Lo Stato perfetto

Lo Stato ideale, a qualsiasi latitudine, dovrebbe comportarsi come la famiglia ideale, essendone esso stesso la sua estensione.

Chi governa una famiglia è il capofamiglia, il padre. Chi amministra una famiglia è colei che sa nutrire, la madre. I figli prendono insegnamento dall’esempio di queste entità interdipendenti che li accompagnano e li stimolano a tirare fuori da se stessi i loro talenti, il motivo per il quale sono venuti al mondo. Educare, ex-ducere, significa “tirare fuori”. Nei termini, nella loro splendida semplicità, abbiamo tutte le risposte che ci servono.

Il padre e la madre non sono posizioni in competizione ma figure ben chiare, due ruoli distinti e non si tratta di patriarcato o matriarcato. Questi due termini portano in sé l’idea del leader sotto il quale tutti si inchinano ed il prologo di una divisione alla radice. La coppia ideale è come una bandiera: l’asta, flessibile ma salda nel terreno ed il drappo libero di seguire i vezzi del vento per prendere energia da trasferire all’asta e le informazioni sulla direzione dei venti, così che l’asta stessa, flessuosa, si adatti.

E questo dal punto di vista comportamentale e di un approccio collaborativo che, con le sue definizioni, porta equilibrio. Se vi fossero dei dubbi basta notare come il nostro organismo agisce, con le sue cellule suddivise ognuna con il suo compito, senza che una ingerisca nei compiti della vicina. Altrimenti si tratta di cancro.

Dal punto di vista pratico un Governo dovrebbe comportarsi esattamente così, fornendo, ai suoi governati, gli strumenti per esprimere i propri talenti e metterli al servizio di tutti. Per avere questo approccio però occorre focalizzare una ben precisa direzione. Perché siamo qui? Cosa ci facciamo dentro a questo contenitore chiamato “corpo”? Questo dovrebbe fare la famiglia ideale, aiutare i figli a comprendere ciò. Va da sé che, in una società basata su questo concetto cardine, il Governo della stessa non potrebbe che avere lo stesso approccio. Detto ciò consideriamo che il termine “governo” viene utilizzato ogni qualvolta vi sia necessità di fare ordine e portare indicazioni affinché non si esca dai binari. Nient’altro che questo… “Merita di governare chi ama il suo popolo perché chi lo ama è disposto a servire. Chi non lo ama è disposto a servirsene” era solito affermare il grande economista e giurista Giacinto Auriti del quale abbiamo parlato in QUESTO articolo che vale la pena leggere.

Per confronto con i tempi in cui viviamo, e per comprendere come è messa la famiglia, riporto una delle sue celebri frasi: Un poeta tedesco, Johann Fischart, diceva che un satrapo per comandare meglio faceva fare agli uomini quello che dovevano fare le donne e viceversa, perché quando il potere politico si trova di fronte a dei mezzi uomini e a delle mezze donne, non si verificherà mai una rivoluzione capace di modificare l’ordinamento costituito.

La tecnica della femminilizzazione dell’uomo e della virilizzazione della donna è una tecnica che è uno stile di dominazione del nostro tempo perché impedisce le rivoluzioni giuste.”

Femminilizzazione dell’uomo? Virilizzazione della donna? Mi ricorda qualcosa…

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Considerato il Governo come un nucleo che decide, propone e dispone i mezzi e le strutture atte a fornire il meglio perché le Coscienze possano esprimersi e svilupparsi, la sua azione dovrà essere definibile in questi punti cardine:

Impedire che un bene come l’acqua venga privatizzato. I nostri corpi sono fatti per oltre il 70% di acqua e, per stare in salute, il nostro veicolo fisico ha necessità imprescindibile di acqua pura e fresca ovunque. L’acqua deve essere incanalata per servire l’urbe mantenendo il più possibile le caratteristiche della fonte, fino dentro ad ogni casa, esercizio commerciale, ristorante, fabbrica… E gratuita. Nessuno deve essere privato di un bene così prezioso, poiché essa è l’elemento necessario affinché si possano portare a termine i processi chimici richiesti dal corpo per il suo stato di salute. Senza l’acqua poi, non potremmo mantenere l’igiene necessaria. Evitiamo i commenti sterili come “…c’è sempre chi ne abusa e ne spreca” perché, per evitare ciò, basta educare.

E qui passiamo al capitolo “Scuola”

La scuola deve essere pubblica, tendente all’eccellenza in tutti i suoi contesti, didattico, organizzativo, igienico. Quindi con docenti eccellenti, impiegati responsabili e bidelli attenti. L’istruzione deve essere impartita tenendo conto delle attitudini dello studente, valutando la sua crescita in base alle sue capacità, senza comparazioni ne competizioni ma in forma collaborativa, stimolando l’empatia.

L’accesso scolastico deve anche qui essere gratuito, in tutte le forme: fornitura dei libri di testo, del materiale didattico, della mensa, del trasporto pubblico. Naturalmente anche in queste branche si deve tendere all’eccellenza, soprattutto nella alimentazione. Come si può insegnare il “Mens sana in corpore sano” se poi agli studenti viene dato del cibo scadente dal punto di vista nutrizionale e salutistico? La teoria fa a pugni con la pratica e trasmette un messaggio distorto.

Un Governo attento deve anche permettere che le energie talentuose possano circolare senza intoppi, favorendo così un economia attenta all’uso delle risorse senza eccedere nell’abuso ne nella restrizione. L’ergonomia dell’economia, in pratica.

Per fare ciò occorre agevolare gli scambi emettendo moneta in quantità equilibrata e attenta. Ma soprattutto, anche qui, gratuita. Le banche devono assurgere alla funzione di mediatori, senza alterare il valore del denaro, cosa che accade se esse ne detengono la proprietà. Come accade oggi, da tempo; ma se vogliamo evolverci è tempo di cambiare, iniziando da lì. Il denaro poi deve essere usato come mezzo di scambio per cui il Governo deve apportare misure affinché la detenzione di denaro provochi la perdita di valore di quello non circolante. Chiunque, così, avrebbe interesse a farlo girare con maggiore rapidità.

Come ogni famiglia che si rispetti, la cura maggiore deve essere portata al mantenimento dello stato di salute dei componenti. Detto ciò la produzione farmaceutica deve essere nazionalizzata e tutte le branche curative devono essere supportate, sia la medicina allopatica, per curare gli effetti delle cause, sia quella olistica, per evitare che le cause portino agli effetti.

L’uomo poi deve essere visto come fruitore dei quattro aspetti della evoluzione delle Coscienze:

  • Artistico, con il quale esprimere ciò che porta dentro utilizzando il corpo e le sue funzioni.
  • Religioso, affinché la sua arte possa re-ligare, tornare a collegare, l’uomo stesso con la parte divina
  • Filosofico, con il quale rendere viva l’Arte espressa, che sia l’espressione dell’amore per la conoscenza (dal gr. philosophía, comp. di philo- ‘filo-’ e sophía‘sapienza’; propr. ‘amore del sapere – fonte: www.garzantilinguistica.it)
  • Scientifico, dato che il cercare per tendere all’eccellenza sottende allo spirito di ricerca continua, con il quale si pone sempre in dubbio la certezza fintanto ché non sia Verità.

Con questi concetti come potrebbe essere il livello dell’umanità?

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