L’autismo di Wakefield

A cura di Giuliano Caropreso

Facciamo seguito a un nostro post pubblicato nell’ormai digitalmente lontano settembre del 2016: Vaxxed, la censura e la paura.

Ancora oggi sentiamo riferire da informatissimi dottori e medici delle istituzioni pubbliche che Wakefield è stato il ciarlatano che ha di proposito inventato una presunta correlazione tra vaccini MMR (vaccino morbillo-parotite-rosolia, MPR in Italia) e Autismo solo per ripicca e interessi personali. Ma vediamo una ricostruzione fedele dei fatti operata da Massimo Mazzucco:

Massimo Mazzucco ricostruisce il caso Wakefield

Come si può anche solo intuire, non è difficile immaginare che il caso sia dunque stato architettato e montato ad arte per porre un subitaneo argine alla marea montante dell’astensionismo vaccinale che si stava ingenerando a seguito di queste nuove quanto sconcertanti notizie. Non solo, ma se si approfondisse troppo e si scoprisse senza ombra di dubbio che Il morbillo sta tornando perché diffuso dai vaccinati? Ma neanche a pensarlo! Eppure già una ventina di anni fa (e tre anni prima di Wakefield) gruppi di ricercatori, fedeli a se stessi ed al loro giuramento di Ippocrate, riportavano che il vaccino MMR porta ad un’infezione da morbillo rilevabile nella stragrande maggioranza a coloro i quali è stato somministrato il vaccino (leggi qui) e che l’RNA del virus del morbillo è stato riscontrato in 10 bambini su 12 ed in alcuni casi è stato possibile già rilevarlo a partire dal primo giorno fino a 14 giorni dopo la vaccinazione.

Quindi il fatto che l’autismo sia una malattia genetica è diventata ormai una spiegazione troppo semplicistica e spesso utilizzata per fornire risposte a domande scomode o non ancora sufficientemente investigate a dovere.

“Questo tipo di aumento nelle nuove diagnosi di autismo non può essere spiegato dalla genetica. Al contrario, tale improvviso aumento fornisce un forte argomento a supporto dell’affermazione che la genetica, dopo tutto, potrebbe non giocare un ruolo essenziale nello sviluppo dell’autismo. Perché assistiamo a un aumento così drammatico del numero di bambini vittime di questo terribile disturbo, considerato incurabile dalla medicina ortodossa?”

Dottoressa Natasha Campbell-McBride

Vaccini plurivalenti, una strategia economica GSK

Naturalmente la riabilitazione dello studio di Wakefield et al. non fa altrettanto notizia come quando poneva seri dubbi sull’efficacia della vaccinazione trivalente. Anche perché ciò cozza terribilmente con la strategia commerciale legata ai vaccini multi-valenti di cui la GSK è attore principale, come cristallinamente evidenziato da uno dei suoi massimi dirigenti Jean Stèphane che in sostanza affermava che il laboratorio Glaxo avrebbe così creato un monopolio per poi commercializzare i vaccini combinati in quanto molto più redditizi rispetto a quelli singoli.

Tuttavia restano i casi di autismo e il loro aumento di numero negli ultimi anni tanto che, sull’onda della crescente attenzione dell’opinione pubblica
sul fenomeno, è stata emanata la cosiddetta Legge sull’Autismo D-Lgs. n.134/2015 che all’analisi dei fatti, come accade per buona parte di questo tipo di leggi nate da una richiesta per così dire “popolare”, cura più la forma che la sostanza.

Lo psicoterapeuta tedesco Rudiger Dahlke (notare come anche l’imparzialissima wikipedia sottolinea al primo rigo che il dottore è esperto nel campo dell’esoterismo, una disciplina stigmatizzata dagli ambienti accademici e dall’opinione pubblica in generale) riporta che:

“La crescente diffusione di autismo ha motivazioni che dal punto di vista della medicina accademica, continuano a rimanere oscure. Eppure, esistono indizi in ambito specialistico – ad esempio tra gli epidemiologi – di un collegamento temporale tra l’aumento massiccio di persone affette da autismo e la vaccinazione a tappeto contro la pertosse, praticata negli Stati Uniti. Tuttavia, nessuno ha ancora osato giungere alla deduzione di un nesso causale tra i due aspetti, pur essendo clamorosa la loro correlazione.”

In questo quadro di fatti conclamati permane un clima di confusione mediatica più o meno voluta e/o sostenuta da certi ambienti del main-stream che, come si evince da questo articolo (leggi qui), si affrettano subito a confermare l’aumento dei casi ma ci tengono a sottolineare a grandi linee che i vaccini non centrano o da quest’altro che usa un approccio più tecnicista (leggi qui) indicando che se il numero elevato di diagnosi di autismo negli ultimi anni aumenta è perché si sta migliorando la capacità di identificare le persone nello spettro autistico in età precoce.”

Tom Cruise e Dustin Hoffman in una scena del film Rain man – l’uomo della pioggia

In realtà il buon senso ci suggerisce che l’autismo non è una malattia propriamente detta o è causata da virus patogeni ma è un disturbo del comportamento che viene diagnosticato dalla sintomatologia che catalogata in modo organico fa rientrare i soggetti interessati in varie fasce di gravità (spettro autistico). Ne consegue che probabilmente possono sussistere molteplici cause e concomitanza e/o sinergia di più fattori al presentarsi del disturbo. È una situazione molto complessa che rende difficile sia la diagnosi che l’intervento. E in questa confusione trovano spazio teorie, metodiche e protocolli di intervento tra i più svariati.

Ad oggi diversi studi americani danno ormai come acquisito che entro il prossimo decennio il 50% dei bambini potrà rientrare nello spettro dell’autismo il quale, a prescindere dalle innumerevoli cause che possono più o meno causarlo (inquinamento, alimentazione intossicata da metalli pesanti, glifosato, pesticidi, vaccini, predisposizione genetica), da molti è considerata la malattia del nuovo millennio.

Che fare dunque con una simile prospettiva? Beh a costo di sembrare ripetitivo e vagamente ossessivo non posso fare a meno di osservare che il tutto si sta profilando come uno schema già visto e che ritorna puntualmente con passi e forme diverse ma che nella sostanza punta sempre nella stessa direzione tesa a traguardare l’accettazione di un fenomeno da parte dell’opinione pubblica nelle modalità più congeniali a quelle che possono essere o clamorose future scuse o progetti pianificati sul lungo termine.

Sean Penn in una scena del film Mi chiamo Sam

Vediamo infatti che è già iniziata da tempo un’opera di comunicazione mediatica che edulcora l’autismo come fenomeno , in quanto inevitabile e divinamente dispensato, da accettare per quello che è, ovvero rientrante nel politicamente corretto così come descritto in bellissimi film come Mi chiamo Sam o Rain Man – L’uomo della pioggia che ha indotto milioni di spettatori a immaginarsi gli autistici come esseri speciali dalle capacità logico-matematiche eccezionali, invece pochi sanno che la persona (Kim Peek) che ha ispirato il personaggio interpretato da Dustin Hoffman non era propriamente autistico ma interessato dalla sindrome dell’idiota sapiente. Furono infatti gli sceneggiatori a decidere di attribuirgli deliberatamente dei tratti autistici.

Comunque non solo dal cinema arrivano messaggi che potrebbero essere sintetizzati come buonismo cinematografico, ma anche da ambienti più blasonati se così vogliamo dire. E’ il caso del libro scritto da Marlo Payne Thurman:

perché questa copertina mi fa pensare all’IA?

L’autismo in certi ambienti elitari è considerato dai vari devoti al culto progressista come un salto evolutivo e come tale è visto alla stregua di un’occasione da sfruttare per conseguire progressi fin ora sconosciuti. Ma se fosse davvero così che prezzo avrebbe quel gradino che ci farebbe salire di un altro passo nella scala evolutiva? Poiché a fronte di tantissimi bambini socialmente disabili ne potrebbero nascere solo alcuni con doti straordinarie. Ma credo che a tale domanda mi sia già, mio malgrado, parzialmente risposto in questo post: La matematica della salute.

E’ dunque l’apertura di un’altra finestra di Overton! Che da un lato apre a certi bambini che possono essere un salto evolutivo ma che dall’altro acclara l’esistenza di casi patologici che bisogna accettare per quello che sono, come per i danneggiati da vaccino. Come poc’anzi accennato c’è nel mezzo un infinita discussione che se alla fine del processo dovesse mai risultare che i vaccini causano l’autismo si potrà sempre dichiarare che comunque non tutto il male è venuto per nuocere poiché si sono salvate milioni di vite etc. etc. o, peggio, che nonostante lo si sapesse è stato deliberatamente scelto di scarificare una percentuale di persone per il bene dell’umanità. Un concetto per il quale non mancano sostenitori come abbiamo già potuto vedere nei casi di coloro che inneggiano all’interesse collettivo che prevarica quello individuale in piena sintonia con quelli che sono i dettami del nuovo ordine mondiale basato su una società fluida ed omogenea privata di qualsivoglia connotazione individualistica perché global è cool… okay sto travisando ma leggi qui se vuoi investigare la mia mente delirante.

Tornando alla nostra finestra che appare sempre più come una fabbrica di infissi non mi sconvolgerei se si venisse a sapere che gli stipiti sono stati aperti all’inizio dello scandalo Wakefield come contraltare da offrire in pasto al popolo.

 

Fonti:

http://www.greenmedinfo.com/blog/vaccinated-spreading-measles-who-merck-cdc-documents-confirms

https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/02/28/diagnosi-autismo-aumento-incidenza/

https://www.portale-autismo.it/lincremento-dei-casi-autismo-nel-mondo-nuova-ricerca/

https://www.apc.it/disturbi/disturbi-eta-evolutiva/disturbi-dello-spettro-autistico/autismo/

http://www.emergenzautismo.org/content/view/932/84/

https://it.wikipedia.org/wiki/Kim_Peek

https://it.wikipedia.org/wiki/Idiota_sapiente

 

Approfondimenti:

il film VAXXED censurato e a “causa” del quale l’attore Robert De Niro è silenziosamente stato allontanato da Hollywood.

Un pensiero riguardo “L’autismo di Wakefield

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