Big Pharma volle corrompere con 32 miliardi il nostro Ministro della Sanità, come al solito. Ma quella volta…

Siamo alle ultime battute finali prima del 4 di marzo e per rinfrescarci la memoria su quello che deve fare un politico riportiamo la storia del Ministro della Sanità di quasi quarant’anni fa. Nulla a che vedere con Rosi Bindi, colei che criminalizzò la cura Di Bella rendendosi di fatto criminale, con un complice come il dott. Veronesi. E nemmeno un De Lorenzo, un ministro (il minuscolo è voluto) venduto al miglior offerente; e come non menzionare Carlo Donat Cattin, colui che, nel 1986, ebbe l’illuminante trovata di elevare i limiti consentiti di atrazina nelle acque affinché diventassero di colpo potabili… E vogliamo dimenticare l’attuale Lorenzin? Maldestri atti di Coscienze sopite, o addirittura spente. Ma chi ha meriti si distingue e viene ricordato; e anche noi qui lo vogliamo ricordare.
Tratto da un articolo di Coscienzeinrete.net
Tina Anselmi

Era il 1979, ed intermediari di big pharma vollero corrompere con 32 miliardi di lire depositati in Svizzera un ministro della sanità italiano. Ma quel ministro non era come altri ministri e ministre: era l’eroica antipiduista Tina Anselmi. Che allora era in procinto di cancellare dal mercato migliaia di farmaci unitili o dannosi. Una commissione di scienziati ancora in maggioranza indipendenti aveva lavorato a lungo per stilare quella lista di farmaci da eliminare dai prontuari. Come mai più fecero commissioni successive, infarcite di corrotti. Lei disse di no ai corruttori e firmò comunque il provvedimento di cancellazione. E cosa accadde?

Subito dopo le fecero saltare in aria la macchina con il tritolo. Si salvò solo perché era tornata indietro a chiudere il gas di casa. Ma lei firmò comunque, e crearono enormi problemi a tutta la sua famiglia. E una bomba fu trovata pronta ad esplodere nel giardino della sorella, contigua alla sua. La Tina non era in casa perché trattenuta all’ultimo momento da un impegno. Quando nel 1984 a Brescia Tina Anselmi raccontò l’episodio, tutti i venduti della politica di allora, invece di solidarizzare con lei, l’accusarono di tirare fuori certe cose per carrierismo. Chi c’era in prima fila? Un po’ tutti, ma i più acidi e malfamanti furono esponenti di destra e i radicali. I primi servi storici degli ambienti atlantisti piduisti, ed i secondi raffinato prodotto fintamente libertario di una precisa corrente massonica internazionale.

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