L’ennesimo “patto”

E quindi con grande strombazzare dei mass-media viene annunciata la firma del “patto trasversale della scienza” con tanto di titoli forvianti e faziosi. La stampa ormai lo sa ed il gioco è sempre lo stesso, si manipola la notizia in modo tale da influenzare i poco attenti lettori che nel 70% dei casi non comprendono ciò che leggono o semplicemente ascoltano poiché sono analfabeti funzionali e questa ormai pare sia un’evidenza scientifica validata.

Questo breve preambolo per osservare che il “popolo del web” s’è nuovamente diviso tra chi ha tacciato il buon Beppe Grillo di traditore e chi ovviamente ha osannato il paladino pro-vaccinista (il nome non lo scrivo volutamente). Divide et impera è l’obiettivo permanente da raggiungere ed anche questa volta il colpo non ha fallito il bersaglio. Tuttavia vorrei invitare a soffermarsi su alcuni aspetti della vicenda.

  1. C’era davvero bisogno di un ennesimo “patto” politico? Nell’ottica mondialista parrebbe proprio di sì, se non altro anche solo alla luce di uno studio – Il patto politico come fondamento del costituzionalismo europeo – del 2005 pubblicato dal Prof. P.Prodi (sì il fratello di quell’altro Prodi) il cui titolo parla da solo.
  2. Beppe Grillo evidenzia il fatto che “Ho ricevuto il presente appello dal Professor Guido Silvestri.  Non conosco il Professor Roberto Burioni.” quasi a scagionarsi preventivamente dalle polemiche che sarebbero sorte da questa sua presa di posizione al fianco del pro-vaccinista di cui sopra che, per come la si voglia intendere e/o analizzare, è in imbarazzante contrasto con le innumerevoli sue dichiarazioni sull’argomento vaccini (quì una delle tante). Ma questo poco importa a un personaggio come lui che pare sia stato visto al famoso incontro incontro “segreto”sul Britannia del 1992 ed anzi rincara tacciando di “terrapiattisti” chi critica questa sua presa di posizione. Ma questa sfacciataggine propria dei bravi di manzoniana memoria non mi meraviglia visto che a certi giochetti non è nuovo (vedi quì).
  3. Dunque, nonostante l’accorato appello di Mazzucco, credo che uno dei padri fondatori e simbolo iconico del Movimento 5 Stelle sapesse esattamente cosa stava firmando.

Infine, poiché la moltitudine è veicolata verso il pensiero che tutta questa faccenda sia legata solo ed esclusivamente alla questione vaccinica, faccio notare che al punto 2 di questo ennesimo “patto” scellerato, dai toni drammaticamente autoritari, si cita testualmente:

Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in
alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono
a repentaglio la salute pubblica (i.e., negazionismo dell’AIDS,
anti-vaccinismo, terapie non basate sull’evidenza scientifica,
etc.).

e, immaginando chi possa essere il garante della “Scienzah” che non tollera “in alcun modo”, tra gli esempi si evidenziano:

Negazionismo dell’AIDS

A tal riguardo invito a guardare il seguente video Fernando Aiuti, la storia del bacio che cambiò la lotta all’Aids…

 

…e apprendere la seguente notizia: Professor Aiuti muore cadendo dalle scale: ecco cosa diceva sui vaccini.

E ancora si ricordi il Premio Nobel Montagnier che dopo avere scoperto il virus dell’hiv, ha sostenuto in varie apparizioni pubbliche che non è mai stato provato scientificamente il nesso tra la sindrome dell’immunodeficienza acquisita e il virus HIV (1).

Antivaccinismo

Su questo non voglio dilungarmi oltremodo rispetto a quanto sopra descritto in quanto lo ritengo emblematico di uno stato sociale che si può simpaticamente sintetizzare in un detto napoletano “Ammuina è bbona p’ ‘a guerra” ovvero la confusione va bene per la guerra, il disordine che si genera a seguito del caos favorisce in una guerra chi ne sa approfittare.

Terapie non basate sull’evidenza scientifica

Ecco un fulgido esempio di uno “pseudoscienziato che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica”. Ascoltate (magari una sera a letto con le auricolari) l’intervista fatta da Marcello Pamio su Radio Gamma 5 al Dott. Giuseppe Di Bella (questo SI che voglio nominarlo) dalla quale si evince che stanno emergendo prove che gettano ulteriori nuove ombre sulla conduzione della sperimentazione del Metodo Di Bella condotta nel 1998 che ricordo è terminata in modo più unico che raro nel panorama clinico italiano ovvero con un decreto d’urgenza!

Il metodo Di Bella 20 anni dopo

L’istituto straniero indipendente che ha realizzato il recente Docu-Film sul Metodo Di Bella (indagine giornalistica durata oltre 4 anni) ha richiesto formalmente al Ministero della Salute italiano di avere copia dei documenti originali (quindi con la firma del Prof. Di Bella) relativi ai criteri di arruolamento dei pazienti e ai criteri di valutazione della sperimentazione. Il Ministero non li ha forniti.

All’epoca il Prof. Di Bella dichiarò sempre di non aver mai firmato alcun protocollo, né di arruolamento né di valutazione. Del resto il Prof. Di Bella aveva dichiarato che la sua cura andava sperimentata su pazienti in stadi iniziali (è verbalizzato… AH! se tutti gli pseudo-scienziati facessero così!), mentre i pazienti arruolati dalla commissione furono tutti malati terminali, con vita residua dagli 11 ai 90 giorni, in pratica si pretendeva che il Metodo Di Bella replicasse il miracolo di Lazzaro…

Giuliano Caropreso

Fonti:

Approfondimenti:

Curiosità:

Video di Beppe Grillo “non disponibile” sul sito di lettera43: https://www.lettera43.it/it/video/beppe-grillo-vaccini-roberto-burioni-matteo-renzi/35648/

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