Preghiera per il fuoco

A cura di Andrea Pilati

Prima che la cosa diventi virale e faccia il giro del globo in meno di ventiquattr’ore voglio giocare di anticipo. Tutto parte da qui:

Fuoco in Australia.png

Mi arrivano alcuni messaggi, praticamente identici, sulla situazione in Australia. Si invita l’utente a pregare affinché il pianeta reagisca e faccia scendere la pioggia, così da spegnere la devastazione in atto in quella parte di mondo.

Migliaia di animali in fuga, migliaia morti nei roghi, tornado di fuoco alzano in cielo fiamme a forma di colonne…

I media divulgano la notizia della catastrofe, che, ovviamente, è dovuta al climate change (ex global warming).

Testimonials d’eccezione, come Jennifer Aniston, che approfitta del Golden Globe per lanciare il “suo” messaggio ambientalista, pregno di consigli per l’acquisto di energia rinnovabile. Lo potete vedere qui: https://video.repubblica.it

Ma quello che voglio portare all’attenzione è come e quanto siamo volubili e manipolabili appena una notizia arriva attraverso i media e i social network. Non facciamo nemmeno in tempo a mediare con la ragione che subito mandiamo in onda il nostro appello, divulgando il messaggio che deve sempre terminare con “condividi, facciamolo diventare virale, non fermare questo appello, spediscilo a tutti i tuoi contatti… ecc.” – Nessun limite alla fantasia.

Ad appena quattro giorni dall’assassinio di Qassem Soleimani, il potentissimo capo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, da parte dei carnefici americani, ecco che prende il sopravvento la preghiera per l’Australia che vive la sua calda estate come sempre, da anni, in questo periodo, devastata da incendi.

Il riscaldamento globale sarà la punta di diamante nella disinformazione mondiale, facciamoci caso… Occorre paura globale e un semplice attentato non può protrarre la sua eco per tanti anni; dalle Torri Gemelle a Charlie Hebdo, al Bataclan, alla Promenade des Anglais. L’argomento “clima” invece non ha tempo e si può gestire come si vuole.

Ma torniamo al messaggio: il potere della preghiera è enorme, il messaggio non può che essere condiviso. Ma da dove parte? Perché? Da chi?

Perché non pregare invece per i morti e i mutilati tra i gilet gialli (dimenticati, vero?), oppure per le milizie e la popolazione siriana che lottano per scacciare gli invasori, sempre americani, che hanno lì il loro teatro di guerra preferito, oppure, più patriottico, pregare per un risveglio delle italiche coscienze, comprensivo di coraggio per scatenare una rivoluzione con l’arma della pace e dell’intelligenza?

No? Non avete ricevuto messaggi virali per quello? Magari, se ascoltiamo bene, nell’etere sta arrivando, ad altre frequenze e direttamente ai nostri cuori… Il fuoco interiore, quello andrebbe pregato, affinché non si spenga e alimenti l’entusiasmo. Il resto viene da sé, di conseguenza.

3 pensieri riguardo “Preghiera per il fuoco

  1. Buongiorno Andrea In effetti mentre ricevevo da più parti il messaggio della preghiera per l’Australia pensavo esattamente ciò che hai scritto. Tutto diventa virale quando non dobbiamo essere coinvolti per prendere una posizione politica di pensiero filosofica e quant’altro Grazie per aver sempre l’attenzione a dare uno spunto di riflessione

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  2. Ciao Andrea ,Quando mi e arrivato il messaggio sono stato sorpreso per la richiesta di preghiera , come se in questo mondo non ci sarebbe bisogno veramente di “pregare” ogni giorno per la disumanità che osserviamo senza neanche soffermarci sulle vere cause. Dopo comunque senza riflettere sul perché, l’ho inviato a tutti quelli, circa una decina che ritenevo vicini alla natura, ma la tua analisi la condivido in pieno , perché bisognerebbe ogni giorno inviare non solo una “preghiera” tanto per necessita, ma inviare con il nostro “pensiero consapevole” energia di pace e di umanità e trovare il modo dentro di noi di perdonare il nostri “nemici”.

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    1. Nessuno è immune da questo tipo di reazione perché la facciamo sulla scia dell’emotività. Siamo esseri compassionevoli ed empatici (qualcuno ne manca di consapevolezza ma lo siamo tutti) e per questo agiamo così, d’impulso, in azioni e parole. E’ ciò che ci rende umani. Ma umano vuo dire anche terreno, calato in questa dimensione pesante che ci rende prigionieri della dualità e dell’ego.
      Tanto per citare E.Tolle “La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.”

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