Gli Angeli e i Demoni (I° parte)

l’infanzia, l’umanità del futuro, è sotto attacco!

A cura di Giuliano Caropreso

Ormai sono settimane che sento parlare praticamente ovunque del caso di Bibbiano. Menomale che se ne parli! Quando ci sono di mezzo i bambini mai nulla è ordinario, mai nulla si deve dare per scontato e sempre tutto deve essere appurato, vagliato e risolto, senza alcun dubbio pur ragionevole che sia.

L’aspetto a cui fare attenzione però è che non se ne straparli altrimenti, come spesso accade, si rischia di fare confusione perdendo così di vista la visione d’insieme. Dopotutto “A mmuina è bon sul pa guerr” (la confusione è buona solo per la guerra – n.d.r.) e i demoni la guerra la sanno fare.

E proprio partendo da quest’ultimo assunto vorrei proporre un contributo di un anonimo utente del web che ho soprannominato simpaticamente “gattino da tastiera” perché, a mio avviso, coloro che propongono le loro considerazioni in silenzio e senza “fa ó burdell” (far troppo clamore – n.d.r.) fanno parte di quella maggioranza silenziosa che pur non esplicitando pubblicamente le proprie opinioni semina dei pregevoli contributi che oltre a stimolare il pensiero critico-cosciente invitano a non farsi trascinare da certe emozioni mediatiche fabbricate ad hoc per creare degli scenari che, inconsapevolmente condivisi, possono portare in luoghi decisamente lontani da quelli che in cuor nostro ritenevamo inizialmente ottime intenzioni.

Leggendo le vicende del caso VELENO e mettendole in relazione con il caso Bibbiano, mi sono accorto della manipolazione mediatica in corso. Manipolazione talvolta perpetrata inconsapevolmente, talvolta strumentalmente, che ha come unico scopo quello di occultare il vero grande crimine del traffico pedofilo, scaricando colpe sulle strutture pubbliche e private, sui servizi sociali ed in ultima istanza, su tutto il ramo socio-sanitario.

Ritengo che certi casi giudiziari siano scoppiati per coprire ben altro.

Il caso VELENO, nonostante le ambiguità su tutti i fronti, le mezze verità, le confessioni dei bambini, le eventuali manipolazioni, penso che occulti un traffico pedofilo di vaste proporzioni, perpetrato da certi ambienti in odore di zolfo, traffico che è stato salvato, scaricando la colpa, prima sui genitori, poi sui servizi sociali, per spostare l’attenzione dai veri bersagli.

Si taglia un ramo secco per salvare l’intero albero, quindi si colpiscono eventuali realtà che potrebbero aver compiuto o meno reati, per evitare siano coinvolte realtà ben più importanti e pericolose che agiscono nell’ombra, un po’ come il piccolo corriere di droga che viene fatto arrestare, dopo essere stato messo in bella vista, per nascondere il grande corriere che opera indisturbato su altri livelli.

Sono perfettamente conscio del fatto che ci siano da sempre abusi ed illeciti, truffe e quant’altro, sono il primo a desiderare un controllo capillare su tutto il territorio, per evitare che certe realtà possano specularci sopra e commettere reati sulla pelle dei minori, come chiudere certe comunità lager e favorirne altre che possano offrire un clima familiare, ma fare di tutta l’erba un fascio, senza distinzione tra chi opera per il bene dei bambini e della collettività e chi sfrutta la sua posizione per fare traffici criminali, creando un contenitore indistinto per l’indignazione del popolino, è un metodo veramente cinico ed infame.

Le generalizzazioni nel mondo “internetiano” sono all’ordine del giorno, purtroppo, talvolta cadiamo tutti nel tranello emozionale, nessuno è esente dal peccato originale e dalla voglia di sentenziare.

In questo caso però, non parliamo di cose ordinarie, di bustarelle e “sciocchezze” del genere, ma di un tema assai delicato e complesso, di abusi su minori e di relative accuse su persone coinvolte, ancor prima di condanne definitive, con indagini in corso, sbattute come mostri in prima pagina, alla merce’ della gogna digitale e della piazza con la bava alla bocca, in attesa di imbracciare virtualmente un forcone qualsiasi.

[…]

Su temi così delicati come l’infanzia e la pedofilia, bisognerebbe stare attenti a fare la lavagna dei buoni e dei cattivi, perché molto probabilmente, tra i cattivi ci saranno tanti e troppi innocenti; la storia umana ci insegna quanti innocenti siano stati accusati e poi, magari dopo anni di carcere, prosciolti con tanti saluti.

Pregate di non cadere MAI in una lista di proscrizione ancor prima di condanne definitive ed addirittura di processi. Le diffamazioni create ad hoc da certi media, senza alcuna possibilità di difesa e replica per gli accusati, a maggior ragione in casi dove sono coinvolti bambini, sono pericolose e non aiutano certo le vittime, ma a questi pennivendoli e politici prezzolati non interessa fare gli interessi dei minori, ed infatti creano solo confusione, provocando l’effetto domino degli indignati di ogni latitudine.

Indignazione che serve al potere per manipolare le menti fragili in cerca di un salvatore di turno.

Parlare di business totale degli affidi, senza fare alcun distinguo e senza alcuna precisazione, facendo un calderone unico, non ha alcun senso ed è allarmante come metodo inquisitorio.

Succede anche per i tanti casi di omicidi mediatici, dove spesso l’indignazione segue alla lettera i castelli accusatori, sicuri di un colpevole, così, spesso ne consegue che un innocente diventi un capro espiatorio per fare tutti felici e contenti.

Gli aggiornamenti di sistema invocati dal nostro Governo, saranno lo specchietto per le allodole e pura propaganda, ma soprattutto, porteranno un vento ancora più reazionario e non certo di trasparenza, l’esempio storico di tangentopoli dovrebbe insegnarci qualcosa.

Questi casi mediatici saranno l’occasione per fare ulteriori tagli alla sanità, ai servizi sociali, approfittando di alcuni crimini, veri o presunti ancora non lo sappiamo, e verrà implementato un paradigma illiberale, con la scusa della morale ed in direzione di uno “Stato Etico”, soprattutto, con l’avallo popolare, bisognoso di sfamare la sua rabbia e frustrazione, eteropilotato dai moralizzatori di mestiere.

La sovrastruttura del potere che celatamente permette ai populismi di cavalcare l’onda delle varie indignazioni, ha interesse a plasmare una società più autoritaria, meno democratica e con meno diritti e garanzie. Questo avviene attraverso eventuali scandali, facendo percepire alle persone che non funziona nulla e che solo il salvatore annunciato potrà risolvere i problemi.

Il noto e sempreverde trinomio PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE non si smentisce mai e passa agevolmente sopra le nostre teste che non si accorgono dell’elefante in salotto.

Con tangentopoli il messaggio subliminale è stato “la politica è il male assoluto, è tutta corrotta, tutti i politici sono uguali“, e sicuramente in grande parte è così, ma quello che è venuto dopo, ovvero l’aggiornamento di sistema, è stato molto peggiorativo, sia in quantità che in qualità di crimini.

Ora tocca allo Stato Sociale, a quel poco che è rimasto in piedi, dopo privatizzazioni, speculazioni, e destrutturazioni del bene pubblico, ora è il momento di colpire il ramo sociale, socio-sanitario, poi tornerà il ritornello della già tanto bistrattata e vituperata scuola, magari attraverso scandali, eventuali o creati ad hoc, e così via…

Cosa succederà tra qualche anno?

Che a suon di scandali si scardinerà tutto, il buono ed il cattivo di quello che rimane della Sanità Pubblica, perché è li che si vuole andare a parare, è quello l’ultimo tassello, il vero scopo ed obiettivo, andando ad edificare un nuovo modello che continuerà a commettere gli stessi crimini di prima, magari in termini ancora più sofisticati e “trasparenti”. Si avrà la scusa per smantellare i servizi sociali, si taglieranno quindi i servizi alla persona, i fondi regionali saranno centellinati, ma non gli sprechi, perché in un sistema sofisticato, gli sprechi diventano più “sofisticati” ed intangibili.

Ci rimetteremo tutti, credendo malamente di essere dentro un processo rivoluzionario ed ingenuamente che bisogna tagliare per fare pulizia.

E’ una vecchia e sempre funzionante tattica del sistema neoliberista. Un cambiamento gattopardesco in nome di una pulizia che non avverrà mai, se non si usa il bisturi, ma la mannaia, colpendo a destra e manca.

Anche parlare di “bambini rubati” non è sempre corretto, bisogna vedere caso per caso, e quando siamo in presenza di reati del genere, se confermati, è necessario e logico siano sanzionati anche duramente con pene severe, ma gli abusi nell’infanzia sono un fenomeno sottostimato.

La società è turbata, non lo accetta e preferisce non vederlo.

È la stessa ragione per cui chi toglie i bambini ai genitori viene sempre attaccato, a torto o ragione, dalla società ed anche da alcuni partiti, in nome del valore della famiglia, senza conoscere realmente le storie che ci sono dietro.

Ma tutto questo, come scrivevo all’inizio, servirà in primis a salvare l’albero del male, creando tanti piccoli scandali per coprire il vero ed infame traffico di bambini di cui nessuno parla, una distrazione di massa spaventosa, dove tutti seguiranno le ultime notizie di Bibbiano e non sapranno mai nulla di certe realtà criminali più invisibili.

Un depistaggio maestoso voluto, taciuto, non abbastanza conosciuto da tutti, che viene realizzato per evitare scandali di proporzioni bibliche e allora, forse, anche il nome del comune di BIBBIANO, non è così casuale, ma un messaggio simbolico annunciato.

Anonimo

Non so perché ma questa volta non credo troveranno un modo per impedire l’estensione delle indagini verso altri filoni più inquietanti anche se ormai è evidente che ne potrebbe, con ogni probabilità, uscire un quadro terrificante ed inaccettabile al punto da destabilizzare l’intero sistema. Inoltre, si potrebbero svelare livelli di copertura troppo alti e davvero imbarazzanti, per l’apparato di controllo. Le persone cosiddette comuni non ci stanno più. Troppe volte si stanno colpendo i bambini e in troppi modi. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato adesso si capirà se le menti lobotomizzate sono state completamente soggiogate dal male o se c’è ancora spazio per una rinascita socio-culturale e perché no anche spirituale. Riprendendo le parole di Massimo Ippoliti:

Spesso vediamo come male l’altro e giù a massacrarlo, senza renderci conto di diventare noi stessi male. Questa è la strategia del Male: confondere il male con il Male! Allora facciamo così, chiamiamo il male con questi termini: prova, tentazione. E chiamiamo Male tutte quelle azioni in cui siamo noi a generare dolore, odio, rivalsa e tutto quello che vi viene in mente.

Distinguiamo il male che riceviamo (e di cui non siamo responsabili) da quello che invece facciamo. Perché in questo sta la strategia del Male: farci ribellare alle prove per generare noi stessi il Male!

continua…

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