere di cosa parlava. Senza capire come funziona il sistema dei permessi in Android, come funzionano gli aggiornamenti, cosa dovrebbe essere il contact tracing…
      Si quello che succederà se ne può parlare, ma i fatti devono essere chiari, prima di lanciarsi nelle ipotesi.

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  3. Che pressappochismo disarmante.
    Non ha minimamente capito il funzionamento dell’app e lo si evince quando si domanda perché una persona positiva al covid non se ne sta a casa.
    Semplicemente perché non lo poteva sapere non manifestando ancora i sintomi. Il problema è che in questo caso la persona può infettare chi incontra.
    Cercare di rintracciare le persone che hanno avuto contatti significativi con questa persona positiva ma asintomatica significa cercare di fermare la catena di possibili contagi nel minor tempo possibile contenedo la probabilità di creare nuovi focolai.
    Questa operazione si potrebbe fare anche manualmente ma richiederebbe uno sforzo in termini di risorse umane non da poco, e per fortuna per certi automatismi della ricerca possiamo sfruttare la tecnologia a nostra disposizione.
    Non è una bacchetta magica ma uno strumento.
    La inviterei a divulgare le notizie con un minimo di senso critico invece di puntare al sensazionalismo/complottismo in cerca di like e click.

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    1. Grazie Diego per le tue considerazioni.
      Perdona la risposta non celere, abbiamo un lavoro (fortunato chi lo ha ancora!) che, da un punto di vista delle responsabilità, viene prima della cura del blog anche se quest’ultimo sta diventato un impegno non indifferente e pertanto sentiamo di avere una responsabilità verso i vecchi e nuovi lettori che ci seguono.
      A tal riguardo nel post non a a caso si scrive che una persona positiva al covid-19 se ne dovrebbe stare a casa ed in particolar modo per due motivi:
      1) #iorestoacasa è stato un mantra obbligatorio per tutti, positivi e non positivi, in via cautelativa ed in una situazione di emergenza e siamo stati tutti bravi a rispettare la legge.
      2) Se sei positivo lo sai perché si presume che tu abbia fatto un test, un tampone (per quello che valgono) o abbia quantomeno dei sintomi.
      E’ chiaro che se non manifesti sintomi te ne vai in giro, anzi devi andare in giro a goderti una delle più belle primavere che si ricordino negli ultimi anni. In ogni caso se una persona dovvesse essere positiva al covid-19 senza saperlo, perché asintomatica, questa non sarebbe di alcun pericolo per la comunità in generale e nelle normali situazioni di vita sociale e questo non sono io che lo affermo ma uno studio scientifico pubblicato su PubMed: l’infettività degli asintomatici positivi è nulla o molto debole, nessuno dei 455 soggetti testati è stato infettato. Di seguito il riferimento che è di dominio pubblico già da qualche giorno:

      https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32405162/?fbclid=IwAR0ZoTcLVYbIM_m2Rw8k-jnptW1-YR5mymAos8fZZAnGN2KlUi4o4b0BVaY

      Infine sono d’accordo col fatto che l’App è uno strumento come lo è anche una pistola. La pericolosità o meno dello strumento la fa l’uomo che la gestisce.

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      1. Perdonami, non ci siamo capiti.
        Sono stato poco preciso nell’usare il termine asintomatico.
        Oltre alla casistica a cui tu fai riferimento io volevo intendere anche le persone che magari manifestano i primi leggeri sintomi (magari una febbre leggera) o che hanno sintomi ma non li hanno legati al coronavirus per ignoranza/paura/poco senso di responsabilità.
        La circolazione di queste persone nei giorni precedenti ad una loro ipotetica fase acuta comporterebbe il rischio di diffusione del virus. Ricostruire i loro contatti sociali aiuterebbe nel fermare la catena di contagio.
        Spero di essermi espresso meglio.

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        1. Grazie a te ora è più chiaro.
          In linea di principio sono anch’io dello stesso avviso se non fosse per il fatto che:
          1) una persona ignorante/paurosa o con poco senso di responsabilità credo che, proprio per questi motivi, sarebbe quel tipo di persona che non installerebbe l’App anti covid-19, ma questo è solo un aspetto rpatico della questione, perché
          2) Sarebbe una bella cosa se l’App facesse soltanto quella per cui si dice sia creata.

          Il timore che denunciano i liberi pensatori, o come piace a qualcuno chiamarli in modo denigratorio “complottisti”, è che con l’uso di tale tecnologia, dietro il paravento del controllo della diffusione di un virus, si può fare ben altro che tracciare la mera posizione.

          Un discorso lungo che non si può pretendere di esaurire in poche battute tra questi commenti. Posso però dire che coloro che vengono tacciati di essere complottisti in realtà denunciano spesso il lato oscuro che si può nascondere dietro una narrazione, anche perché spesso si scopre che costoro hanno una visione d’insieme più ampia dello scenario in cui svolge l’azione. Alcuni di questi lo fanno per sentiro dire e ce ne sono tanti, altri cercano di fare ricerche e indagano su più fronti per confutare tali narrazioni. Certo sono teorie che si basano su congetture ma se si fa un buon lavoro di indagine spesso vengono fuori scenari davvero interessanti.

          Senza dilungarmi oltremodo, chi segue il blog da tempo sà che cerchiamo di offrire tanti contributi che aiutano i lettori a farsi un quadro d’insieme che possa dare risposte a qualche domanda che dopotutto ci poniamo anche noi. In tal senso è una condivisione di intenti, ragionamenti, osservazioni e stimoli intellettuali che sono alla base della dialettica e per questo ti ringrazio delle tue critiche e spero continuerai a seguirci per metterci alla prova.

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          1. Non condivido il suo ragionamento, per molti motivi. Le rispondo per punti ma sarà quasi tempo perso..

            L’app è liberamente consultabile on-line, nel caso non si fidasse delle recensioni dei programmatori che hanno potuto controllare il codice e gli indirizzi delle chiamate dell’app e le autorizzazioni che il sistema Android concede all’app. Inoltre potrebbe addirittura compilarsi la sua versione da installare nel cellulare in modo da essere sicuro che nessuno abbia manomesso il codice caricato sul Google Play Store.
            La sua diffidenza è veramente a livelli incomprensibili: ci sono app commerciali che richiedono ben più permessi di questa, non sono open e vengono utilizzate da miliardi di persone nel mondo, eppure nessun lamento. Un esempio su tutti Whatsapp, Facebook, Twitter, Instagram.

            Sul discorso “liberi pensatori”/complottisti mi permetto di insinuare che la corretta validazione usando un metodo scientifico delle suddette teorie gioverebbe molto a non renderle semplici ilazioni, ipotesi, casualità. Un video caricato su YouTube con un titolone ad effetto non è una fonte affidabile e non rappresenta un metodo scientifico.
            Un esperimento ripetibile più volte che ottiene lo stesso risultato lo è. Sono le basi della scienza che porta al progresso. Il resto è magia, fede, illusioni.
            Un lavoro di indagine, per quanto sia impegnativo, non può sostituire le prove empiriche che derivano dal metodo scientifico. Ecco perché si utilizza il termine complotto.

            Concludo prendendo atto che se è vero che il blog presenta spunti di riflessione, bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere che non tutte le affermazioni che si sentono in giro hanno uguale credibilità e peso.
            Una teoria enunciata diversi secoli fa che ha sempre prodotto come risultato la descrizione fedele della realtà viene invalidata da una nuova teoria che descrive meglio ciò che accade e non da un racconto o da ipotesi. Rientriamo altrimenti nel caso della fede/magia/immaginazione.
            Vede, ad esempio potrei enunciare che in orbita attorno alla terra vi sia una teiera. Purtroppo per me, e per fortuna per la civiltà, l’onere della prova di questa affermazione ricade su di me.
            Nel caso delle teorie “complottiste”, non si sa perché, si ribalta questo concetto.

            Devo per la verità darti atto che si tratta di una delle rare volte in cui si riesce ad avere uno scambio di opinioni che non degenera in insulti, e di questo ti ringrazio.

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          2. Grazie a lei per la stimolante discussione!
            putroppo anche il suo messaggio era finito nello spam ma eccolo qui a beneficio della colettività.
            Si lo ammetto, sono un pò diffidente a volte, non sempre però. Ciò a cui sono un pò allergico sono le imposizioni e ciò che ha reso famosa, se vogliamo dire così, questa storia sull’app immuni è la paventata obbligatorietà legislativa dell’installazione della stessa sui nostri samrtphone. Anche se per ora pare sia scongiurata questa ipotesi, siamo già stati avvisati che se non si raggiungerà la copertura vaccinale, ops! lapsus, la copertura minima d’istallazione volontaria del 60% si corre il rischio che l’app diventi inaffidabile.
            Staremo a vedere.

            Proseguendo, non so a quali “complottisti” si riferisce ma convengo che in rete ci sono troppi pressapochisti che inseguono non si sa bene cosa a scapito di chi invece si dedica con serietà ad indagini e ricerche approfondendo aspetti oscuri che altrimenti non vengono quasi mai divulgati se non in maniera opportunamente filtrata.
            Qui offriamo una visione diversa da quella ordinaria basata quasi sempre (almeno questo è il nostro intento) su fonti verificabili e sostenibili senza tuttavia pretendere di esportare verità assolute. Siamo dunque complottisti per questo? Spero di si, ma almeno non nell’accezione negativa che fu data al termine dalla C.I.A.. A tal riguardo prongongo la seguente interessante lettura: Il concetto di “teoria del complotto” fu inventato dalla CIA.

            Infine, ho apprezzato molto il suo riferimento a Bertrand Russel e penso che in fondo indagare su quegli aspetti meno dibattuti possa spesso dar luogo a nuove e stimolanti teorie che chiaramente devono essere confutate per poter produrre un reale progresso in avanti nel sapere umano. Ma se nessuno si ponesse domande e accettasse qualunque cosa in modo dogmatico e scientista che progressi avremmo fatto?
            La continua dialettica è motore di consapevolezza e presa di coscienza.
            Nel rigraziarla del suo tempo e attenzione. Le consiglio anche questa lettura: L’esperienza mistica di Bertrand Russell, magari non sarà tempo perso.

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      1. Certo, ma altre fonti ne parlano in manier diversa, come qui https://www.giornalettismo.com/asintomatici-non-contagiano-disinformazione/

        Perciò considerando che la conoscenza scientifica di questo virus è veramente recentissima è meglio utilizzare prudenza.
        In ogni caso, ammesso che la sua tesi sugli asintomatici sia corretta, ciò non toglie validità al mio ragionamento riguardo il funzionamento del contact tracing, semmai non può che essere una buona notizia nell’ottica di fermare sempre più la diffusione del virus.

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        1. Ogni tanto leggo anch’io giornalettismo.
          Purtroppo spesso non rientra nelle mie corde il loro modo di fare informazione e per questo resto deluso.
          Il loro articolo in questo caso rimbalza quello del sito Open, scritto da Puente, che come tanti altri siti di smacheramento delle notizie false possono essere utili per verificare delle notizie.
          Tuttavi considero che anche questi non siano la bibbia e che nessuno abbia la verità in tasca tanto è vero che alla fine dell’articolo di Open anche loro usano il condizionale e che quindi ribadisco non sarebbe di alcun pericolo per la comunità in generale e nelle normali situazioni di vita sociale.
          E’ chiaro se non palesemente ovvio che usare una mascherina possa in una certa, seppur minima misura, filtrare qualche microgocciolina di vapore su cui può esserci appollaiato un virus qualsiasi… come ovvio che indossare i guanti ti evita di entratre in contatto con superfici infette… ma l’unica davvero contromisura efficace e o indossare uno scafandro o seguire le normali partiche di igiene personale e di buon senso.
          Nel fare queste valutazioni un ruolo pesante lo gioca la paura… ma qui si apre un discorso più ampio. Termino col dire che indossare la mascherina oltre le già draconiane regole imposte dalla legislazione attuale lo trovo al quanto masochista.

          Riguardo a Open e l’informazione ufficiale in generale potrebbe essere interessante vedere il seguente video, se non l’ha già visto, al min.16 si parla del sito di Mentana, Open per l’appunto:

          Grazie ancora per le sue osservazioni e suggerimenti.
          Avere un pensiero critico è dote rara di questi tempi!

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  4. Mi permetto di osservare che è tutto sbaglato questo articolo, a partire dal titolo: ” “IMMUNI” di default dentro il tuo cellulare”.
    Semplicemente falso. Sul cellulare vengono installati i servizi per fare permettere ad Immuni di accedere al bluetooth, ma l’app devi installarla tu ed attivare tu il tracciamento.

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    1. Ciao Federico e grazie della tua osservazione.
      Non ho scritto il post ma avevo capito che il titolo prevedesse un punto interrogativo. Sarà stata una svista a cui provvediamo subito.
      [Aggiornamento: Ho sentito Andrea ed ha voluto il titolo appositamente così, in quanto non andrebbe letto come un’affermazione ma come una frase in divenire, altrimenti ci sarebbe stata una virgola dopo la parola “IMMUNI”]
      Per il resto non saprei come rispondere visto che ho riletto il post e posso solo evidenziare che in esso si riporta:
      “È una aggiunta software che predispone lo smartphone ad interfacciarsi con una applicazione governativa.”
      Non vedo in che altro modo si possa ulteriormente esplicitare il concetto che peraltro hai evidenziato tu stesso. C’è anche un fermoimmagine del quadro del telefonino dove si legge chiaramente che “Per usare questo sistema, devi scaricare l’App dell’autorità sanitaria pubblica competente” ovvero quella “governativa del tuo paese”.
      Mi rendo conto che forse sarebbe stato meglio evidenziare questi passaggi per una migliore comprensione del testo.
      La prossima volta faremo così, dinuovo grazie per a tua segnalazione.

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      1. Io ho anche letto l’articolo, seppur un titolo falso non sia poca roba, ma ho trovato altre cose incomprensibili…

        “Ora, la cosa tra noi ricercatori fosse già conosciuta da almeno un mese e abbiamo preso le dovute contro misure, almeno per quanto riguarda Android: disabilitare gli aggiornamenti automatici di sistema. Ma non è nel sistema operativo che è stato inserito questo servizio aggiuntivo ma in un aggiornamento di Google play service, il servizio che permette di scaricare le applicazioni e poter accedere agli aggiornamenti automatici. Furbi, vero?”
        Messa così sembra quasi un complotto, ma è ovvio che l’implementazione della cosa sarebbe passata attraverso i Play Services: Google non controlla gli aggiornamenti dei telefoni non Pixel! Inoltre non capisco il problema: questa famigerata funzione è disattiva fino alla disattivazione di un’app di tracciamento!

        Ma davvero, nessun problema, sono io che ho sbagliato a finire sul vostro blog. Buona giornata.

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        1. Caro Federico cosa c’è di falso in una congettura? Il titolo Infatti non riporta un’affermazione certa ed è completamente opinabile a seconda di come il lettore lo interpreta. Inoltre, rispetto la sua opinione riguardo al fatto che non vi sia alcun problema. Per quanto mi riguarda invece il problema c’è ma ancora non lo si vede. Articolo vuole Infatti essere uno stimolatore di domande che ognuno di noi dovrebbe abituarsi a farsi ogni volta che c’è una novità che rischia di interferire con la nostra a riservatezza. Inviteresti in casa tua uno sconosciuto che si presenta come una persona innocua e, con il pretesto di offrirsi a mettere ordine nel tuo locale, alla fine scopri che è un ladro?

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        2. Mi spiace che l’abbia presa in questo modo.
          Se è finito su questo blog forse non è accaduto per sbaglio. Magari cercava delle risposte sull’App anti covid-19 che il governo ci ha promesso che ci aiuterà a sconfiggere il virus e voleva vederci più chiaro.
          Se ha informazioni pertinenti o se c’è qualcosa che non le torna lo scriva chiaramente e saremo lieti di fare delle rettifiche. Qualche volta è già accaduto che un lettore ci segnalasse delle inesattezze.
          Grazie del suo tempo.

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  5. Ciao Alvar/Federico B,
    Forse eri rimasto deluso dal fatto di non veder pubblicato il tuo commento, ma era finito nello spam e lo abbiamo ripristinato.
    Tutte giuste le tue domande. Pur non essendo degli informatici di professione è abbastanza semplice capire che l’aggiornamento dei servizi Google trattasi si una “aggiunta software che predispone lo smartphone ad interfacciarsi con una applicazione governativa.” che non è né installata nel telefono
    Per chi non mastica un po queste cose forse si sarebbe potuto esplicitare ancora meglio che tale software NON è già installato nel telefono.
    Accogliamo dunque con favore le tue perplessità alle quali abbiamo già risposto nei commenti seguenti.

    Grazie per il tuo tempo

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