Diesel euro 3 e la teoria della rana bollita

Al via in Italia la selezione di coloro che hanno intenzione di continuare a farsi bollire e quelli che invece vogliono saltare fuori dalla pentola prima che l’acqua bolla e sia troppo tardi.

“Sono un operaio dell’ILVA di Taranto. La fabbrica dove lavoro inquina oltre misura l’aria e le acque… Oggi a tutti noi operai hanno dato la notizia che per questo danno dovremo pagare una sanzione, pena il licenziamento… E cosa possiamo fare?”.

“Buonasera, sono un operaio FIAT, anzi, pardon, FCA, e oggi ci hanno detto che ci tratterranno sullo stipendio circa 300 euro al mese, senza soluzione di continuità, perché colpevoli di produrre auto inquinanti. Chi non accetta verrà licenziato in tronco… Io mi sa che pagherò”.

La rana bollita, china sul suo destino, ha deciso di rimanere in pentola e di subire la cottura. Non ha più la forza di saltare fuori dalla pentola nella quale è cascata di sua volontà.

Tutto ebbe inizio, almeno in forma evidente, circa dieci anni or sono. Si narra che a quei tempi…

L’impoverimento obbligato dalla crisi artificiale arrivata dalla terra dei conquistatori, l’America, con lo tsunami economico dei mutui sub-prime e la conseguente chiusura per fallimento di Lehman Brothers nel 2008, tsunami che ha investito i Paesi previsti come Italia, Grecia, Portogallo, Spagna ed Irlanda (P.I.G.S.), è stato l’inizio della conquista economica dell’Europa del Sud. Questa prima bomba finanziaria ha assestato un primo colpo alle fondamenta delle certezze economiche che ogni persona aveva nei confronti del suo futuro. Il tipico miraggio pensionistico per potersi poi egoisticamente tirarsi fuori dalla crisi di liquidità che avrebbe investito coloro che alla pensione non sarebbero arrivati in tempo.

Da lì in poi la cronologia degli eventi ci mostra un continuo match sul ring dove i vari governi italiani hanno assestato colpi a destra e a manca per colpire chi uno chi l’altro, in modo discontinuo e disomogeneo così da attaccare solo alcune categorie ed altre attaccarle in altri tempi ed altri modi, forti del fatto che noi italiani siamo per natura fortemente egoisti e ci atteggiamo come il pensionato tipo più sopra citato.

E così abbiamo avuto le tassazioni del governo Monti, lo slittamento delle pensioni della Fornero… Intanto però ci hanno acculturati perché fino ad allora non eravamo a conoscenza di termini come “spread” o ” esodati” e ne facevamo sfoggio al bar davanti al prosecco.

Ci hanno fatto anche capire cosa si prova a vedersi rubare i soldi depositati in banca con il “Bail-in” e ce lo hanno dimostrato con l’esempio, nel fallimento della banca popolare di Cipro e poi, sempre più vicino come un tornado che si sposta, con le quattro banche italiane, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara; tremate italiani, tremate!

Intanto le accise salivano ed i salari scendevano, come il prezzo delle case, le ditte chiudevano ed i governi salvavano le banche raccogliendo soldi da tutti gli italiani che piano piano iniziavano ad accorgersi che l’acqua nella pentola si scaldava per tutti. Ma ancora non bastava.

Ed ecco la genialata, passata come “paghiamo meno, paghiamo tutti” di facile presa sull’animo codardo del cittadino con DNA italiano, misto al senso di vendetta ed invidia verso il prossimo: l’inserimento in bolletta del canone RAI. “Ce lo hanno anche abbassato perché così lo pagano anche i furbetti, ben gli sta!”

Ed intanto la temperatura saliva…

E venne il tempo dei vaccini, di multe salate, di rapimento di prole, di vaccinazione coatta, di divieto di ingresso alle scuole. E così han fatto, per vedere l’effetto che fa… Ma pronti ad aggiustare il tiro, come previsto dal bastone e la carota, metodo tanto caro per trattare con l’anarchico ed egoista italiano. Ma l’ho già spiegato in altri articoli che trovate QUI QUI

A passi lunghi, per non tediare il lettore, arriviamo ai giorni odierni, dove orde di affamati e disperati personaggi di colore vengono riversati sulle coste italiane a migliaia e migliaia, scampati dalle guerre che imperversano nei loro Paesi. Per poi scoprire che sulle guerre  mentivano… Ma ormai sono qui, l’Europa, su consiglio dei conquistatori d’oltre Oceano, ce lo chiede e noi non possiamo non obbedire (…credere e combattere! mi viene da aggiungere n.d.a.). Ed a migliaia iniziano ad essere destinati alle varie città sul territorio, rifocillati, vestiti, alloggiati, pagati, e dotati della tipica bicicletta che ne è diventata simbolo distintivo. E naturalmente anche un cellulare non fa schifo… dai, per chiamare i parenti africani e chiedere se per caso la guerra da loro è finita così da poter ritornare nelle braccia di mamma e papà, rimasti insieme a nonni e figli minori ad affrontare le atrocità del conflitto, come si confà in questi casi.

Ed ora, come si era previsto, l’autunno caldo è alle porte, iniziato da quindici giorni, ma già si fa sentire con tutto il suo tepore, complice forse la temperatura di quell’acqua che piano piano, ma senza soste, si avvia all’ebollizione. E tante rane rimarranno bollite…

Fumo di scarico auto.jpgIl prossimo passo tocca centinaia di migliaia di proprietari del micidiale motore diesel Euro 3 e della relativa autovettura che lo equipaggia. Questi criminali dell’ambiente, incoscienti del danno alla salute indotto dalle loro auto, vanno fermati, a tutti i costi!

Quindi, da ottobre 2018, STOP a queste vetuste motorizzazioni. Arrangiatevi, comperatevi un’auto o camion come Dio comanda, in linea con gli ultimi standard, anche se tra qualche anno anch’essi saranno vetusti e dovrete ri-acquistarne un’altra! Ma si sa, gli automezzi te li tirano dietro come le case quindi chi si pone mai il problema di cambiare auto? Intanto il pensionato italiano con la Panda euro 5 scalda le pantofole davanti alla De Filippi o ai lavori in corso, a lui la cosa non tange. Ma abbasseranno le pensioni e allora sì che lustrerà scudo, elmo ed alabarda per andare a guerreggiare davanti all’INPS. Se non stramazza prima, colpito da ictus o infarto fulminante.

Tutta questa storia per calmare gli animi di coloro che emotivamente si fanno irretire da questi soggiogatori psicologici, istruiti solo a fomentare paure. Intanto è praticamente impossibile attuare una tale limitazione tanti sono gli automezzi circolanti, specialmente delle aziende di trasporto pubblico. Inoltre le forze dell’ordine sono talmente sotto organico che non riuscirebbero a filtrare nei posti di blocco tutte le centinaia di migliaia di mezzi. Inoltre consiglio di evitare di farsi problemi in anticipo e di circolare tranquillamente. Nel caso vi fermino al massimo verrà comminata una sanzione, da pagare secondo disponibilità. E se non si hanno disponibilità non occorre vendersi un rene; semplicemente non si paga se non si hanno soldi. A ragione di ciò l’Articolo 53 della Costituzione, se dopo gli ultimi “ritocchini” ancora vale qualcosa, parla chiaro: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Voglio azzardare un pronostico; ritireranno il divieto di circolazione o lo procrastineranno a data da destinarsi in modo da renderlo accettabile, perfettamente in linea con la Finestra di Overton, più volte menzionata ma “repetita iuvant”.

Aerei inquinanti.jpg
Nei cieli intanto tutto normale. Non è competenza di ARPA per cui il problema scarichi inquinanti “non esiste”

Intanto consiglio di alzare lo sguardo al cielo e chiedere a chi vi limita a circolare i livelli di inquinanti emessi dai velivoli che sempre più spesso ed in numero sempre crescente solcano i nostri cieli. L’ARPA si degna solo di monitorare ciò che le hanno detto di monitorare ed hanno equipaggiatole loro sedi di strumenti atti a rilevare solo quello che i reali Governanti gli permettono di monitorare. Complice anche la chiara lobotomizzazione dei cervelli pseudo pensanti dei responsabili dei vari dipartimenti. Quindi, assodato che gli inquinanti sono solo i PM10 dei diesel e non gli aromatici delle benzine, ecco che abbiamo trovato il problema, risolto con un divieto di circolazione.

 

Ma siamo sicuri sia così?

Quella delle pericolose PM10 è una bufala chiarita da grafici presenti da anni. Il pericolo si trova in Europa e più precisamente nei parametri imposti dall’OMS. Sì, quell’organismo “superpartes” e scevro da interessi e dai relativi conflitti che qualche tempo fa ha decretato che diabetici si diventa a soglia 126 mg/dL appositamente abbassata per salvaguardare la nostra salute; oppure i profitti delle Case farmaceutiche.

Grafico PM 10 Milano 30 anni.jpg
Fonte: https://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html

Ed ecco che i PM10 iniziano a diventare un problema (o un business a seconda di dove si punta lo sguardo) solo da pochi anni. Per verificare consiglio di leggere QUI

Di fatto l’imputato alla sbarra, signor diesel, viene più volte scagionato dall’accusa da articoli apparsi anni fa che dichiarano che i PM10 sono addirittura saliti nonostante il blocco del traffico. Vedi QUI e QUI

Ma c’è un’altra lancia da spezzare a favore del gasolio e si evidenzia guardando le emissioni dei vari carburanti utilizzati da una FIAT Panda, riportati dalla tabella seguente e relativa all’anno 2015:

Fiat Panda

Consumo

Emissioni di CO2

1.2 alimentato a benzina

5,6 l/100 km

133 g/km

1.2 alimentato a Gpl

7,2 l/100 km

116 g/km

1.2 alimentato a metano

4,1 kg/100 km

113 g/km

1.3 a gasolio

4,3 l/100 km

114 g/km

Fonte: www.quattroruote.it

Quindi? Ci stanno per caso prendendo in giro? Forse devo smetterla di pensare male…

Forse a pensare che il motore che ci hanno sempre fatto credere come di “ultima generazione” deriva da una invenzione italiana del 1853 a nome dei signori Barsanti e Matteucci dovrebbe indurci a pensare che sia impossibile che in oltre 150 anni nessun altro propulsore più innovativo ed ergonomico sia venuto alla luce. Oppure c’è dell’altro?

Inventori motore a scoppio.jpg

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3 pensieri riguardo “Diesel euro 3 e la teoria della rana bollita

  1. Non per niente il blocco auto diesel è stato impartito alle regioni più disponibili economicamente col cavolo vengono applicate nel mezzogiorno che so fosse se ne sbatterebbero alla grande circolando e non pagando ammende come con la famosa tassa una tantum!!!

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  2. L’inquinamento automobilistico, in particolar modo quello cittadino, (i dati in tabella sono quelli a 90 orari costanti) dipende dalle variazioni continue di numero giri motore, che producono uscite CO ossido di carbonio, combustione incompleta, ben peggiore della CO2, situazione derivante da continue accelerazioni e frenate, comportamento cittadino, risolvibile in parte con filtro antiparticolato gestito da centralina elettronica. Sono sotto accusa i baipassamenti generati dalle case, per far contenere i consumi cittadini. ciao e a presto Silvano

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