Con l’acqua alla gola

A cura di Giuliano C.

Acque di lusso

All’inizio sembrava non fosse altro che incuria e mancanza di educazione. Le nostre amate fontane pubbliche, spesso situate nelle piazze centrali delle cittadine, dapprima erano sempre state presidi di civilità e simbolo di vita sociale e comunitaria, ma poi cominciarono ad essere trascurate ed infine abbandonate a loro stesse. L’opinione comune era concorde nell’identificare la causa “qualunquisiticamente” (per richiamare le parole di un vecchio attore comico) nell’assenza di fondi pubblici.

Acque di lusso, dissetarsi a caro prezzo

Politici corrotti dalle lobby dell’acqua o meramente impotenti nell’attuare leggi che fossero protezioniste nei confronti dei loro concitatdini, non fecero nulla o poco più per arginare l’ondata di marea putrida che stava per abbattersi su tutti noi. Infatti le fontane pubbliche sparirono inesrorabilmente dalle piazze pubbliche e dai punti di approviggionamento. Il gregge fu diligentemente distratto da questioni assolutamente secondarie come il costo esorbitante di certe “acque d’autore” e tenuto all’oscuro di quanto stava accadendo alla gestione dell’acqua pubblica, mentre veniva abituato lentamente a pagare per bere… sì. Era infatti necessario comprare una bottiglia d’acqua al bar o al super-mercato per potersi dissetare. Il che poteva anche essere giustificato dal fatto che in certe situazioni si stesse offrendo un servizio. Ma si arrivò addirittura a spendere cifre impensabili per una bottiglia da mezzo litro! Il paravento era che fosse venduta in un contenitore esclusivo ma la sostanza era che ci stavano ammaestrando.

I canali d’informazione ci bombardavano di notizie riguardo il degrado della rete idrica nazionale mettendoci in guardia dalle probabili nefaste conseguenze dal continuare ad avere una gestione della acqua pubblica. Il pubblico era marcio, antico, inaffidabile e pericoloso per la salute! La soluziona al problema era dare in gestione la rete idrica a soggetti più affidabili, come le compagnie private. Certo, sembra assurdo ma alla fine ci sembrò l’opzione migliore e votammo un referendum che sanciva la fine dell’acqua pubblica. In fondo era un non-senso pernsare che i privati non curassero i loro interessi consentendo la speculazione fine a se stessa a discapito della qualità del servizio idrico e dell’acqua stessa!

Fù così che le fonti d’acqua nazionali vennnero dunque privatizzate col beneplacito del popolo dormiente o telecomandato, che dir si voglia col senno di poi.

Potrebbe sembrare il prologo di un racconto distopico di fantascienza ma quante volte la fantascienza s’è sbagliata nelle sue “improbabili” profezie?

Tutto ciò è già in atto, ed è già accaduto in passato che hanno provato a privatizzare l’acqua pubblica, ma col referendum del 2011 abbiamo scongiurato questo pericolo, ma solo per qualche anno perché porprio il PD, che era uno dei partiti che appoggiarono il referendum sull’acqua bene comune, sta cercando dal 2016, con sempre maggiore pervicacia, di appordare ad una gestione privata della risorsa idrica accampando le motivazioni più disparate.

Maude Barlow

L’attivista Maude Barlow è il presidente nazionale del Consiglio dei canadesi, la più grande organizzazione di difesa dei cittadini canadesi, e il fondatore del Blue Planet Project che lavora per fermare la mercificazione dell’acqua nel mondo.

Già oltre dieci anni fa asseriva che:

«la creazione di nuove tecnologie di riutilizzo dell’acqua, che è stata pesantemente finanziata dai governi, in particolare dai governi degli Stati Uniti e dell’Europa, sarà un disincentivo a mettere in cantiere e ad applicare leggi sulla protezione delle acque, perché stiamo costruendo un’enorme industria internazionale per il riciclo dell’acqua e ci saranno i relativi servizi commerciali e cosiddetti ambientali, attraverso l’OMC e il GATS (Accordo generale su commercio e servizi). Immagino un mondo tra 20 anni quando avremo prosciugato gran parte del pianeta e tutti gli oceani saranno circondati da enormi impianti di desalinizzazione, gestiti dall’energia nucleare. Non è nella mia testa. Questo sta certamente arrivando. Quei piani ci sono. Tutto ciò è terribilmente inquinante si tratta di industria ad alta intensità energetica. Alcune persone – i ricchi – compreranno acqua in bottiglia che proverrà da quei pochi luoghi remoti e puliti rimasti sulla terra o la prenderanno letteralmente dalle nuvole – la tecnologia è in fase di sviluppo – mentre milioni e milioni di persone moriranno.»

fonte

Dunque la questione è: bisogna o no privatizzare il consumo d’acqua? Peter Brabeck – ex presidente e CEO del gruppo Nestlé – ci offre la sua visione:

Peter Brabeck: l’acqua è un prodotto alimentare e come tale ha un valore di mercato

Tra le altre interessanti dichiarazioni, Brabeck afferma che “l’uomo è ormai capace di gestire gli equlibri naturali”. Mi astengo dal commentare e per completezza consiglio di leggere il comunicato stampa della Nestlé: Dichiarazioni Peter Brabeck su accesso all’acqua.

Nonostante tutto direi che è assurdo pensare che questo governo (PD-M5s regolarmente eletto dal popolo… sono ironico ovviamente) possa condividere politiche tese alla privatizzazione della gestione dell’acqua pubblica, quale governo lo farebbe? Ora c’è il M5S che ha fatto dell’acqua pubblica una delle 5 stelle! Non cambierà mica le carte in tavola rinnegando se stesso? di nuovo?

Approfondimenti:

https://www.greenstyle.it/privatizzazione-acqua-pubblica-nel-decreto-crescita-intervista-a-pecoraro-scanio-300607.html

https://www.economiaepolitica.it/industria-e-mercati/mercati-competizione-e-monopoli/acqua-pubblica-tra-referendum-e-mercato/

http://www.italiamobilesrl.it/blog/perche-l-acqua-ferragni-della-evian-a-8-euro-non-e-uno-scandalo/

https://www.nestle.it/chisiamo/nestle_risponde/brabeckborsaacqua

https://www.nexusedizioni.it/it/CT/oro-blu-la-battaglia-contro-il-furto-mondiale-dellacqua-533b2bc8c1dde

le nitrosammine usate per il riciclo delle acque reflue urbane (vedi fine post)

Note:

riporto anche il seguente post “Quanto costerà l’acqua?” il quale rilancia un articolo, postato anche da altri siti web, scritto da Maude Barlow per il Toronto Globe and Mail, Canada, l’11 maggio 2000 di cui tuttavia, anche se si citano le fonti, non è stato possibile risalire ad un link valido e verificato.

2 pensieri riguardo “Con l’acqua alla gola

  1. Il nostro corpo è composto per circa il 70% di acqua che deve essere reintegrata ad ogni evaporazione data dalle ghiandole sudorifere, dalle secrezioni renali e intestinali, dalle evaporazioni lacrimali… Il ricambio di acqua nel corpo è essenziale per mantenere puliti i “filtri” renali ma anche per reidratare l’intero organismo. Inoltre l’acqua svolge il primario ruolo nella igiene corporale, pratica di primaria importanza per mantenere la salute e allontanare la possibilitùà di trasmettere malattie ad altri.
    Dare l’opportunità a un singolo individuo di permettere o meno l’accesso all’acqua potabile ai suoi simili (e per potabile intendo pulita) equivale a dominare la salute delle persone stesse. Vogliamo questo?

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...