Quando una libertà di cura la decide un sindaco. Il caso di Dario Musso

A cura di Andrea Pilati

Nel 2017 nasceva la Legge Lorenzin, acclamata da tutti i genitori, soprattuto quelli con bambini da 0 a 6 anni. Da allora ogni reclamo con rimando alla Costituzione è sempre stato rispedito al mittente, con tanto di censura. Oggi le cose sono finalmente cambiate, in peggio.

Foto pubblicità pullman libertà di cura vaccini
Biella – Libertà di cura verso l’obbligo vaccinale. Adesivo applicato sugli autobus, censurato e fatto togliere. Dava fastidio a qualcuno?

Oggi, ogni atto che discende da chi governa l’Italia è già viziato di incostituzionalità. Giuristi di ogni calibro, come Cassese,  hanno redatto pagine tra affermazioni e denunce per confermare quanto i DPCM emanati da fine marzo siano stati redatti violando molti articoli della Costituzione italiana (vedi QUI).

Ma quello che fa più male è vedere gli epiloghi della deriva dittatoriale, subdola e sadica, condita di vendette che questa nazione sta subendo da anni e che in questo ultimo trova la sua più spietata applicazione. Mi riferisco al caso di Dario Musso che, in ottemperanza all’articolo 21 della Carta, esercitava il suo sacrosanto diritto di esprimere le sue opinioni “armato” di megafono. Ne hanno parlato in tanti (forse solo il papa se n’è scordato ma forse aveva altro da fare) ma quello che mi lascia amareggiato è notare la poca empatia che questo evento ha trasmesso. Non si è nemmeno scomodata la D’Urso, troppo presa tra lacrime e preghiere, e nemmeno Salvini ha levato la voce, forse afona e sorda perché impedita dalla tradizionale e sempre più trendy mascherina.

Ma una cosa del genere, in un contesto in cui l’umanità si potesse definire tale, non solo avrebbe scatenato accuse al sindaco, con arresto immediato e processo per direttissima; semplicemente non sarebbe avvenuta. Ma, si sa, noi sopportiamo la lite tra vicini per un pezzo di terra o i black friday dove si accalcano masse di carne, coscienti solo del proprio ego.

E invece permettiamo che accada questo, inermi alla finestra, coraggiosi solo come anonimi delatori.

Cosa è successo ormai lo sanno anche i muri, ma per coloro che ancora non sanno…

Questa la disamina dell’accaduto con il filmato dell’arresto e della sedazione in strada, di fronte agli inermi cittadini. Pare che il TSO lo abbiano fatto prima a loro, tanto si sono dimostrati imbalsamati ed impauriti

Ma la cosa più struggente è la voce del ragazzo ripresa dalla telefonata del fratello, avvocato, che più volte, nell’arco dei quattro giorni, possiamo dire di “detenzione”, ha provato a sentire. Se comparata a quella del video precedente, la voce del giovane Dario, in palese stato di debilitazione psicologica indotta da psicofarmaci, è quasi irriconoscibile e personalmente suscita un sentimento di pena.

Telefonata del fratello Massimiliano Musso, avvocato, presso l’ospedale di Canicattì nel quale era detenuto… ops… trattenuto Dario Musso

Oggetto di questa vicenda è stato poi l’intervento della inossidabile Sara Cunial, degna di nota la sua menzione, anche perché sarebbe bello sapere quanti altri parlamentari si sono accodati a manifestare le stesse dichiarazioni.

Sara Cunial per Dario Musso.png
Fonte: https://www.recnews.it/2020/05/09/tso-ravanusa-cunial-interroga-lamorgese/

 

Sindaco di Ravanusa - Carmelo D'Angelo
Carmelo D’Angelo, sindaco di Ravanusa

Ora, come possiamo chiamare colui che, in forza al suo potere, approfitta del corpo e della psiche di un innocente, reo di manifestare come la Costituzione permette? Inoltre ogni medico sa che gli psicofarmaci hanno il grande difetto di spegnere alcuni neuroni, debilitando così colui che ne fa uso; esattamente come le droghe. Ma allora mi domando, signor sindaco di Ravanusa: lei ha ancora capacità di auto analisi e di auto giudizio? È capace di intendere e di volere? No, perché se è così allora i medici intervenuti sulle strade del suo paese hanno sbagliato persona.

Cerchi almeno di sforzarsi di vergognarsi per questo suo deplorevole, se non criminale, gesto.

Ma non stupiamoci; questa deriva dittatoriale di stampo sanitario è stata veicolata nelle menti delle persone da poche menti sopraffine, ormai avvezze a tali pratiche da decenni di studi sulla manipolazione psicologica di massa ed esse hanno la capacità di inserire specifici programmi mentali in persone di ogni ordine, dal proletario al dirigente. Non vi è differenza se non per la sfera culturale che, ho notato, più è elevata più preclude alla elasticità mentale necessaria per avere la capacità di discernere. Peggio ancora se uno si trova nei pressi della centrale del potere, luogo in cui i paraocchi spessi e stretti, misti agli opportunismi più intensi, non permettono attività cerebrali personali e distinte.

A ragione di ciò infatti fa rabbrividire la presa di posizione del Codacons (il cui acronimo descrive: Coordinamento delle associazioni dei consumatori) nelle parole del presidente regionale della Calabria, Francesco Di Lieto:

Codacons - TSO obbligatorio chi rifiuta tampone.png

I primi arrivi in Calabria registrano incredibili rifiuti da parte di chi rientra a sottoporsi al tampone. Ha dell’incredibile il rifiuto che oggi alcuni passeggeri in arrivo alla stazione di Lamezia Terme, avrebbero opposto alla richiesta di essere sottoposti al test che, ricordiamo, è gratuito ed è rapidissimo. Il Codacons chiede che intervengano i Sindaci, costringendo i passeggeri attraverso il ricorso ad un TSO – sostiene Francesco Di Lieto.

Fonte: https://codacons.it/

Personalmente non ho più parole… Mi chiedo, a questo punto, come ci siano ancora persone che credono che questa non sia dittatura.

Fanno pensare queste notizie, ci devono mettere in guardia da come muoverci, da come parlare e scrivere… come camminassimo sulle uova su di un campo minato. Ma non ci fermiamo e siate certi, arriviamo alla meta.

3 pensieri riguardo “Quando una libertà di cura la decide un sindaco. Il caso di Dario Musso

  1. consiglio anche questa lettura.

    La vergogna di possedere ancora l’aria per respirare
    di Miguel Martínez, 4 maggio 2005

    “Chi non collabora corre il pericolo di credersi migliore degli altri e di fare della propria critica della società una ideologia al servizio del proprio interesse privato. Mentre cerca di fare della propria esistenza una fragile immagine della vera”

    e le considerazioni di Kairobi:

    Vivere senza menzogna

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  2. A un mese e mezzo dall’accaduto l’avvocato Massimiliano Musso, frtello di Dario, ricostruise i fatti salienti. ad oggi in attesa di accertamenti giudiziari, della vicenda:

    intervista di Alessandro Amori – PLAYMASTERMOVIE

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