La matematica della salute

A cura di Giuliano Caropreso

Leggendo molti articoli, studi e ricerche in merito alla all’argomento vaccini spesso mi imbatto nella questione relativa alla valutazione della reale necessità di imporre un obbligo vaccinale a fronte di più o meno presunte emergenze sanitarie o cali della copertura al di sotto del tanto paventato “effetto gregge”.

AxBxC=X E se fosse questa la formula che applicano le case farmaceutiche per quanto riguarda i vaccini?

Guardavo un vecchio film con E. Norton e B. Pitt e, con questo pensiero che mi frullava in testa, quando ho visto la scena proposta a lato mi si è accesa una lampadina! E seppur anche in modo grottescamente comico il buon Tyler Durden avesse voluto darci un segnale per farci svegliare dal sonno?

Ebbene, ho dunque dedotto che la valutazione di cui sopra possa infine ridursi a due macro aree che, a seconda dei casi, valutano tale aspetto in base ad un’analisi costi/benefici oppure rischi/benefici. Ed ho potuto notare che la prima viene considerata quando si valuta la questione da un punto di vista economico e ciò normalmente viene fatto da politici o esponenti del mondo farmaceutico mentre la seconda, analogamente , viene generalmente considerata dal mondo medico-scientifico.

Partendo da questo assunto, ho pensato: e se la salute venisse ridotta ad un mero problema di costo/rischio? Se per il mondo farmaceutico (identificato con big-pharma) la salute=costi/benefici mentre per la sanità la salute=rischi/benefici allora la questione potrebbe matematicamente ridursi ad una mera valutazione:

costi / benefici X benefici / costi = costi / rischi

Chi valuta il rischio/beneficio?

Se i benefici passassero in secondo piano e la discussione si riducesse a valutare se i costi valgono i rischi… Tale questione vista da questo lato offre un punto di vista interessante poiché ci si potrebbe chiedere se esiste un ente deputato alla valutazione di tali aspetti per conto dello Stato e se si, quale? A quanto pare dal 2016 tale domanda resta ancora senza risposta.

Nell’attesa che lo Stato diventi tale e si faccia garante vero delle necessità sanitarie dei cittadini, questi ultimi che ormai sono sempre più informati e “sul pezzo”, si organizzano tramite associazioni nell’effettuare quelle valutazioni che lo Stato (nella veste dei vari governi che si succedono) non fa o è messo in condizioni per le quali è d’interesse (chissà perché penso sempre al danaro quando sento questa parola) non procedere in tal senso.

Ai posteri l’ardua sentenza

E nel frattempo chissà quanti caduti sull’altare della patria che non riceveranno mai un riconoscimento né morale figuriamoci economico.

Oltre al danno la beffa
Cui prodest?

Quindi, in questo contesto, a muoversi in senso precauzionale restano sempre i cittadini che con il tramite di associazioni e gruppi spontanei fanno ricerche ed analisi che spesso si rivelano più accurate e oggettive di quel che i detrattori vogliono far pensare e dai cui risultati guarda caso emergono quasi sempre dati sconcertanti che anche i meno smaliziati leggono come di forte imbarazzo per tutti quegli attori che invece tali analisi sminuiscono, denigrano o tentano con ridicoli pretesti di invalidarne gli esiti.

Intervento Corvelva alla Camera dei Deputati

D’altro canto il mondo provax reagisce con preoccupazione a questi tentativi nati dal basso, sarà mica che vedono minato qualche loro interesse in gioco? Un ennesimo caso emblematico è quello della conferenza, organizzata presso la sala stampa della “Camera dei deputati”, relativa alla libertà di scelta vaccinale che viene bollata come “convegno novax” e ciò in perfetta sintonia con quello che è il pensiero unico dominante, ovvero che ogni voce che si pone dei dubbi, giustificati o meno, è da bollare come antiscientifica ed estremista, come fa il deputato PD Michele Anzaldi definendola “disinformazione scientifica” a priori, in puro stile scientista ed arrogante. Poco importa se dalle analisi effettuate da CORVELVA è risultata la presenza di retrovirus (e non solo) noti per essere dei contaminanti avventizi dei vaccini la cui potenziale pericolosità è nota anche ai produttori.

Tuttavia, a valle di tutte queste considerazioni pare che i nostri vicini d’oltralpe in Svizzera abbiano valutato, in modo appunto “svizzero “, che a conti fatti “le vaccinazioni si traducono alla fine in un guadagno per lo Stato, sia in soldi sia [n.d.r. ovviamente] in benessere della popolazione“.

Pertanto continuo a credere che in fin dei conti coloro che dovrebbero garantire la nostra salute lo fanno fintanto che le loro azioni non vanno a disturbare quelli che sono gli interessi di quegli altri che producono i farmaci, coi quali i primi comprano la fiducia di coloro che dovrebbero tutelare, affinché quegli altri continuino a fare i loro affari grazie ai favoritismi elargiti dai primi.

Fonti:

Approfondimenti:

  • 25 gennaio 2019 – Byoblu: “Vaccinare in sicurezza” organizzato dall’Ordine Nazionale dei Biologi a Roma. Con candidati al Nobel come Giulio Tarro.

3 pensieri riguardo “La matematica della salute

  1. […] L’autismo in certi ambienti elitari è considerato dai vari devoti al culto progressista come un salto evolutivo e come tale è visto alla stregua di un’occasione da sfruttare per conseguire progressi fin ora sconosciuti. Ma se fosse davvero così che prezzo avrebbe quel gradino che ci farebbe salire di un altro passo nella scala evolutiva? Poiché a fronte di tantissimi bambini socialmente disabili ne potrebbero nascere solo alcuni con doti straordinarie. Ma credo che a tale domanda mi sia già, mio malgrado, parzialmente risposto in questo post: La matematica della salute. […]

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